“Intervista” G.Poletti: «Peccato, era una grande opportunità»

11/01/2006
    mercoledì 11 gennaio 2006

    Pagina 2 – Economia

    L´Intervista

      Il presidente di Legacoop, Poletti difende la scalata: Unipol valuterà se fare obiezioni

        «Peccato, era una grande opportunità progetto lecito e utile per il Paese»

          "Grazie alle alleanze con le grandi banche estere ora abbiamo un ruolo da protagonisti"

            LUCIANO NIGRO

              E adesso, Giuliano Poletti?

              «Adesso Unipol valuterà quale atteggiamento assumere – risponde il presidente della Legacoop che da luglio si batte a fianco dell´ammiraglia impegnata nella scalata alla Bnl -. Se prendere atto o fare obiezioni qualora ritenga che non sia tutto ok».

              Venite da sei mesi di guerra finanziaria. Avete perso il primo dei vostri generali. E ora la sconfitta. Non è un bilancio pesante?

                «Certamente non siamo entusiasti. Prendiamo atto del parere di una Autorità di vigilanza».

                Nessuna riflessione politica?

                  «Abbiamo sostenuto l´Opa consapevolmente e con impegno. Credevamo nel suo contenuto positivo sia sul piano industriale che finanziario. Era una grossa opportunità e per questo mi dispiace».

                  Oggi vi trovate isolati e con seri problemi interni, dopo un lungo assedio e polemiche con Confindustria e con le coop bianche.

                    «Spero che le obiezioni non abbiano influenzato più di tanto le autorità che devono decedere su elementi oggettivi. Le opinioni sono state diverse, anche favorevoli. E il fronte avverso era composto da molte ragioni: chi non condivideva il progetto, chi aveva interessi da difendere, la politica e l´informazione».

                    Nessun dubbio sui limiti della scalata?

                      «Resto convinto della bontà del progetto industriale. Perciò ho difeso il nostro diritto a fare una proposta lecita e utile per il paese».

                      D´Alema era accanto a lei quando ha detto che forse l´Opa era azzardata, senza sufficienti alleanze, e ha creato più timori che simpatie nel mondo finanziario. Si sentirebbe di contestarlo oggi?

                        «Non ho contestato nessuno. Ma le alleanze che abbiamo realizzato sono importanti, con grandi banche internazionali. Forse la proposta non aveva tutti i requisiti, ma lo sforzo per il mondo coop non è stato vano».

                        A Bologna tifavano. Le piccole imprese vedevano l´opportunità di entrare nei salotti buoni. La serie A era vicina. Un sogno infranto?

                          «Non credo. Unipol è un grande gruppo assicurativo, il terzo del paese, in serie A c´è già. Il peso delle cooperative è diventato per tutti un dato di fatto sia socialmente che economicamente per i suoi 400 mila posti di lavoro. La Coop si è guadagnata sul campo un ruolo di protagonista».

                          Unipol si ritrova in pancia 2,5 miliardi di euro, frutto della ricapitalizzazione. Molti sono soldi delle coop. Che farete con questa montagna di denaro?

                            «E´ una curiosità che soltanto loro dell´Unipol, oggi, possono soddisfare».