“Intervista” G.Cobolli Gigli: «Benzina nei supermarket»

11/10/2005
    martedì 11 ottobre 2005

    Pagina 36 – Economia

    L´Intervista

      Giovanni Cobolli Gigli, Federdistribuzione: le tariffe sono alte e i consumi ne risentono

        «Benzina nei supermarket
        per abbattere i prezzi»

          l´inflazione
          Nei primi otto mesi i prezzi sono rimasti sotto dello 0,9% pur di mantenere i clienti
          l´energia
          Fermare la corsa di servizi bancari e energia: mentre l´Enel macina utili gli italiani pagano
          i farmaci
          Ci consentano di vendere anche i farmaci, potremmo garantire uno sconto del 25%

            LUISA GRION

              ROMA – Non è questione di prezzi, ma di tariffe. Il governo può e deve fare qualcosa per frenare la corsa folle di benzina, trasporti, servizi bancari ed energia. E´ da lì che parte la crisi dei consumi: abbassare quei costi sarà l´unico modo di contenere i listini. Giovanni Cobolli Gigli, presidente della Federdistribuzione è convinto che ipermercati e supermercati abbiano fatto la loro parte e che ora spetti ad altri – Enel e istituti di credito in primis – fare qualche sacrificio. «Fino ad oggi abbiamo fatto la figura dei virtuosi – dice – non vorrei, d´ora in poi, dover fare quella dei fessi».

              Perché lei dice che la grande distribuzione è virtuosa?

                «Perché da tre anni tiene i prezzi al di sotto del livello dell´inflazione. Nei primi otto mesi di quest´anno, per esempio, siamo rimasti sotto dello 0,9 per cento. Lo abbiamo fatto non perché siamo buoni, ma perché non abbiamo alternativa: i consumatori disertano la spesa, per trattenerli dobbiamo incidere sui margini. Ma ora non possiamo più permetterci di mantenere questa impostazione: se il governo non interverrà il nostro conto economico salterà. E anche quello delle famiglie».

                Cosa dovrebbe fare il governo?

                  «Trovare il modo per agire sulle tariffe: per noi e per i consumatori rappresentano un costo insopportabile. E´ possibile che l´Enel continui a macinare utili e gli italiani continuino a pagare l´energia il 25-30 per cento in più rispetto agli altri paesi europei? La società avrà manager eccezionali, non lo metto in dubbio. Ma anche una concorrenza limitata. È o no una azienda per buona parte ancora di Stato? Non dico che si debba o che si possa arrivare ad una imposizione vera e propria, ma va esercitato un controllo. Per non parlare dei costi dei servizi bancari: l´8 per cento in più in un anno, ma anche dei trasporti, della benzina, dell´acqua. Solo le vendite nel carrello calano: meno 1,7 per cento»

                  Ma se le cose vanno così male com´è possibile, allora, che una certa fetta della grande distribuzione trovi il modo di partecipare alle scalate dell´alta finanza?

                    «Se si riferisce alle Coop, e al caso Unipol bisogna chiarire che fra noi e loro ci sono almeno due grossi privilegi di mezzo. A loro beneficio ovviamente: le cooperative – sulle cui decisioni d´investimento, sia chiaro, non ho assolutamente nulla da obiettare – possono permettersi scelte a noi negate»

                    Quali sarebbero tali privilegi?

                      «La possibilità loro accordata di pagare l´Ires solo sul 30 per cento dell´imponibile. Noi la versiamo sul cento per cento. Oppure la fiscalità più bassa che permette alle cooperative di raccogliere una bella fetta di risparmi fra i soci consumatori garantendo remunerazioni più alte e limitando così il ricorso dell´azienda a prestiti bancari. Sono vantaggi che alla fine pesano sulla concorrenza»

                      Dalla Finanziaria, però, avete pur ottenuto una riduzione del costo del lavoro tramite il taglio del cuneo fiscale. Non vi è bastato?

                        «Non può bastare. Quella è stata una buona cosa, certo, ma ora bisognerebbe agire anche sull´Irap e permetterci una maggiore flessibilità sui prodotti venduti»

                        Cos´altro vorreste vendere ?

                          «Benzina, come fanno le catene francesi. La legge che lo permette è già pronta, ma per via delle resistenze applicarla è impossibile. E anche farmaci da banco: potremmo garantire uno sconto sul prezzo del 25 per cento».