“Intervista” Folena: «Il governo vuole snaturare il sindacato»

27/06/2002


GIOVEDÌ, 27 GIUGNO 2002
 
Pagina 21 – Interni
 
L´INTERVISTA
 
Pietro Folena: no a mutazioni
 
"Il governo vuole snaturare il sindacato"
 
 
No all´unità se per ottenerla si viola l´articolo 18
 
 

ROMA – «L´unità sindacale non si realizza passando sopra la violazione dell´articolo 18. E non è un valore superiore rispetto al tentativo di trasfigurare geneticamente la natura del sindacato». Pietro Folena, esponente del «correntone», apprezza lo sforzo di Fassino per tenere ferma la posizione dei Ds sui licenziamenti, ma non gli è piaciuto il riferimento agli «ascari» della Cgil: «Non è la minoranza diessina a minacciare l´autonomia del partito e tantomeno del sindacato. L´aggressione viene dal governo». E per oggi è convocato un direttivo dei Ds dove si rischia un bis della direzione di lunedì.
Non basta confermare la posizione del partito sull´articolo 18?
«Non basta quando è in gioco anche la natura del sindacato. E non basta dire che bisogna difendere l´unità sindacale quando Cisl e Uil, facendo un errore grave, si sono seduti a quel tavolo. Questa rottura avrà degli effetti su tutto il centrosinistra, ne ridisegnerà confini e contorni, è bene saperlo. Dire che siamo contro la modifica della norma sui licenziamenti e poi riproporre l´unità del sindacato come un prius è una posizione sbagliata, su questo non condivido la linea di Fassino».
Non è giusto circoscrivere la ferita?
«Ma qui siamo di fronte alla volontà di trasformare la natura del sindacato, come ha spiegato in tutti i modi Cofferati. È questo l´obiettivo politico del governo, lo hanno fatto capire le reazioni di tanti imprenditori tiepidi rispetto alle modifiche dell´articolo 18, a cominciare da Luca di Montezemolo».
Però è in ballo anche l´autonomia del partito, il valore di un Ulivo unito.
«Io penso che se noi diamo un´espressione politica alle posizioni della Cgil facciamo una scelta giusta. La scelta del partito, quando ci sarà la convenzione programmatica e nei prossimi mesi, dev´essere netta sul tema del sindacato. C´è un attacco dell´esecutivo fortissimo. Ricordo che hanno impegnato la polizia per raccogliere nomi e numeri nelle aziende, un episodio inquietante».
Inutile nascondersi, si gioca una partita anche intorno al futuro di Cofferati.
«Cofferati rappresenta la sinistra autenticamente riformista fondata su principi e valori molto solidi. C´è un tiro al piccione contro di lui e contro la Cgil che dura da troppo tempo. E la sinistra dev´essere la prima a fermarlo. Tornando alla Pirelli, Cofferati compie una scelta di valore etico e morale straordinaria. I Ds possono comprenderlo meglio di altri. Non è una risorsa le tante, è il punto di riferimento fondamentale per rimettere in campo un centrosinistra in grado di vincere».
(g.d.m.)