“Intervista” G.Epifani: «Fiat: dare continuità all’azienda»

31/05/2004


 Intervista a: Guglielmo Epifani
       
 



Intervista
a cura di
Rinaldo Gianola
 

31.05.2004
Fiat: dare continuità all’azienda

MILANO
Parliamo con Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, della clamorosa novità rappresentata dalla nomina di Luca di Montezemolo al vertice della Fiat e dall’uscita di Giuseppe Morchio.
Come giudica questa scelta?

«Prima di tutto Montezemolo è una vera novità. Perchè molti pensavano che sarebbe toccato a manager più anziani del gruppo assumere la presidenza della Fiat dopo la scomparsa di Umberto Agnelli. Invece la famiglia ha fatto una scelta coraggiosa, forte, che la impegna nel sostegno del gruppo anche in futuro. Almeno lo speriamo».

Ma si è dimesso Morchio, l’amministratore delegato…

«Se Morchio si è dimesso perchè non l’hanno nominato presidente mi pare una scelta davvero strana: è chiaro che l’azionista di maggioranza, la famiglia, voglia designare il presidente della Fiat. E mi pare anche giusto che le responsabilità ai vertici dell’azienda siano disgiunte, anche per una governance più chiara e trasparente».

Morchio aveva avuto un ruolo importante. E adesso?

«Vediamo, il consiglio di amministratore è stato convocato per martedì, quindi sarò nominato un nuovo amministratore delegato. Forse Morchio non ha condiviso la scelta di Montezemolo fatta dalla famiglia e non escludo che tra Montezemolo e Morchio ci fossero differenze strategiche su cosa fare dell’industria dell’auto torinese. Ma è presto per dare valutazioni definitive. È indispensabile mantenere la continuità dell’azienda e chiarire subito le responsabilità di vertice. Non ci possono essere vuoti pericolosi»

Pare che con Montezemolo, con la vicepresidenza di John Elkann e l’ingresso di Andrea Agnelli, la famiglia voglia ribadire la sua vicinanza al gruppo.

«In effetti gli Agnelli pare abbiano intenzione di stare vicino all’azienda in un momento certo non facile. E forse possiamo anche dire che la scelta di Montezemolo, una figura forte dell’imprenditoria italiana, è un segnale sia per l’intera Fiat, sia per il governo».

Spieghiamo perchè.

«Montezemolo è giovane ed ha già lunga esperienza. Il vertice della Fiat può rappresentare anche una svolta generazionale. In più Montezemolo può consentire a John Elkann di maturare con calma prima di assumere più impegnative responsabilità».

Lei sostiene che in questa scelta della famigla Agnelli c’è anche un segnale al governo. Perchè?

«Montezemolo non è un imprenditore qualsiasi: è presidente di una Confindustria che vuole tornare a confrontarsi e a collaborare con il sindacato. Non c’è più D’Amato. Spero che segua la stessa strada in Fiat».