“Intervista” G.Epifani: «Dal governo luci e ombre»

31/07/2006
    domenica 30 luglio 2006

    Pagina 11 – Economia

      Il leader Cgil: bene manovra e liberalizzazioni, ma con le fibrillazioni della maggioranza autunno a rischio

        �Dal governo luci e ombre
        il nostro s� non � scontato�

        Epifani: e sulla Finanziaria Prodi pu� cadere

          ROBERTO MANIA

            ROMA – �C�� il rischio che il governo Prodi scivoli sulla Finanziaria�.

            Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, non si nasconde dietro confortevoli ottimismi. Sa bene che il futuro della maggioranza di centrosinistra si gioca tutto in autunno, su quei 35 miliardi di euro necessari per il risanamento dei conti pubblici e per rilanciare lo sviluppo. Perch� � l� che le divisioni tra i partiti eterogenei della coalizione affioreranno di nuovo con prepotenza di fronte agli interessi che ciascuno rappresenta, molto pi� che sull�indulto o sulla missione militare in Afghanistan. N� – aggiunge – � possibile immaginare che dal sindacato, e in particolare dalla Cgil, arrivi la ciambella di salvataggio: �Il nostro s� non � scontato. Dipende dalle decisioni che saranno prese. Ci vuole equit�. E, ribadisco: il sentiero � strettissimo�.

            Come giudica l�azione del governo fino ad ora?

              �Ci sono luci ed ombre. Le luci sono il carattere della manovrina di aggiustamento con cui si sono colpite l�elusione e l�evasione fiscale. Bene anche le liberalizzazioni e le misure per gli immigrati. Luci, ancora, nel cambiamento di politica estera che con la conferenza di Roma ha riportato il nostro Paese a giocare un ruolo di primo piano sullo scacchiere internazionale�.

              E le ombre quali sono?

                �Mi aspetto che si faccia di pi� nella lotta alla precariet� del lavoro. E poi, ci sono le grandi difficolt� interne alla maggioranza. Le rivalit�, gli scavalcamenti, le continue fibrillazioni. Un quadro esaltato dal fatto che al Senato l�Unione prevale per pochi voti�.

                Come pensa che una maggioranza cos� esile possa affrontare una prova dura come quella della Finanziaria?

                  �Sar� il vero banco di prova per la maggioranza: o si unir� e trover� nuovo slancio per proseguire, oppure entrer� in sofferenza�.

                  Sta dicendo che in autunno Prodi si gioca il suo futuro?

                    �S�, secondo me � cos�.

                    Fino al rischio di una crisi?

                      �Certo. Vedo il rischio di una crisi sulla Finanziaria perch� con gli interessi che tocca � il terreno sul quale prevalgono le logiche di parte pi� che quelle di coalizione�.

                      Non crede che molto dipender� dalla leadership che Prodi sar� in grado di esercitare sugli alleati?

                        �Dipender� da tutti. Anche dal modo con il quale si svolger� il dialogo tra governo, parti sociali ed enti locali. Per questo � importante che sia stata prevista a Palazzo Chigi una "cabina di regia" molto forte�.

                        Il segretario della Cisl Bonanni sostiene che la Cgil sia prigioniera della logica del "governo amico" e che con Prodi eviter� qualsiasi scontro dopo aver fatto sei scioperi contro Berlusconi. Come risponde?

                          �Che � un giudizio ingeneroso e che non corrisponde al vero. Tant�� che con la Cisl e la Uil stiamo lavorando unitariamente. La Cgil non soffre di alcuna sindrome del governo amico. Negli anni abbiamo maturato un�idea di autonomia che ci pone al riparo da simili rischi. Per noi conta il merito e se il governo non fa le cose bene, seguendo il programma e il mandato degli elettori, il s� della Cgil non � scontato�.

                          La Cgil dice di condividere l�analisi e le preoccupazioni del ministro Padoa-Schioppa. Per� sulle terapie alza le barricate: nessun taglio a pensioni, sanit�, pubblico impiego. Non � una contraddizione?

                            �Intanto la parola "tagli" andrebbe cancellata dal linguaggio del governo. Il processo di risanamento passa attraverso una politica fiscale nel segno dell�equit� che restituisca il drenaggio fiscale ai lavoratori e ai pensionati, che faccia pagare a chi elude o evade, che ripristini la progressivit� nell�imposizione e la tassa di successione sui grandi patrimoni, che alzi il prelievo sulle rendite finanziarie. Poi i risparmi vanno collegati a politiche di riforme che affrontino tutti i problemi aperti nella sanit�, nell�istruzione, nella previdenza, valorizzando il lavoro pubblico. Solo cos� si possono dare risposte alle attese di quella grande parte del mondo del lavoro che ha votato il programma del nuovo governo�.

                            Quindi non esclude che si possano ritoccare i coefficienti di trasformazione delle pensioni, come previsto dalla riforma Dini?

                              �Il dibattito sulle pensioni si � concentrato tutto sui coefficienti e sul cosiddetto "scalone", ma si ignorano altri aspetti. Per esempio l�inaccettabile situazione del fondo dei dirigenti d�azienda. Il governo di centrodestra decise, contro l�opinione dei sindacati, di farlo entrare nell�Inps per la montagna di deficit che aveva accumulato. Ora quel fondo ha un passivo di circa 1,5 miliardi. Bene, sa chi paga le pensioni dei dirigenti di impresa? I lavoratori dipendenti e gli atipici. Questa � un�emergenza e per questo si deve pensare a nuove forme di solidariet� da parte delle imprese o dei dirigenti. Nella previdenza la lotta ai privilegi non � ancora terminata. Per il resto, sappiamo bene che c�� un problema di equilibrio tra generazioni che va affrontato perch� i giovani pagano troppo per le basse pensioni che sono destinati a ricevere�.

                              Pensa che il governo debba proseguire nelle liberalizzazioni nonostante la protesta delle categorie?

                                �La Cgil � totalmente d�accordo con Bersani. Ci sono settori cresciuti con l�idea di essere intoccabili, dei feudi corporativi senza concorrenza. Cos�, mentre i salari non aumentavano i costi per i servizi hanno continuato a farlo. Il governo deve andare avanti anche perch� non si possono accettare forme di ribellismo, come quella dei tassisti e dei farmacisti, entrambe strumentalizzate dalla destra. Detto ci�, penso che il governo abbia sbagliato nel metodo. Bisognava fare alla rovescia: prima il confronto e poi la decisione. Non vorrei che con il sindacato si adottasse lo stesso criterio�.

                                A proposito di metodo: non crede che il sistematico ricorso al voto di fiducia stia esautorando il Parlamento dalla sua funzione legislativa?

                                  �Purtroppo sono i numeri al Senato che impongono il voto di fiducia. Questo per� restringe il confronto democratico. Anche qui, non posso nascondere la mia preoccupazione per eventuali provvedimenti presi dal governo su interessi che rappresenta il sindacato e che potrebbero essere approvati senza discussione�.

                                  La via d�uscita potrebbe essere un allargamento della maggioranza. La Cgil sarebbe favorevole?

                                    �La Cgil � affezionata ad un�idea matura del bipolarismo; crede che ci si debba confrontare su offerte politiche alternative e che chi vince abbia il dovere di governare. Insomma, se il governo cade si deve tornare al voto. Piuttosto � necessario rendere pi� coeso il profilo della coalizione. Pensi all�indulto: � legittimo che ciascuno abbia su un tema cos� delicato la sua posizione (la Cgil, ad esempio, ha chiesto di derubricare i reati sulla sicurezza del lavoro), ma anche qui � il metodo che non va bene. Non ci possono essere ministri che si dicono favorevoli allo sciopero generale e altri che si tolgono per un giorno la giacca ministeriale per poi rimettersela�.

                                    Le nomine nelle aziende pubbliche: la designazione di Fabiani al vertice delle Fs � stata bloccata dalla Margherita. Sta tornando la vecchia lottizzazione o non c�� nulla di nuovo?

                                      �Penso che aziende come le Ferrovie e l�Alitalia non possano restare nell�incertezza. Cambiare i dirigenti � condizione necessaria ma non sufficiente. Penso in particolare all�Alitalia: nemmeno se ci fosse uno come Marchionne al posto di Cimoli le cose andrebbero subito a posto. L�Alitalia si sta spegnendo, tra sei mesi rischia di non avere pi� risorse. Ci vuole una soluzione transitoria che le permetta, dopo essere stata rilanciata sul piano industriale, di negoziare alla pari un�alleanza internazionale�.

                                      Ha parlato di Marchionne. Anche lei come Bertinotti ne auspica uno nella politica?

                                        �No, ha fatto molto bene alla Fiat ma in politica non si pu� affidare tutto ad un uomo solo. Forse ci vorrebbero tanti Marchionne in tutta la classe dirigente�.