“Intervista” G.M.Silveri: Immigrati in regola entro il 2004

11/06/2003

ItaliaOggi (Economia e Impresa)
Numero
137, pag. 11 del 11/6/2003
di Letizia Cesari


Lo assicura il direttore generale immigrazione del ministero del lavoro,
Giuseppe Maurizio Silveri.
Immigrati in regola entro il 2004

La sanatoria prevista dalla Fini-Bossi procede a ritmo serrato

Sarà chiusa entro il 2004 la partita della regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari, mentre il regolamento della legge Fini-Bossi uscirà in autunno. Dal prossimo anno, quindi, la nuova normativa sull’immigrazione andrà totalmente a regime. Ad assicurarlo è Giuseppe Maurizio Silveri, direttore generale immigrazione del ministero del lavoro e delle politiche sociali, chiudendo così tutte le polemiche relative ai ritardi nell’esamina delle pratiche da parte delle prefetture. ´I super-ritardi? Si tratta di stime errate che non tengono conto della velocità assunta dalla procedura di regolarizzazione dopo le prime fasi di avviamento’, ha assicurato Silveri.

Domanda. Parliamo di flussi in ingresso. È vero che, oltre ai 60 mila già arrivati in Italia, è pronto un decreto per 15 mila nuovi stagionali essenzialmente a vantaggio dei settori turismo e agricoltura?

Risposta. Posso dire che in assenza del regolamento attuativo della legge Fini-Bossi, e quindi nell’impossibilità di predisporre un decreto flussi annuale, dobbiamo operare con decreti di programmazione transitoria che però non possono superare gli ingressi dell’anno precedente. Se nel 2002 sono entrati circa 79 mila lavoratori stranieri, ci sono, per l’anno in corso, ancora spazi operativi per meno di 20 mila persone.

D. Come pensate di muovervi per il 2004?

R. Entro l’autunno, ossia ottobre-novembre, andrà in vigore il regolamento di attuazione della legge Fini-Bossi e sarà dunque possibile predisporre un decreto annuale dei flussi di ingresso, definito sulla base delle esigenze del mercato del lavoro, ma anche sulle reali possibilità di accoglienza del territorio. Non dimentichiamo però che è in atto un’operazione di dimensioni enormi come la regolarizzazione dei cittadini extracomunitari irregolari. Si tratta di circa 700 mila persone, i quali rappresentano un bacino di manodopera numericamente eccezionale.

D. Ma siamo proprio sicuri che la regolarizzazione sarà chiusa entro l’anno?

R. Assolutamente sì. Sappiamo che il ritmo delle domande esaminate nelle varie prefetture è in linea con questo obiettivo. In piccole città, con 4-5 mila pratiche da evadere, le operazioni si sono già concluse.

D. Le associazioni di imprese si sono più volte offerte di collaborare con lo sportello unico dell’immigrazione in via di costituzione. Un’esperienza che già fanno, attraverso l’istruzione delle pratiche, con lo sportello delle attività produttive. Che cosa ne pensa?

R. Il funzionamento dello sportello unico sarà definito dal regolamento e sarà collocato all’interno delle prefetture. Nel momento in cui il regolamento sarà pienamente operativo potranno essere considerate eventuali offerte di collaborazioni.

D. Le imprese chiedono di avere voce in capitolo rispetto alle quote di ingresso sottoposte spesso ad accordi internazionali. Accoglierete questa istanza?

R. Lo ha già fatto la legge Fini-Bossi. Esiste infatti un diritto di prelazione per i cittadini extracomunitari inseriti in programmi di formazione e istruzione, effettuati nel loro paese di origine. In sostanza, le imprese (o le regioni, gli entri locali e le associazioni imprenditoriali) possono presentare al ministero del lavoro progetti di formazione da effettuarsi all’estero. Una volta approvati questi progetti, tali lavoratori avranno un canale privilegiato per l’ingresso in Italia. Anzi, il ministero del lavoro e delle politiche sociali fornirà per l’avviamento di questa procedura assistenza tecnica e sosterrà anche finanziariamente corsi di lingua italiana ed educazione civica per i cittadini stranieri coinvolti.

D. E gli accordi di programma annuali stato-regioni che le associazioni produttive sollecitano per favorire l’inserimento degli extracomunitari?

R. Già da qualche anno il ministero del lavoro sigla accordi di questo tipo con le regioni. Tali accordi riguardano lo sviluppo delle politiche abitative, di formazione o istruzione per i cittadini stranieri presenti legalmente sul territorio nazionale. Non dimentichiamo, comunque, che la normativa in materia di integrazione sociale degli stranieri è stata introdotta nel nostro ordinamento giuridico soltanto a partire dal ’98 e, quindi, il completamento del processo di realizzazione richiederà tempo.