Intervista: G.Brémond: «Fate presto, serve una svolta»

07/02/2005

    domenica 6 febbraio 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA (TURISMO) – pagina 10

    Intervista: Gérard Brémond (Maison de la France) «Fate presto, serve una svolta»
    V.CH.
    MILANO • «L’Italia ha grandi potenzialità ma deve puntare sulle sinergie tra i vari soggetti, pubblici e privati, per rilanciare il business. Il modello Maison de la France funziona così». Gerard Bremond è alla guida del gruppo Pierre & Vacances (strutture ricettive) e di Maison de la France, l’ente di promozione turistica dell’Esagono all’estero, presa un po’ a modello per il rinnovamento della politica turistica da parte del Governo italiano.

    Come valuta le potenzialità dell’Italia?

    Il settore ricettivo ha un forte potenziale grazie al patrimonio artistico e culturale. Malgrado la professionalità dei tour operator e delle agenzie di viaggio, il mercato in Italia è troppo frazionato. Il "posizionamento" del Paese non rispecchia le sue potenzialità. L’Italia è dotata di ottime strutture, di un clima gradevole, di una gastronomia di qualità a prezzi abbordabili. Però non è ben percepita dal punto di vista della sicurezza di beni e persone e questo nuoce alla sua immagine.


    Perché la Francia è la prima destinazione turistica al mondo?

    Per la sua storia e per la sua posizione geografica. C’è una offerta diversificata, mare, montagna, campagna e cultura. Questa diversificazione interessa ogni tipo di clientela e favorisce la ripetizione dei soggiorni, specialmente per brevi periodi. La Francia è collocata nelle immediate vicinanze del più vasto bacino abitato: 138 milioni di potenziali clienti risiedono a meno di 3 ore di treno o di auto e 273 milioni a meno di 2 ore di aereo.


    Cosa ha fatto la Francia per lo sviluppo del turismo?

    Nei primi anni Ottanta, il Governo ha scoperto le potenzialità del Paese e ha programmato uno sviluppo turistico fatto di ammodernamento delle infrastrutture (strade, aeroporti, impianti di risalita in montagna), di incentivi e di sgravi fiscali, lasciando in seguito la gestione in mano ai privati.


    Com’è organizzata la governance del settore?

    Un ministero delegato al turismo è incaricato di definire le linee guida del Governo. Ad esso fanno capo numerose strutture tra cui la Direzione generale del Turismo che organizza le azioni in Francia, coadiuvata da alcuni enti pubblici quale l’Association nationale des chèques vacances (un ente preposto alla rateizzazione delle vacanze), l’Odit France (l’organismo di controllo e di analisi economica che partecipa allo sviluppo armonico del territorio e all’evoluzione dell’offerta turistica francese). Maison de la France è un insieme di interessi economici, collocato sotto la tutela del ministero. La sua missione è la promozione, principalmente all’estero, della "destinazione Francia". Questo organismo riunisce in modo paritetico, lo Stato, gli enti locali, i professionisti del turismo e i grandi nomi dell’economia francese.


    Pensa che il modello Maison de la France sia esportabile in Italia?

    Certo. Tutto dipende però dalla volontà dei singoli attori, pubblici e privati, di lavorare insieme per promuovere il turismo italiano.


    Cosa può imparare l’Italia dagli altri Paesi?

    Può innanzitutto definire il suo posizionamento nei confronti della concorrenza, analizzare le sue potenzialità, ispirarsi ai metodi di promozione offerti dai diversi Paesi, quali la definizione del cliente tipo, la segmentazione dell’offerta, lo sviluppo dei prodotti. Attenti poi all’eccesso di offerta ricettiva nel Mediterraneo.


    Com’è stata l’esperienza di investitore nel turismo in Italia?

    L’inizio non è stato facile. E le maggiori difficoltà le abbiamo incontrate per la mancanza di notorietà del marchio Pierre & Vacances. Oggi abbiamo identificato in tutti i settori interlocutori validi. Abbiamo venduto tutti i 328 appartamenti di Calarossa, abbiamo investito a Cefalù e a Roma abbiamo rinnovato il Dehon e preso in gestione un secondo Residence. E per la prossima estate siamo riusciti a inserire anche la Toscana nei nostri cataloghi.


    Pierre & Vacances crescerà in Italia?

    Certo. Ora, con la notorietà acquisita, il nostro obiettivo è espanderci in Italia e per questo abbiamo focalizzato vari tipi di sviluppo: le città d’arte come Firenze e Venezia, le città d’affari come Milano, Torino e Bologna e la classica località di mare, con maggiore attenzione a Toscana, Costiera Amalfitana, Puglia e Isole.