“Intervista” G.Albertini: «Su farmacie e Serravalle la partita non è chiusa»

08/09/2005
    giovedì 8 settembre 2005

    ECONOMIA ITALIANA – pagina 20

      Intervista / PARLA IL SINDACO DI MILANO

      «Su farmacie e Serravalle la partita non è chiusa»

      Albertini: «Penati ha tradito gli elettori»

      I farmacisti di Federfarma non possono partecipare alla gara per incompatibilità

        Farmacie, aeroporti e autostrade: sulla scrivania di Gabriele Albertini (55 anni), sindaco di Milano, ci sono tre pratiche che scottano. Tre dossier bollenti che potrebbero rendere molto complicato l’ultimo scorcio del mandato, il secondo consecutivo per Albertini. Il sindaco però è sicuro di sé e va avanti per la sua strada. Conferma la legittimità dell’operazione farmacie e spegne sul nascere le rinnovate speranze dei singoli farmacisti milanesi di trasformarsi in tanti piccoli imprenditori. Anzi, secondo Albertini nel tormentone delle farmacie comunali la parola fine dovrà ancora essere scritta (e il sindaco non esclude sorprese).
        Sulla Sea, l’azienda che gestisce gli aeroporti milanesi, il sindaco non solo conferma in toto la volontà di cedere all’asta il 33% della società, ma conta di chiudere l’operazione entro la fine dell’anno, mantenendo fede così al patto con gli elettori. Gli introiti della privatizzazione (almeno 600 milioni di euro) serviranno a finanziare un piano di opere pubbliche, tra cui anche la linea 4 della metropolitana milanese.
        Per quanto riguarda la Serravalle, la ricca e contesa concessionaria autostradale di cui la Provincia di Milano ha da poco conquistato il controllo, Albertini parla apertamente di tradimento, non nei suoi confronti ma di tutti i cittadini milanesi. Albertini difende a spada tratta anche il presidente di Serravalle, Bruno Rota, che la Provincia vorrebbe invece sostituire con un manager di sua fiducia. Sulla Serravalle lo scontro Comune Provincia sembra destinato a proseguire.
        Infine l’Aem, la perla delle utility milanesi, che secondo il sindaco ha le carte in regola per sfidare anche il colosso elettrico nazionale, l’Enel.

          di MARCO MORINO

          Sindaco Albertini, partiamo dalla questione delle 84 farmacie municipali.
          Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la gara del 2001, il Comune farà un nuovo bando?

            La vendita è stata effettuata nel pieno rispetto della normativa allora vigente. " Particolare" è invece la retroattività della sentenza della Corte Costituzionale alla quale fa riferimento la sentenza del Consiglio di Stato. Poiché la nuova gara avrebbe per oggetto unicamente la vendita delle azioni già cedute ad Admenta Italia (la ex Gehe), è necessario prevedere la determinazione del valore attuale e poi valutare se è interesse del Comune attuare una privatizzazione come l’interpretazione della Corte Costituzionale imporrebbe di fare.
            E cioè non con un socio imprenditore bensì con un socio senza alcuna qualifica ed esperienza nel settore specifico.

            La scelta effettuata dalla nostra amministrazione è stata quella di selezionare un socio che potesse garantire la qualità del servizio e ottimizzare la gestione in conformità alle esigenze del cittadino. Abbiamo comunque fatto un esposto alla Commissione europea e siamo in attesa di conoscere il verdetto sulla legittimità delle attuali leggi italiane che regolano la vendita al dettaglio dei farmaci.

            Si determinerà un grave problema di bilancio se fosse necessario restituire alla Gehe i 130 milioni della privatizzazione?

              Pur nella sua complessità la situazione consente dei margini di manovra tali da non eliminare un certo ottimismo. Restituire 130 milioni rappresenterebbe un inconveniente per qualsiasi bilancio. Ma, come dicevo, è tutto ancora da discutere.

              I farmacisti minacciano di chiedere il commissariamento dell’Amministrazione se il Comune non darà seguito alla sentenza: ma davvero c’è il rischio di arrivare a tanto?

                L’ipotesi per il momento non è attuale. Occorre tener presente che il contratto prevede specificamente, fra le condizioni risolutive, l’ipotesi di annullamento del bando. E la clausola— che abbiamo già provveduto ad attivare — stabilisce tempi e modalità per la retrocessione delle azioni, che consentono al Comune di effettuare ogni opportuna verifica e valutazione circa i costi del proprio subentro nella gestione, in via diretta o mediante un nuovo socio.
                L’operazione comporta anche la verifica dello stato dell’Afm ( Azienda farmacie municipali) per conoscerne il valore attuale e, anche a questo proposito, il Comune si è mosso tempestivamente. Perciò il giudice, se sarà chiamato in causa, valuterà le circostanze e il comportamento del Comune e potrà anche nominare un commissario ad acta in sua sostituzione. Una cosa è certa: i farmacisti rappresentati da Federfarma non possono aspirare alla gestione delle 84 farmacie comunali perché anch’essi si trovano nello stato di incompatibilità rilevata dalla Corte Costituzionale; possono solo sperare di conservare ancora per un po’ di tempo i privilegi monopolistici di cui godono prima che si impongano definitivamente, anche in questo settore, a tutto vantaggio degli utenti finali ( che oggi subiscono i prezzi più alti d’Europa) i principi comunitari fondamentali della libera concorrenza, della libertà di stabilimento e della libera circolazione dei capitali.

                Intanto sta per scattare in Consiglio comunale il dibattito per la cessione del 33% della Sea (Linate e Malpensa) È deciso ad andare avanti sulla strada della privatizzazione?

                  I miei impegni sulle privatizzazioni sono parte integrante del programma elettorale per il quale ho avuto un’adesione quasi plebiscitaria da parte dei milanesi. La Sea fa parte di questo programma; non potrei quindi agire diversamente senza venir meno alla parola data.

                  Si aspetta una dura battaglia in Consiglio comunale? Teme qualche imboscata?

                    Da non politico mi aspetto, come sempre, un comportamento corretto, responsabile e coerente. Vedremo…

                    Seicento milioni è una valutazione realistica per il 33% della Sea?

                      Tutte le valutazioni degli analisti finanziari ci hanno fatto convergere su una valutazione da porre a base d’asta non inferiore ai 600 milioni di euro. Questa cifra è il punto di riferimento da cui partire per la procedura competitiva che prevede possibilità di eventuali rilanci.

                      Entro quando punta a chiudere questa partita?

                      Penso e spero che la questione possa essere conclusa entro la fine di quest’anno.

                      Capitolo Milano Serravalle, la società che gestisce le tangenziali e l’autostrada per Genova. Lei ha presentato un ricorso alla Corte dei Conti: mira ad annullare l’operazione Penati Gavio? Ovvero: ci
                      sono i margini per bloccare questa operazione?

                      Il ricorso alla Corte dei Conti è stato presentato per recuperare, almeno in parte, il danno economico e anche morale arrecato ai cittadini da questa operazione che io ho considerato un sopruso nei confronti della collettività. La Provincia di Milano ha sborsato 238 milioni di euro— facendo ottenere una plusvalenza di 176 milioni di euro al gruppo Gavio — per il controllo di gestione di una società che era già pienamente nel suo controllo. Ora che ha il 52% delle azioni ha cancellato ogni investimento precedentemente concordato per le infrastrutture del nostro territorio.

                      Considera ancora valido il patto di sindacato, anche alla
                      luce dell’ultima richiesta di Penati di ottenere la presidenza della Serravalle, sostituendo l’attuale presidente Bruno Rota?

                        Non solo lo consideriamo valido ma anzi, ora è il Comune il vero garante degli impegni sottoscritti. Avevamo chiesto che al presidente della Milano Serravalle venisse assegnato il ruolo di internal auditing cioè il compito di controllore per una società che fa gola a molti. La presidenza di Bruno Rota, per quanto ci riguarda, non è in discussione.

                        Ora la quota del Comune si è svalutata?

                          Questa amministrazione viene sempre accusata di pensare solo ai soldi. Invece per la Serravalle la nostra battaglia da anni è sempre stata per il controllo virtuoso di questo importante patrimonio pubblico.

                          Si è sentito tradito da Penati?

                            Il presidente della Provincia non ha tradito il sindaco di Milano ma le aspettative legittime dei cittadini, investendo 238 milioni di euro anziché in case popolari, scuole o strade, per controllare una società che già controllava con il Comune di Milano.

                            Penati ha dichiarato al Sole 24 Ore di voler dare vita a Milano al terzo polo autostradale italiano con Serravalle, Pedemontana e Tem: lei che ne pensa?

                              Credo che non sia necessario far nascere una sorta di gigantesca struttura statalista che odora già di vecchio ancora prima di venire alla luce, un baraccone costruito con i soldi pubblici per elargire cariche e poltrone e per comperare il consenso politico.

                              A proposito di dismissioni è forse intenzionato, prima della fine del suo mandato, ad avviare la cessione dello stadio di San Siro a Milan e Inter?

                                San Siro è la Scala del calcio. Nuove strutture rischiano di azzerare un patrimonio di tradizioni e di cultura sportiva di enorme valore. È chiaro quindi che non si può interpretare la vendita dello stadio come una mera cessione del mattone. Tanto più che in questa operazione il Comune intende inserire anche l’area situata intorno a San Siro dove potrebbero essere avviate proficue attività di merchandising. Comunque la trattativa è aperta e sia il Milan che l’Inter stanno vagliando la situazione.

                                In questi giorni, complice la battaglia su Atel, si sono riaccesi i riflettori su Aem, la gemma delle utility milanesi. Lei ha dichiarato che punta a far diventare Aem un colosso energetico in grado di fare concorrenza a Enel. Ma Aem ha i numeri per sfidare Enel?

                                  Guardi , in Italia vengono prodotti circa 90 miliardi di Terawatt/ora, che sono poi distribuiti dal gestore nazionale. Di questi circa il 40 50%
                                  appartiene all’Enel. L’Aem, che dal canto suo ne produce 8 9 miliardi, partecipa a Edipower la quale ne mette in campo altri 6 8 miliardi. Dopo l’ingresso di Aem in Edison il potenziale energetico è aumentato di altri 12 14 miliardi. Quindi l’Azienda energetica municipale può contare su un " patrimonio" di 25 30 miliardi. Con una fascia di questo genere Aem, attualmente in fase di forte espansione, è diventata un soggetto rilevante anche rispetto all’Enel che invece, negli ultimi tempi, ha diminuito la produzione cedendo fra l’altro alcune delle sue centrali.