“Intervista” G.Poletti (Legacoop): dall’esecutivo nessun sostegno ai consumi

06/12/2004
    domenica 5 dicembre 2004
    pagina 13

    Giuliano Poletti: «Continueremo con la politica di contenimento dei listini»
    Legacoop: dall’esecutivo
    nessun sostegno ai consumi

      Laura Matteucci

        MILANO Sarà un Natale «che non terrà il passo con quelli precedenti». Sarà un 2005 «che continuerà a segnare un rallentamento, senza segnali vistosi di rilancio». Il presidente della Lega delle Cooperative, Giuliano Poletti, guarda avanti ma non vede strade in discesa. Anche perchè dal governo non arriva alcun sostegno nè alle imprese, nè ai consumi. Ancora non è stato presentato il collegato alla Finanziaria, quello per lo sviluppo e la competitività, ma le coop non nutrono particolari aspettative nemmeno in questo strumento. «Primo, perchè non sappiamo nè quando nè se verrà mai presentato. Secondo, perchè il problema di fondo resta quello delle risorse, che non ci sono. Quindi, non potrà essere comunque di grande sostegno».

          Poletti, che giudizio dà della riforma fiscale? Può servire, come propaganda Berlusconi, al rilancio dei consumi?

            «Si tratta di riduzioni marginali, oltre al fatto che i tagli dei trasferimenti agli Enti locali significherà invece spendere di più per molti servizi. Insomma, non è certo questo uno strumento serio, in grado di cambiare il quadro della situazione».

              E qual è il quadro della situazione?

                «Siamo alla stagnazione totale dei consumi. Ormai è un dato consolidato nel tempo, che non vedo come possa modificarsi nel prossimo futuro. Sono le cause di fondo che restano le stesse: la disponibilità di reddito, sempre più limitata, e la fiducia dei consumatori, piuttosto depressa. E che non tende a migliorare. Anche perchè gli italiani si trovano a fare i conti con una perdita di valore dei risparmi, tra i vari flop e scandali che hanno colpito il mondo finanziario. Per molto tempo si è pensato che il risparmio quasi si autoalimentasse, invece ci si è accorti che non è affatto così».

                  A fine mese va a termine l’accordo tra governo e grande distribuzione per il blocco dei prezzi. Che impatto avrà sui consumi?

                    «Le politiche di riduzione dei prezzi non cambiano le attitudini dei consumatori, solo attutiscono gli effetti della caduta. Noi del mondo della cooperazione, comunque, continueremo con queste politiche anche dopo il 31 dicembre, alcuni prodotti avranno i prezzi bloccati per tutto il 2005. Anche se questo comporta un notevole sforzo da parte nostra».

                      Questo significa che lei non pensa affatto ad un 2005 di ripresa.

                        «Non credo proprio ci saranno segnali vistosi di rilancio, nè per l’economia, nè per la domanda. I ritmi di crescita saranno blandi, e il mondo delle coop tenderà ad allinearsi con questi dati, comprimendo la forbice che finora c’è sempre stata tra le performance delle cooperative e quella dell’economia generale. Anche perchè i nostri margini si vanno sempre più riducendo, e di strumenti a sostegno delle imprese non se ne vedono».

                          E il taglio dell’Irap?

                            «È come quello dell’Irpef, anzi ancora più esiguo. Può produrre solo effetti marginali».

                              Il ridimensionamento dei consumi, anche una volta usciti da questa fase contingente particolarmente negativa, è comunque ormai un dato strutturale, che riguarda l’Italia come del resto tutta Europa. Come pensa si debbano adeguare le cooperative a questo cambiamento?

                                «È vero. Alla fine di questa fase ci ritroveremo con dei consumatori un po’ diversi, più oculati, più attenti ai prezzi, meno propensi a fare scorte. Certe abitudini si stabilizzeranno, diventeranno strutturali. Valuteremo la nuova situazione, è chiaro che questo sarà un elemento da incorporare nel nostro modo di lavorare».