“Intervista” G.R.Vitale: «Subito 100 euro in busta paga»

19/11/2004

    venerdì 19 novembre 2004

    sezione: IN PRIMO PIANO – pag: 2

    Guido Roberto Vitale, economista e finanziere
    «Subito 100 euro in busta paga»
    Per l’economista-finanziere «bisogna restituire potere d’acquisto alle famiglie»

      FABIO TAMBURINI

        MILANO • «Basta scontri sui massimi sistemi. C’è gente a cui lo stipendio consente di vivere due, tre settimane. Poi non sanno come fare per arrivare a fine mese. Di qui un’urgenza da fronteggiare: restituire almeno parte del potere d’acquisto alle fasce dei lavoratori più basse. Come? Aumentando subito le buste paga dell’industria e del commercio di 80, 100 euro. E dando agli imprenditori la possibilità di farlo senza oneri aggiuntivi di sorta, a partire da quelli previdenziali e contributivi.» Guido Roberto Vitale, economista e finanziere, lancia una proposta che ritiene «indispensabile» perché, spiega, «si è vicini ad un punto di rottura».

        Perché subito?

        Negli ultimi anni i lavoratori non hanno avuto aumenti significativi mentre l’aumento del costo della vita è stato assolutamente fuori dalla norma. Il risultato è che un numero crescente di persone non riesce a soddisfare esigenze primarie. Cosa che non può durare all’infinito senza dare luogo a fenomeni di protesta. Senza interventi d’emergenza la tensione aumenterà. Sarei stupito del contrario.

        Ma, rilevazioni alla mano, il costo della vita non è cresciuto.

        A mio avviso l’inflazione c’è, anche se non è riflessa nei dati ufficiali.

        Perché non risulta?

        Dipende dalla formazione del paniere dei prezzi. Esempio: prima dell’euro una pizza costava 8 mila lire, mentre attualmente occorrono 7 o 8 euro. Lo stesso vale per i taxi.

        Da cosa sono stati provocati gli aumenti?

        Vedo tre fattori: il passaggio dalla lira all’euro, un sistema distributivo ancora arcaico e una educazione economica scarsa. Anche dei ceti medio alti. Negli Usa quando certi prodotti raggiungono prezzi elevati la gente smette subito di acquistarli, a prescindere dalle capacità di spesa. Da noi, invece, le zucchine si continuano a comprare anche con prezzi alle stelle. Inoltre, ci sono meccanismi nella filiera distributiva che consentono di non trasferire al mercato gli eccessi di offerta. Vale per tutti un esempio: i kiwi, che restano cari nonostante vengano pagati pochissimo ai produttori.

        Come nasce la proposta di aumentare una tantum le buste paga?

        In presenza dei vincoli di bilancio dello Stato, l’aumento secco della paga base permette di raggiungere l’obiettivo senza pesare sui conti pubblici. La condizione è che non comporti oneri per le imprese, cioè si tratti di aumenti esenti da imposte sul reddito delle persone fisiche, versamenti previdenziali e accantonamenti al tfr. Per lo Stato nella peggiore delle ipotesi non c’è riduzione di gettito, mentre nella migliore l’aumento incentiverà consumi e risparmio, producendo un gettito fiscale aggiuntivo.

        Ritiene che gli imprenditori siano d’accordo?

        Penso di sì. Ben pochi imprenditori troverebbero gravoso tale aumento del costo del lavoro. Parlando con clienti e amici industriali ho raccolto molti consensi e pochissime obiezioni. È chiaro che Confindustria e sindacati dovrebbero contrattarlo con il governo. Ma perché dovrebbe essere contrario? E i partiti perché dovrebbero essere contrari? Certi problemi non sono né di destra né di sinistra. E la logica del tanto peggio tanto meglio va evitata.

        L’iniziativa sarebbe un’alternativa alla riduzione delle tasse?

        Non sono provvedimenti incompatibili. L’unica richiesta al governo è di non tassare l’aumento di 80, 100 euro. Non si chiede di ridurre le imposizioni sul monte salario esistente.

        Non sarebbe un palliativo?

        Lo è, ma serve a disinnescare una situazione di tensione grave. Poi, con calma, occorrerà affrontare il problema del costo del lavoro, se l’Italia vorrà restare competitiva. L’alternativa è continuare ad avvitarsi in una spirale di degrado crescente.

        L’aumento proposto si somma o sostituisce ai rinnovi contrattuali?

        Può essere sostitutivo del rinnovo per un anno. E si può applicare in tempi brevi. Anzi, brevissimi.