“Intervista” G.Epifani: «Prodi si convinca a mediare o la sua leadership rischia»

30/05/2005
    domenica, 29 maggio, 2005

      L’ Intervista

        «Prodi si convinca a mediare
        o la sua leadership rischia»
        Epifani: il centrosinistra è a un bivio, manca il colpo di reni sui contenuti. Giusto tassare le rendite finanziarie.

          ROMA – Una settimana fa aveva detto: « Prima Silvio Berlusconi va a casa, meglio è » . Eppure oggi Guglielmo Epifani ammette: « Se si votasse oggi saremmo in una situazione imbarazzante » . Spiega il segretario della Cgil: « L’ Italia è ferma. La produzione industriale è sotto zero, il deficit pubblico fuori controllo. Il debito ha ripreso a salire. E il governo non ha un’ idea di come venirne fuori. Ma il bello è che neanche l’ opposizione ha un programma alternativo » .

            È questo che la imbarazza?

              « Non dovrebbe? Prenda lo scontro fra Romano Prodi, che vuole la lista unitaria dell’ Ulivo, e Francesco Rutelli, che non la vuole. È una discussione tutta sui contenitori, totalmente sconnessa dalle questioni di merito. E il tempo passa » .

              Tony Blair ha detto che il vero problema della sinistra è non farsi del male da sola. Siamo a questo punto?

                « Continuando così è inevitabile. Fra gli elettori di centrosinistra c’ è un sentimento diffuso di sconcerto » .

                Sconcerto?

                  « Si avverte come nel momento di maggiore difficoltà del governo e del Paese il centrosinistra non abbia lo scatto di reni, la capacità di superare le divisioni interne » .

                  Non è roba da poco. Prodi e Rutelli sembrano avere due visioni antitetiche.

                    « Sì, ma voglio capire quale conseguenza può avere la scelta di Prodi, piuttosto che quella di Rutelli, su un programma che coinvolge tutto il centrosinistra. A questa divisione politica corrisponde anche una divisione sui contenuti? O è invece soltanto un problema di primato interno alla coalizione? »

                    La seconda che ha detto?

                      « Non lo so. Certamente se la rottura si approfondisse questo complicherebbe la costruzione del programma, ed è ciò che mi preoccupa. Un’ aggregazione solida potrebbe dare anche sui contenuti una maggiore forza. Partiti che andassero ognuno per la propria strada renderebbero tutto più difficile » .

                        Quindi lei sta dalla parte di Prodi.

                          « Prodi ha ragione a voler lavorare per l’ unità. Senza una maggioranza unita il premier è più debole. Ma è altrettanto vero che con questa scelta della Margherita, che non è una parte irrilevante del centrosinistra, si deve trovare un compromesso. Smettano di litigare e facciano una mediazione » .

                          Crede a un’ alternativa all’ attuale leadership dell’ Ulivo?

                            « Se si lavora, com’ è necessario, a una mediazione, e se su questo si costruisce un programma, la leadership di Prodi non sarà messa in discussione. Ma se si rompe questo schema diventa tutto più difficile » .

                            Le primarie a quel punto non sarebbero una via d’ uscita?

                              « Il problema è che non sono state mai definite neppure le regole del gioco. Così c’ è il rischio che anche delle primarie si faccia un uso strumentale. Penso davvero che il centrosinistra sia a un bivio » .

                              Quale bivio?

                                « Tra la composizione della frattura e una lacerazione dagli esiti imprevedibili. Questo è anche il risultato di due anni di equivoci e cose non dette. È dall’ inizio che non c’ è stata in una parte delle forze dell’ Ulivo convinzione nel progetto. E oggi emerge in modo netto. Anche per questo motivo sarebbe urgente capire come il centrosini stra, se vincerà le elezioni, vorrà dare una risposta ai problemi del Paese » .

                                Già, il programma. Anche qui si profilano difficoltà. Nel centrosinistra c’ è chi vuole più mercato, ma anche Bertinotti, che propone la patrimoniale e l’ intervento dello Stato.

                                  « Luca Cordero di Montezemolo dice che dobbiamo fare sistema. Sono d’ accordo con lui. Ma nella squadra ci dev’ essere un ruolo, nuovo e moderno, anche per il pubblico » .

                                  Propone forse un ritorno mascherato allo statalismo?

                                    «Non penso a quello. Piuttosto a Francia e Spagna, dove fra privato e pubblico c’ è sinergia. Credo ci sia bisogno di avere più mercato e più Stato».

                                    Brutalmente: se la Fiat fosse in difficoltà, lo Stato dovrebbe intervenire nel capitale?

                                      « Brutalmente: la Fiat è in difficoltà. La quota della famiglia Agnelli è scesa sotto il 30%. E mi domando: dopo il convertendo le banche azioniste potranno liberamente decidere il destino dei loro pacchetti o serve invece una politica di indirizzo? Oggi con un 5% di presenza pubblica nella Fiat si può rendere l’ azienda più stabile » .

                                      Un’ altra partecipazione da gestire per il Tesoro.

                                        « Quello è un altro tema: le partecipazioni dello Stato le teniamo ancora così, in contenitori senza alcuna logica? »

                                        C’ è il ministero dell’ Economia, o no?

                                          « Non scherziamo. Parlo di fare politica industriale » .

                                            I soldi dove li trova?

                                              « Quando Montezemolo dice che bisogna passare dalla cultura della rendita a quella degli investimenti dice ciò che penso io. Perché la riduzione dell’ Irap dev’ essere pagata dai consumatori e non da un intervento sulle rendite finanziarie, attraverso l’ unificazione del prelievo? »

                                              Se lo chiede pure Gianni Alemanno.

                                                «Se lo sono chiesto tutte le persone di buon senso. E molti altri prima di lui. Secondo me è un pensiero molto diffuso. C’ è chi ha coraggio di dirlo e chi no» .

                                                È la seconda volta che si dice d’ accordo con Montezemolo. Significa qualcosa?

                                                  « Niente di particolare. È vero che da quando c’ è lui i rapporti sono migliorati radicalmente e che sono d’ accordo con molti passaggi della sua relazione all’ assemblea della Confindustria. Anche se ha fatto un passo indietro… » .

                                                  Cosa si sarebbe rimangiato?

                                                    « Ho sempre apprezzato che lui sia stato molto severo anche nei confronti delle responsabilità delle imprese. Nella relazione dell’ altro giorno questa critica non c’ era più. Poi ho trovato ingeneroso il giudizio sul sindacato che ha perso un anno » .

                                                    Forse non ha ragione?

                                                      « In questo anno il sindacato ha fatto per l’ impresa italiana una battaglia molto importante. Basta pensare a quello che stiamo facendo per il tessile. E poi, chi ha provato salvare l’ Alitalia e la Terni, chi si preoccupa dell’ auto? E come si fa a dire che c’ è un problema di redditi dei lavoratori e l’ impresa c’ entra poco? » .

                                                      Se è per questo, Montezemolo era anche contrario a un contratto per gli statali generoso come quello appena firmato .

                                                        « Generoso? Lo sa che era scaduto da 17 mesi, e per qualche categoria, come quella dei ricercatori, addirittura da 40? Abbiamo semplicemente affermato il principio che i contratti si devono fare. Uno dei tanti casi in cui il governo ha dimostrato di non avere una strategia » .

                                                        A Bologna il suo ex collega Sergio Cofferati sta toccando con mano quanto sia difficile amministrare. Ha ragione lui o i no global che lo contestano?

                                                          « Sul principio di legalità Sergio ha ragione. Ma penso che ci voglia buonsenso, capacità di valutare la situazione, misura » .

                                                          Il segretario della Cisl Savino Pezzotta propone un patto di legislatura con il governo che verrà. È d’ accordo?

                                                            « Con il bipolarismo vanno giudicati innanzitutto i programmi dei due schieramenti. Se chi va al governo ha politiche antitetiche a quelle del sindacato un patto di legislatura è improponibile. Ma anche nel caso contrario il sindacato deve mantenere la propria autonomia » .

                                                          Rizzo Sergio