“Intervista” G.Lupoi: «Ripartiamo da un registro»

30/03/2006

      di luned� 27 marzo 2006

    pagina 31 – Professioni & Futuro

      L’intervista
      Giuseppe Lupoi, coordinatore nazionale del Colap, che rappresenta 165 associazioni professionali in attesa di riconoscimento

        �Ripartiamo da un registro�

        �Ha vinto lo strapotere degli Ordini, hanno paura della nostra concorrenza�

        I l mondo delle associazioni professionali non riconosciute manifesta profonda delusione e amarezza, perch� un’altra legislatura si � conclusa senza essere riusciti a varare una riforma attesa da oltre 30 anni. Perch� la politica non ha ancora dato dignit� a tanti professionisti che da tempo operano al servizio di cittadini e imprese. Quello delle nuove attivit� libero professionali � un mondo formato in Italia da circa 3 milioni e 700 mila operatori che in gran parte fanno riferimento al Colap, il Coordinamento delle libere associazioni professionali, 165 sodalizi in tutto. Giuseppe Lupoi, 61 anni, ingegnere, coordinatore nazionale del Colap, parla di una situazione a dir poco sconfortante.

        Come mai nella passata legislatura non si � riusciti ad approvare la riforma?

          �Perch� � prevalso lo strapotere degli Ordini. Il loro obiettivo era quello di approfittare della riforma per ottenere l’ampliamento delle attivit� esclusive, Una posizione in netto contrasto con la liberalizzazione del mercato�.

          C’� chi sostiene che siete stati voi a impedire con la vostra opposizione il buon esito della riforma.

            �Certo, ci siamo opposti alla proposta del sottosegretario Michele Vietti, troppo favorevole agli Ordini. Noi avevamo chiesto tre cose: l’eliminazione dell’aumento delle attivit� esclusive, la costituzione di casse di previdenza di libera adesione per le nuove attivit� professionali e che il riconoscimento delle associazioni non fosse legato al giudizio degli Ordini. Vietti ci aveva detto di s�, poi non ha fatto nulla�.

            A proposito di elezioni, cosa chiedete al prossimo governo?

              �Aldil� dell’esito della riforma, chiediamo il riconoscimento delle nuove associazioni professionali di natura privata e adesione volontaria, disposto su parere del Cnel attraverso un registro istituito presso il ministero dell’Economia. Associazioni che dovranno rilasciare ogni 3 anni attestati di competenza ai propri iscritti in base a precisi requisiti professionali�.

              Quali requisiti?

                �Avere un codice deontologico, una struttura organizzativa e tecnico-scientifica adeguata, un regolamento per determinare i livelli di qualificazione professionale e l’assicurazione obbligatoria dei propri iscritti per la responsabilit� civile a copertura dei danni derivanti dall’esercizio dell’attivit�.

                Nei programmi dei due schieramenti chi vi convince di pi�?

                  �Il Colap giudica evasivo il programma del centrodestra. Non solo, di recente sono apparse sui giornali alcune dichiarazioni di esponenti politici della Casa delle Libert� e ognuno dice una cosa diversa. Il programma del centrosinistra prevede invece il riconoscimento delle nuove associazioni e parla della necessit� di favorire la liberalizzazione�.

                  Il parlamento europeo ha dato un primo ok alla direttiva servizi. Siete soddisfatti?

                    �No, � una grande sconfitta dell’Europa. Noi eravamo favorevoli al testo originale di Fritz Bolkestein, cos� come � stato approvato al mondo delle professioni non serve�.

                    La direttiva passer� in commissione Concorrenza?

                    �Spero proprio di no e spero si colga l’occasione per liberalizzare davvero il mercato europeo�.

                    Non � stata prevista l’armonizzazione tra la direttiva servizi e quella sulle professioni. Ci� potrebbe creare dei problemi?

                      �Tra le due direttive in Italia prevale quella sulle qualifiche professionali, gi� recepita dal nostro Parlamento. Ma anche questa � stata un’occasione persa e il professionista sar� condannato ad attenersi alle regole del proprio Paese e non potr� cogliere le occasioni offerte dal mercato comunitario�.

                      Anche le regioni hanno legiferato in materia di professioni. Come giudica queste iniziative locali?

                      �A livello teorico � un grande caos. Ma ben vengano se servono per rompere l’accerchiamento cui sono soggette le nuove associazioni�.

                      Insomma, il nemico da abbattere resta il sistema degli Ordini?

                        �Non vogliamo la soppressione degli Ordini, ma limitarne il raggio d’azione e dare in questo modo la possibilit� di lavorare a milioni di professionisti. Se sono cos� bravi, mi chiedo, perch� gli Ordini hanno paura della nostra concorrenza? Deve essere il mercato l’arbitro della situazione. E poi i consigli degli Ordini rappresentano solo i vertici, infatti, in occasione del rinnovo delle cariche si parla di grande successo quando vota il 20% degli iscritti. Comunque il Colap � ancora disponibile a trovare un accordo�.