“Intervista” G.Poletti: le coop non possono fermarsi ai supermarket

06/02/2006
    luned� 6 febbraio 2006

      Pagina 11 -Economia

      Intervista

        IL PRESIDENTE DELLA LEGA – ERA UNA BUONA OPERAZIONE E LA SOLUZIONE � POSITIVA. IL PREMIER CI ATTACCA? I FATTI LO SMENTISCONO

          Poletti: investiremo ancora, le coop non possono fermarsi ai supermarket

            MILANO
            C’� una promessa. �Lo ribadisco, ancora una volta: le coop non si fermeranno ai supermercati, sono costrette a investire�. E non c’� autocritica. �Non c’� alcuna questione morale aperta�. Due giorni dopo il tramonto dell’operazione Unipol-Bnl, il presidente di LegaCoop, Giuliano Poletti, pensa gi� al futuro.

            Meglio i soldi o era meglio la Bnl?

              �Calma, calma. Per i soldi bisogna attendere che tutto vada a posto, rispettare le procedure degli attori coinvolti. Certo, l’idea iniziale era che fosse meglio Bnl. Il tema della finanza si pone. Si pu� affrontare con partnership, con strumenti di mercato, o acquistare una banca come Bnl. Eravamo estremamente convinti della bont� del progetto. Alla luce di quanto poi successo, la soluzione raggiunta � ragionevole e razionale, perch� tutela gli interessi di Unipol�.

              Cosa faranno ora le coop?

                �Guardi, le coop nascono per rispondere ai bisogni dei soci, esigenze che evolvono e si allargano continuamente. Per rispondere in maniera moderna a questi bisogni � impossibile stare fermi dove si �, ma � necessario investire, crescere, evolversi. Non facciamo speculazione finanziaria, i soldi li investiremo con questo spirito�.

                Crescendo internamente o facendo nuove operazioni straordinarie, stile Bnl?

                  �Le due cose non sono in contrapposizione. C’era compatibilit� tra la crescita delle coop nelle loro attivit� e l’operazione su via Veneto. Continuer� ad esserci con le iniziative che si prenderanno quando ci saranno opportunit� sul mercato�.

                  C’era proprio bisogno di una banca?

                    �Bisogno non � il termine giusto. Certo, c’era la necessit� di dotarsi strumentazione che in abito finanziario continuasse a sostenere la crescita delle coop. Ma l’idea era quella che una banca, incrociata con un’assicurazione, potesse essere utile all’economia italiana, agli utenti italiani, ai soci italiani�.

                    Lo dice anche Umberto Bossi: piuttosto che all’estero, meglio all’Unipol.

                      �Ma noi siamo partiti per prenderla, la Bnl. Poi la autorit� hanno valutato che non c’erano i requisiti, il quadro generale non ha pi� reso possibile l’operazione. La scelta di Bnp � importante e non mi risulta ci fossero banche italiane pronte a intervenire. Del resto se non ci fossimo occupati di Bnl, sarebbe finita al Bbva�.

                      Fatto sta che l’operazione ha spaccato le coop: toscane (contrarie) contro emiliane (favorevoli).

                        �Non corrisponde al vero. Non ho capito perch� Unicoop Tirreno, che ha partecipato all’operazione, sia all’improvviso una “non toscana”. C’� stata una diversit� di visione tra un nucleo largamente maggioritario delle cooperative socie di Holmo che hanno deciso di sostenere questa iniziativa e alcuni altri�.

                        Nessuna resa dei conti all’orizzonte?

                          �Non ci sono conti da regolare. La nuova governance di Unipol ha visto una presenza pi� larga dei diversi componenti della propriet�. Lo stesso presidente di Unicoop Firenze, Turiddo Campaini, � diventato presidente di Finsoe. Tutti insieme dovranno fare una riflessione sulle prospettive�.

                          E il critico Monte dei Paschi di Siena?

                            �E’ socio in Finsoe. Stefanini ha ribadito la disponibilit� a riflettere insieme al Monte sulle prospettive future. Ma riflettere non vuol dire fare o non fare. Vale la regola secondo cui bisogna essere in due a convenire sulle prospettive e che queste abbiano un valore imprenditoriale�.

                            C’� una questione morale aperta nelle Coop?

                              �No, ci sono solo due ex dirigenti, Consorte e Sacchetti, su cui la magistratura sta indagando. Qualcuno dovr� anche rivedere le dichiarazioni degli ultimi mesi. In nove giorni Unipol si � dotata di una nuova governance che ha gestito una fase delicata, fino all’accordo con il Bnp Paribas. Il mondo cooperativo ha mostrato di essere in grado di governare passaggi cos� delicati in maniera positiva�.

                              Intanto Berlusconi vi usa come arma anti-Ds…

                                �Cosa vuole che le dica? Unipol non c’entra nulla. Tira in ballo la camorra e riesuma vicende del ‘75 senza una giusta documentazione e con dichiarazioni platealmente smentite dai fatti�.

                              [f.sp.]