“Intervista” G.Alvi: «In Italia troppo potere alla rendita»

23/03/2006
    marted� 21 marzo 2006

    Pagina 9 – Lavoro/Economia

    Intervista a Geminello Alvi, autore di “Una Repubblica fondata sulla rendita”:

      �Il potere d’acquisto del lavoro dipendente � diminuito, non ci sono dubbi�

      �In Italia troppo potere alla rendita�

        Fabio Sebastiani

        Qual � la nuova geografia dei redditi analizzata dal suo punto di vista?

          Chiunque sfogli il libro si accorge che in esso si abbandonano i consueti ragionamenti sulla crescita astratta del pil. In questo libro si sceglie di scomporre il prodotto interno lordo mostrando cosa significa in termini di redditi distribuiti al netto di tasse e contributi alle diverse classi sociali. Si sceglie una impostazione classica come andava di moda negli anni 70. Non solo si definiscono i salari al netto delle imposte o dei contributi incassati dai lavoratori ma si parla anche i profitti netti delle imprese e delle rendite.

            Calcola anche il tasso del profitto?

              Lo calcolo al modo di Marx rapportando il tasso del plusvalore con la composizione organica del capitale. L’economia non � un sistema astratto. Cosa che purtroppo ormai sia la destra e sia la sinistra di stanno scordando.

                In particolare la destra.

                  In effetti si � concentrata troppo sulle partite iva. E ha dimenticato che non solo il lavoro dipendente � cresciuto pi� di quello indipendente. Ma che resta la questione centrale. Anche perch� il suo potere d’acquisto � diminuito, non ci sono dubbi.

                    E della sinistra cosa dice?

                      I punti dolenti sono: le rendite, tra le quali compaiono le pensioni, con una quota enorme di pensionati prima dei 65 anni, poco meno di un terzo del totale. E con trasferimenti non meno enormi da parte dello Stato. Altro guaio l’euro. Ma quando mai si pu� dire di sinistra una moneta che ha svalutato i redditi e aumentato i patrimoni. Per non dire delle tasse per ottenere l’Euro pagate anzitutto dai lavoratori

                      La rendita si sta modernizzando?

                        Non cito solo le pensioni premature. Anche una parte dei profitti devono considerarsi rendite. I profitti tengono grazie al fatto che esistono settori nei quali l’evoluzione dei prezzi di � ben al di sopra dell’evoluzione media. Questa differenza si pu� senz’altro definire come rendita. Mi riferisco ai settori privatizzati e al modo in cui sono stati fatte le privatizzazioni mutando i monopoli pubblici in monopoli privati.

                          Come si collega la rendita diciamo italiana ai movimenti speculativi internazionali?

                            Tassi di interessi cos� bassi tendono inevitabilmente a creare situazioni speculative, fanno da leva agli aumenti del capitale, sia delle azioni e sia delle case. E’ una conseguenza della politica monetaria americana. In tutto questo per� c’� anche un aspetto positivo in quanto l’aumento dei patrimoni medi (titoli delle famiglie e valore delle loro case) � cresciuto in misura enorme. Ci� compensa la diminuzione dei redditi. Altro aspetto non secondario, la minor crescita dei redditi da lavoro � compensata proprio dal fatto che c’� la famiglia che � il centro vero della redistribuzione. Non si pu� giudicare di povert� o di ricchezza commisurandoli ai redditi medi o ai redditi dei giovani.

                              Spieghi meglio.

                                Come l’Unione Sovietica serviva a produrre carri armati e a mandare razzi sulla luna cos� tutta la politica di redistribuzione dello Stato fiscale e pensionistica � centrata sui redditi redistribuiti in forma di pensioni e interessi alle famglie ovvero agli anziani.

                                  Quale soluzione intravede?

                                    Quello che � terribile � che la sinistra affidi la redistribuzione allo Stato. Questa redistribuzione dovrebbe essere affidata a strutture mutualistiche, solidali, pubbliche.

                                      Oppure al conflitto e all’azione autonoma del sindacato…

                                        Diffido. I numeri parlano chiaro: ci sono 16 milioni e mezzo di pensionati e 13 milioni di redditi da lavoro dipendente, non statali. La contraddizione di classe lasciata a se stessa, non premia il lavoro.

                                          E i precari che pagano per tutti?

                                            Chi sta veramente male � chi ha una famiglia monoreddito e non ha casa propria ne pu� contare sui redditi dei parenti. Costoro non sono la maggioranza.