“Intervista” G.Boscoscuro (Astoi): «Ma si viaggia di più»

15/11/2004

    domenica 14 novembre 2004

    sezione: TURISMO – pag: 16

      Intervista / Parla Giuseppe Boscoscuro (Astoi)
      «Ma si viaggia di più»
      V.CH.

      MILANO • «Il dollaro debole dà sicuramente oggi una buona mano ai viaggi a lungo raggio, che hanno appunto d estinazioni e offerte legate alla valuta Usa. Lo sconto è superiore al 30% e le o fferte sono diversificate, tra l’area americana, l’Africa e l’Oriente.

      Per la destinazione Italia invece potrebbe esserci qualche problema in più vista dei periodi di vacanza di fine anno, a causa di una ulteriore perdita di competitività, che purtroppo si coniuga con le pesanti difficoltà di alcune imprese leader nel trasporto aereo, come Alitalia e Volare. Comunque in generale il clima del mercato resta positivo». Per Giuseppe Boscoscuro, presidente dell’Astoi, l’associazione dei tour operator italiani, il mercato turistico italiano resta dunque a due velocità.

      Quali sono le aspettative a breve?

        L’Italia continua a soffrire. Finora abbiamo riscontrato una flessione netta del venduto dei tour operator, circa 70-80mila pacchetti vacanze in meno, sulle destinazioni nazionali.

        La crisi del potere di acquisto delle famiglie si fa sentire, su diverse fasce del mercato. Alla lunga il dollaro debole può penalizzarci su mercati molto importanti come gli Usa e il Giappone, che apportano un turismo ricco. Finora c’è stato un recupero, bisognerà vedere cosa accadrà nei prossimi mesi. L’euro forte può esercitare un freno sensibile. Occorre poi affrontare altri nodi critici del sistema italiano.

        Di cosa si tratta?

          Preoccupa molto la latitanza dei tedeschi. Nel 2004 la flessione è stata molto pesante, ed è un trend di lungo periodo che si va ulteriormente consolidando. Per il 2005 le previsioni, sulla base delle prime verifiche internazionali tra i tour operator, sono orientate ad accreditare un’ulteriore flessione. Siamo troppo poco competitivi per il mercato tedesco, che da solo però rappresenta più di un terzo degli arrivi dall’estero e una quota notevole delle entrate valutarie.

          Cosa faranno gli italiani?

            Il mercato si sta segmentando. Registriamo ad esempio un incremento dei viaggi all’estero, intorno al 4% circa, e ciò deriva in buona parte da persone che preferiscono le mete estere a quelle italiane.

            Le aspettative per i prossimi mesi sono comunque positive, anche sull’onda del dollaro debole, che aiuta sul fronte dei prezzi. Per cui ne risulta favorita l’area caraibica, il Messico, gli Stati Uniti. Il vantaggio indotto dal dollaro è valutabile in oltre il 30 per cento.

            Il Messico, in particolare, sta andando bene, attira oltre 250mila italiani all’anno e notiamo oggi qualche problema sul reperimento di camere, ad esempio. Buoni i segnali anche dall’Oriente, con discrete performance per le destinazioni marittime, con la Tailandia in buona crescita. Positive anche le aspettative per le crociere, che registrano una crescente offerta che guida il mercato. Sono favorevoli anche le previsioni per le Maldive.

            Però una larga fetta di italiani resta lontana dal mercato turistico.

              Certo dobbiamo confrontarci anche con un potere d’acquisto delle famiglie in flessione, un problema che ci accomuna ad altri Paesi. Gli investimenti dei tour operator sono stati cauti, con incrementi moti limitati e calibrati sulle destinazioni per evitare sbilanciamenti. Gli operatori sono in una fase in cui, dopo anni difficili, puntano a recuperare margini.

              Il caro-petrolio si farà sentire sui prezzi?

                Gli incrementi del greggio hanno un impatto diretto sui costi dei biglietti aerei e sui noli. Il rafforzamento dell’euro bilancerà in buona misura i rincari del greggio per cui il consumatore finale non dovrebbe avere grossi incrementi di prezzo in un mercato che è molto competitivo.