“Intervista” G.Cobolli Gigli: «Listini inchiodati senza nulla in cambio»

17/09/2004


            venerdì 17 settembre 2004

            GIOVANNI COBOLLI GIGLI GUIDA LA GRANDE DISTRIBUZIONE FAID
            «Listini inchiodati senza nulla in cambio»
            «Niente do ut des con il governo
            Rilanciare i consumi serve anche a noi»

            Vanni Cornero

            «Credo che domani (oggi per chi legge n.d.r.) l’accordo sarà ufficializzato. Ci sono tutte le premesse, anche perchè noi non abbiamo chiesto contropartite al governo. In un momento così proprio non ci pareva il caso». Giovanni Cobolli Gigli, presidente della Faid vede con serenità l’intesa per il blocco dei prezzi sino a fine anno di alcuni prodotti di largo consumo nella grande distribuzione.

            Ma non avete chiesto proprio niente per inchiodare i prezzi per tre mesi e mezzo? Non vi aspettate nulla in cambio?
            «Noi non abbiamo chiesto niente, anche perchè il dato importante è che il governo ci veda come parte valida a frenare il carovita, ci consideri per quello che siamo: imprenditori moderni e con la coscienza del momento economico che il Paese sta attraversando».


            Qualcuno, come l’Intesaconsumatori, parla però di «provocazione per le famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese» e asserisce che i prezzi dovrebbero essere ridotti del 10-15%, visto quello che la grande distribuzione ha guadagnato in passato.
            «Mi dispiace che ci siano posizioni del genere, anche se so per certo che non tutti i consumatori la pensano così. Noi siamo assolutamente tranquilli, negli ultimi mesi i nostri prezzi sono scesi dello 0,2% ed abbiamo tanto di conti certificati a dimostrarlo. Forse chi ci accusa non ha cifre altrettanto attendibili a disposizione».


            Dunque quella della grande distribuzione è un’azione virtuosa di altruismo?
            «Guardi, un vecchio slogan diceva: “Siamo virtuosi perchè al servizio del cliente”, ma non voglio certo risponderle così. Preferisco essere sinceramente concreto. La nostra azione, badi bene, concertata tra le varie organizzazioni della grande distribuzione mira a risollevare i consumi, perchè se questo rilancio non c’è non vendiamo. Le imprese del nostro settore sono in forte concorrenza e domani continueranno ad esserlo, ma ora siamo schierati spalla a spalla. Non è che vogliamo fare un piacere al governo, è un’operazione per continuare a lavorare».


            Il ministro Marzano, però, ha lasciato capire che ci potranno essere aperture positive ad alcune vostre richieste.
            «Ma questo, se avverrà, sarà nella logica delle cose, non per una forma di “do ut des”. Dilatare gli orari, consentire l’apertura domenicale, l’installazione di distributori di benzina presso i supermercati, ampliare la gamma dei prodotti farmaceutici da banco sono cose logiche in un contesto di liberalizzazione, di concorrenza che favorisce il consumatore. Senza parlare poi degli aspetti fiscali, come l’Irap che è una vera tassa sul personale e penalizza l’occupazione o di “cilici” come l’obbligo di archiviare per due anni i dati cartacei dei registratori di cassa».


            Concorrenza va bene, ma, data la vostra forza, resterà spazio per gli altri?
            «Certamente sì. Non abbiamo nessuna intenzione di fare il deserto attorno a noi, come dice qualcuno».