“Intervista” G.Tondato: Per Autogrill una dote di 550 milioni

09/06/2004

      1- Per Autogrill una dote di 550 milioni
      2- Il debutto nello scalo di Marsiglia con otto punti vendita

      sezione: ECONOMIA ITALIANA
      data: 2004-06-09 – pag: 11
      autore:
      DAL NOSTRO INVIATO NICOLA DANTE BASILE

      INTERVISTA L’amministratore delegato, Gianmario Tondato, spiega le strategie del piano industriale approvato nei giorni scorsi Per Autogrill una dote di 550 milioni
      Il budget triennale servirà per accelerare il processo di internazionalizzazione dell’attività e per aumentare i margini del gruppo
      MARSIGLIA • Punto e a capo. Tramontato e forse mai preso in seria considerazione il capitolo cessione, Autogrill guarda al futuro con rinnovato vigore e una forte attenzione all’internazionalizzazione. E con una propensione crescente per quelli che l’amministratore delegato, Gianmario Tondato da Ruos, definisce «investimenti rivolti a creare valore». L’occasione è il via libera al nuovo piano di sviluppo industriale messo a punto dal management della multinazionale italiana, protagonista a livello mondiale nella ristorazione per la gente che viaggia. Il piano può contare su un budget triennale di 550 milioni di euro («escluse eventuali acquisizioni che dovessero rendersi disponibili sul mercato») e contiene — come spiega Tondato in questa intervista rilasciata in occasione dell’inaugurazione dei servizi allo scalo di Marsiglia (si veda articolo in pagina) — un approccio più articolato ai canali operativi. Ma, soprattutto, ha una visione internazionale molto ampia, comprendente anche i nuovi Paesi dell’Est europeo entrati a far parte della Ue. Con un occhio a quanto accade in Estremo Oriente e senza trascurare il Nord America, che già ora incide per il 50,3% sul fatturato consolidato (il 2003 si è chiuso con 3,14 miliardi di ricavi, in crescita del 4,1% a cambi costanti e un Ebitda di 417,5 milioni, in aumento del 14,4% sempre a cambi costanti).
      Il semaforo verde al piano industriale è arrivato in concomitanza con la decisione di Roland Berger (advisor per l’assegnazione delle concessioni di ristoro autostradale) di riconoscere ad Autogrill 73 concessioni su 80 gare a cui ha partecipato il gruppo controllato da Edizioni Holding della famiglia Benetton. Un mercato, quello delle concessioni, che in Italia vale più di un miliardo di euro e che è nel mirino dell’Antitrust. Oltre ad essere oggetto di contese tra Autogrill e gli altri concorrenti.
      Dottor Tondato, perché questo braccio di ferro (qualcuno è arrivato a parlare di guerra) con le altre compagnie?
      Noi non siamo in guerra con nessuno.
      Sappiamo che ci sono delle lamentele, ma perché prendersela con Autogrill?
      Noi facciamo il nostro lavoro e cerchiamo di farlo al meglio. L’accusa che vi viene fatta è di monopolizzare il settore della ristorazione autostradale italiana.
      Il nostro business resta al di sotto del tetto fissato dall’Autority (72% sulla rete pubblica, ndr). Dalla primavera del 2003 a oggi sono state indette da Autostrade in Italia 135 gare per il rinnovo delle concessioni. Abbiamo scelto, anche rispettando le indicazioni dell’Antitrust, di partecipare solo a 80 gare: ne abbiamo vinto 73. Il resto delle concessioni è andato ad altri 12 competitor. Dov’è il monopolio?
      Dall’autostrada agli aeroporti alle stazioni ferroviarie: la ristorazione per chi viaggia è in forte crescita in tutto il mondo. Autogrill ha avviato da tempo una diversificazione, ma il progetto italiano Grandi Stazioni non decolla.
      Come mai?
      Abbiamo vinto l’appalto per gestire 12 stazioni Fs e il contratto di 18 anni avrà inizio quando gli altri partner saranno pronti a darci via libera. Fino ad allora non ci resta che attendere. Il business aeroportuale, invece, è a buon punto con sei scali operativi, cui dovrebbero seguirne altri.
      In Francia, con lo scalo di Marsiglia, siete all’inizio. Che piani avete in proposito?
      Siamo convinti che il traffico aeroportuale sia destinato a crescere in tutto il mondo. La Wto calcola che nel 2020 almeno 1,6 miliardi di persone useranno l’aereo per viaggi di piacere. A questi si sommano i viaggi d’affari. Ebbene, nel Nord America Autogrill è già ben rappresentata con Hmshost, il cui fatturato per due terzi proviene dal servizio di ristoro aeroportuale e per il resto da quello autostradale. In Europa, però, siete alle prime armi. Certo non possiamo fare confronti con l’esperienza in Usa. Abbiamo però cominciato bene due anni fa con lo scalo di Schipol-Amsterdam: oggi gestiamo 57 punti vendita con un fatturato che sfiora 60 milioni di euro. L’esperienza in Olanda ci ha spinti a creare una società specifica, la Hmshost Europa, che abbiamo affidato a un team di professionisti. Il loro compito è quello di studiare e preparare progetti esclusivamente nel settore aeroportuale. La concessione vinta qui a Marsiglia è un esempio di quello che sappiamo e vogliamo fare. Ci stiamo muovendo anche in altri Paesi. Per esempio in Spagna e in Grecia, dove abbiamo preso la gestione dello scalo di Atene.
      La diversificazione dei canali operativi potrebbe farvi perdere il contatto con il core business della ristorazione autostradale?
      Il nostro core business non è solo autostrada, dove facciamo il 45-50% del fatturato; l’altro 40-45% è aeroporto. E l’attività nelle stazioni crescerà.
      Nel nuovo piano industriale il punto centrale è l’espansione internazionale del marchio?
      Quando parliamo di sviluppo non intendiamo espansione a ogni costo. Anzi, direi il contrario. Negli ultimi due anni, in particolare nel 2003, abbiamo proceduto a rifocalizzare la mission e riposizionare la presenza dei punti vendita. Questo ha voluto dire tagliare i siti meno produttivi e uscire da mercati marginali, dove la nostra presenza non era significativa. Siamo usciti dalla Germania, anche se non è un addio definitivo; abbiamo abbandonato il servizio di ristoro sui treni in Svizzera, perché non rientra nel nostro core business.
      Questo vuol dire fatturato in calo?
      Potrà anche essere, ma l’obiettivo di fondo, oggi, è fare margini. E debbo dire che i risultati ci stanno dando ragione. Nel primo trimestre di quest’anno l’Ebitda è aumentato del 7,7% rispetto allo stesso periodo del 2003 e il margine è salito di un punto, dall’8,8 al 9,6%. Sono questi gli obiettivi che preferiamo.


      sezione: ECONOMIA ITALIANA
      data: 2004-06-09 – pag: 11
      autore:
      DAL NOSTRO INVIATO N.D.B.
      Il debutto nello scalo di Marsiglia
      con otto punti vendita
      MARSIGLIA • Otto punti vendita per 10 milioni di ricavi l’anno in un colpo solo, per di più situati in uno degli aeroporti più trafficati di Francia: quello di Marsiglia, che con 6 milioni di passeggeri l’anno contende la leadership allo scalo di Nizza. Con questa operazione il gruppo Autogrill debutta nella gestione dei servizi di ristorazione aeroportuale in Francia. Un debutto legato alla concessione fino al 2011 da parte della Camera di commercio locale dei servizi di bar, gelaterie, paninerie e ristorazione classica presenti nell’aeroporto marsigliese. In totale otto punti vendita che la consociata Autogrill France, in collaborazione con la nuova società operativa del gruppo HmsHost Europe, si è aggiudicata vincendo una gara internazionale che vedeva tra i compe
      Termini e obiettivi dell’operazione sono stati illustrati ieri dall’amministratore delegato del gruppo italiano, Gianmario Tondato da Ruos, accompagnato dal responsabile delle attività europee Mario Aspesi e dal direttore di Autogrill France e Benelux, Jean Jacques Isoard, alla presenza del presidente della Cdc della Provence Calude Cardella e del presidente dello scalo Richard Korsia. Per Autogrill la presenza nello scalo francese è la prima di una serie in altri aeroporti dell’Esagono.
      In Francia Autogrill dispone di 84 siti per un giro d’affari di 200 milioni di euro circa. Si tratta quindi di un Paese, tra quelli della Ue, tra i più attivi. Con un limite: l’intero business era fino a ieri sviluppato nella ristorazione autostradale (60 punti vendita per 145 milioni di euro) e delle stazioni ferroviarie. Un settore, quest’ultimo, dove l’esperienza francese è decisamente molto avanzata: con 20 siti a disposizione e 55 milioni di euro di fatturato incide esattamente per la metà sul totale dei punti vendita e per due terzi sul fatturato di canale del gruppo