“Intervista” G.Vaciago: falso problema, ci vorrebbe un governo

22/10/2004

            venerdì 22 ottobre 2004

            «L’economia è ferma da anni, intanto si fa un golpe nel Paese»
            Vaciago: falso problema, ci vorrebbe un governo

            Laura Matteucci

            MILANO «Il problema non sono i prezzi, che tra l’altro ormai non stanno più crescendo molto».

            E qual è il problema, professor Vaciago?

            «Abbiamo un’economia ferma da anni. Produttività zero, zero aumento dei salari. Se qualcuno è cresciuto, è successo a scapito di altri. Questo è il problema. I consumi crescono quanto il reddito. Un blocco della produttività così grave non l’abbiamo mai avuto nel dopoguerra. Siamo qui, da anni, col freno a mano tirato. E nessuno fa niente».


            Parla Giacomo Vaciago, docente di economia all’università Cattolica di Milano, editorialista de Il sole 24ore, che commenta l’invito del presidente Ciampi a «uno sforzo nella riduzione dei listini». E non condivide.


            Come dire: solo un aumento dei redditi può spingere i consumi, i prezzi non c’entrano.

            «È vero che qualcuno ha approfittato del change-over per raddoppiare, anche triplicare i prezzi. È vero che dei bottegai, soprattutto, si sono arricchiti a nostre spese. Anche perchè nessuno ha controllato quando avrebbe dovuto farlo. Ma questa ormai è storia. Oggi io non credo che l’inflazione sia truccata. E comunque, anche quello che è successo in passato non è stato un fenomeno generalizzato: non ha riguardato i beni durevoli, ad esempio. Che so, tv, dvd, automobili. Beni che peraltro noi importiamo, quindi la produzione industriale non ne ha beneficiato. Ma la verità è che solo una maggiore produttività è un vero guadagno per tutti, il reddito è bene che aumenti per tutti».


            La redistribuzione non è risolutiva, quindi.

            «No, ci vuole un aumento complessivo. Nei paesi seri il governo la torta la fa crescere, qui invece continuiamo a tagliare le stesse fette».


            E come si fa crescere?

            «È il solito discorso: con le liberalizzazioni, le dismissioni. Vere. Con le riforme. Noi avevamo iniziato a farle, ma poi ci siamo bloccati. E intanto si fanno cose che non servono, come una riforma della Costituzione di cui, semmai, vedremo gli effetti nel 2016. Oltretutto, una riforma assurda: non si può scegliere di aumentare i poteri sia delle Regioni sia dello Stato, perchè significa moltiplicare le sovrapposizioni di competenze, e quindi fare sempre più confusione. Guardi, il punto è che qui in Italia c’è stato un golpe e non ce ne siamo accorti».


            Un golpe?

            «Ma sì. I ministri non stanno nei ministeri, passano la giornata alla Camera, e la sera in televisione. In nessun paese al mondo il premier si vanta di aver fatto delle leggi, semplicemente perchè le leggi le dovrebbe fare il Parlamento».


            A proposito: che ne pensa della Finanziaria?

            «Quale Finanziaria? Per ora è un ectoplasma. Le hanno provate tutte, e le hanno tutte scartate. Vedremo, per il momento non si può commentare una legge che continua a cambiare».


            E della riduzione delle tasse?

            «Ho il sospetto che finiranno per ridurle a chi già non le paga…».