“Intervista” G.Epifani: sogno l’Africa sul palco

28/04/2006
    venerd� 28 aprile 2006

    Pagina 21 – IN SCENA

      PRIMO MAGGIO - Il segretario della Cgil ci tiene: il Concertone � dei giovani e della musica, per questo i leader sindacali se ne stanno in disparte. Lui � cresciuto a Dylan, Guccini, Nomadi e Brassens. Sa suonare la chitarra, lo ha fatto in chiesa…

        Epifani: sogno l’Africa sul palco

          di Toni Jop

            Ma dove si � mai visto che il patron di un megaevento non si presenti mai sul palco per incassare ci� che gli spetta: il riconoscimento di una paternit� oltre che visibile, fisica? Questa � la storia di un controcanto meravigliosamente fuori-moda per i nostri tempi governati dalla fiera della vanit�, ma � storia vera con una sua morale consapevole che riguarda il rito del pi� gran concerto rock d’Italia, quello del Primo Maggio, in piazza San Giovanni a Roma. L�, dove si incontrano mediamente un milione di giovani in transito ogni anno, i sindacati sono padre e madre che scelgono di non apparire, su quel palco no. Magari dicono due o tre cose nel backstage ma Cgil, Cisl e Uil si tengono da sempre lontani dai riflettori della piazza grande contraddicendo una ormai endemica febbre dell’apparire; in quanti venderebbero l’anima pur di essere acclamati da un milione di ragazzi felici?

              Partiamo da qui. Epifani, una bella discrezione, la vostra. Ha un senso, o voi sindacati siete pi� schivi di una perbene signora inglese?

                Da oltre dieci anni c’� il concertone. Da oltre dieci anni lo mettiamo a disposizione dei giovani, � roba loro perch� cos� abbiamo deciso. Non ci � nemmeno passato per la testa di organizzare un affaccio di questo genere per usarlo. Quel che vogliamo, ci� che ci auguriamo � che sia la musica a intrecciarsi con i ragazzi. Per�, a dire il vero, l’anno scorso abbiamo rotto questa abitudine, ma solo perch� il conduttore lo ha voluto, e abbiamo accettato di salire sul palco, confesso, con ritrosia e, per quanto mi riguarda, anche con una certa apprensione. Ero curioso di vedere come avrebbe reagito la piazza. Altra confessione: � stato bello scoprire con quanto affetto quei ragazzi guardavano al sindacato. Ma basta cos�, non succeder� pi�.

                  Quella massa di giovani in piazza riceve dal palco esattamente ci� che desidera. La musica � la loro musica, ma � anche quella che la grande fabbrica del consumo elargisce a piene mani per mille altre vie. Perch� non usare quell’occasione per suggerire che un’altra musica � possibile?

                    Tieni presente che stiamo parlando di una istituzione che muove centinaia di migliaia di ragazzi, moltissimi dei quali passano la notte all’aperto, altri gi� all’alba si piazzano dietro le transenne. Anno dopo anno abbiamo badato a mantenere un equilibrio tra un’offerta in qualche modo tradizionale e musica prodotta da esperienze pi� nuove, cos� da rendere pi� facilmente digeribile la novit�…

                      Pi� passa il tempo e pi� il concertone si concentra sulla musica italiana, gli ospiti stranieri sono sempre pi� rari ma soprattutto mancano le voci �venute dall’altro mondo�, quegli spiriti – un tempo si diceva �antagonisti� – in grado di raccontare storie lontane da noi, civilt� e sofferenze di altri luoghi tuttavia abbracciati dall’intelligenza internazionalista del sindacato…

                        Bada al contesto. Bada alle condizioni in cui matura ogni anno la scaletta del Primo Maggio: � sempre il frutto di un tira-e-molla tra noi, la Rai, gli sponsor. Arriviamo a ridosso del concertone per scoprire, intanto, che si pu� fare. Insomma, in pochissimi mesi si deve fare tutto, altro che programmazione. Questo spiega molte delle tue perplessit�. Concedeteci di aver avuto a che fare, per anni, con una Rai diretta come sappiamo, da un governo che purtoppo per tutti noi non sembrava cos� favorevole alla festa. Abbiamo dovuto lottare per avere la diretta, abbiamo dovuto trattare per concordare la diretta. Anni duri. Voltiamo pagina: con la Rai firmiamo oggi un protocollo d’intesa che renda possibile la programmazione. Avrai capito che sono ben disposto ad accettare una parte di quelle critiche…

                          E il leader del pi� grande sindacato italiano con che suoni � cresciuto?

                            Con quelli dei cantautori italiani e francesi. Sono cresciuto con la musica di Dylan, Baez, Guccini, Brassens, Nomadi, De Andr� e di tanti altri. Come tanti altri della mia generazione, stando dentro la musica…

                              Che vuol dire? Suonavi?

                                S�, la chitarra, con mio fratello…

                                  E dove suonavi?

                                    Dove vuoi che suonassi, a casa, in camera o dagli amici. Aspetta, non solo: anche in chiesa…

                                      Come �in Chiesa�?

                                        Magari la gente non se lo ricorda ma c’era la messa beat. Io cantavo e suonavo per esempio �We Shell Overcome�… anzi mi ha colpito il disco nuovo di Springsteen che riprende proprio questi titolo. Mi ha fatto riflettere il modo in cui il Boss ha fatto riemergere quello spirito troppo antico e vivissimo per essere banalmente vecchio…

                                          Quindi sei cattolico?

                                            Per formazione…Volevo dire che a quel tempo, ai miei tempi, non c’era frattura tra la musica, e i contenuti, di Giovanna Marini e quella dei Nomadi o di Guccini…

                                              D’accordo. Ma proprio partendo da questa considerazione, non ti sembra che una parte della sinistra, e anche il palco di San Giovanni, si tenga a distanza dalla musica del Nuovo Canzoniere italiano, come se fosse reperto museale di un passato di cui non si condivide pi� lo spirito? Perch� sul palco del Primo Maggio � salita Giovanna Marini ma non Della Mea, Bertelli, Pietrangeli, Ciarchi, Amodei?

                                                Hai abbastanza ragione. Quella � una musica importante, aldil� della politica. Sono stato contento quando ho visto Giovanna sul palco. Devo dire che non decidiamo noi il cartellone, ci affidiamo da tempo a un service. Quest’anno abbiamo i Nomadi che tra l’altro mi piacciono molto. Ma � vero che esiste questo discrimine nella sinistra, me ne dispiace. Eppure quanto era bella �Contessa� di Pietrangeli…

                                                  A proprosito di �Contessa�: credo che i Modena City Ramblers stiano lavorando per il Primi Maggio a questo straordinario brano di Pietrangeli. A loro piacerebbe aggiornare un paio di passaggi per trasportarlo nel tempo…

                                                    I Modena hanno gi� fatto un’operazione straordinaria trascinando nel nostro tempo �Bella ciao�, se ci riescono anche con �Contessa�…

                                                      Senti, se tu potessi sognare un palco ideale, senza badare a spese…

                                                        Non ho dubbi: vorrei Bono, un ambasciatore della cultura e della sofferenza africana e Springsteen un grande cantore delle periferie. Ma quest’altro palco � nelle nostre possibilit�: vorrei l’Africa, la musica africana, un Primo Maggio tutto africano, una dedica a quel grande continente che sta proprio davanti all’Italia…