“Intervista” Epifani: «Un mezzo miracolo grazie alla forza del sindacato»

07/05/2004


VENERDÌ 7 MAGGIO 2004

 
 
Pagina 6 – Economia
 
 
Epifani:"Un mezzo miracolo grazie alla forza del sindacato"

Il leader della Cgil e l´accordo su Alitalia: "Il problema non è risorto, ma sarà affrontato con più trasparenza"
LUISA GRION

    ROMA – Tira un respiro di sollievo e parla di pericolo passato. La soluzione trovata per Alitalia – dice – nasce da una proposta del sindacato e dimostra che – al di là di quello che pensa Maroni – il sindacato conta e pesa. Per Guglielmo Epifani, leader della Cgil, l´accordo raggiunto è stato «un mezzo miracolo», ha scongiurato in extremis «la peggiore delle soluzioni, il commissariamento». Ciò detto «il problema non è risolto», ma ora può essere affrontato con «il tempo e le condizioni di trasparenza necessarie».
    Cosa vi ha convinto a firmare l´accordo?
    «Il fatto che ora, per Alitalia, si parli di un progetto finalizzato al rilancio. Obiettivo che non sarebbe stato possibile raggiungere attraverso un commissariamento: scegliere quella soluzione avrebbe danneggiato l´immagine dell´azienda, indebolito i rapporti negoziali e la possibilità di tutelare i dipendenti».
    Ecco partiamo proprio da lì, dai posti di lavoro. Nel verbale la questione non è nominata. Avete strappato promesse in proposito?
    «Il governo dovrà garantire interventi di sostegno al settore – i requisiti di sistema – e il ricorso a tutti i possibili ammortizzatori sociali sia per le aziende del trasporto aereo che per gli aeroporti».
    Sono state fatte , comunque, delle cifre?
    «No, ora va preparato il piano di sviluppo».
    Difficile però pensare che se non si parli più di tagli
    «Chiariamo una cosa: il sindacato è riuscito a ricostruire l´identità societaria in una impresa che stava implodendo dall´interno. Ci siamo assunti responsabilità che altri, il management, hanno rifiutato. Ora di esuberi si riparlerà e, come abbiamo già fatto in tanti altri casi – dalle Ferrovie alle Poste -, non ci tireremo indietro davanti ad un processo di risanamento a condizione che sia finalizzato al rilancio della compagnia e garantisca la tutela dei lavoratori. Nessuno dovrà essere messo in disparte o abbandonato».
    Di fatto, secondo lei, come si troveranno i capitali necessari a sostenere e rilanciare Alitalia?
    «Noi appoggiamo la proposta di un prestito ponte».
    Tremonti ha detto che non ce ne sarà bisogno
    «Se non vuole seguire quella strada gli chiediamo di cercarne una equivalente. In una fase di transizione come questa, necessaria alla stesura di un piano, non si può lasciare un´azienda come Alitalia senza certezze finanziarie e operative».
    Ma secondo lei i privati investiranno in Alitalia? Proprio nel giorno in cui è stato raggiunto l´accordo Volare ha smentito la disponibilità ad entrare nel capitale azionario e Colaninno ha detto di non esserne interessato ad alcuna partecipazione
    «Se l´azienda darà prova di impegnarsi nel rilancio, i capitali arriveranno».
    Anche per le attività che sembrano meno appetibili, come ad esempio i servizi a terra?
    «La scelta di dividere la società non ha niente a che vedere con la ipotesi, di cui si era parlato in passato, di creare una best-bad company. Le attività di terra sono quasi tutte ad alto valore aggiunto, quindi gli investimenti arriveranno. Comunque sia, lavoreremo a 360 gradi per garantire un equilibrio fra capitali privati, portati da imprenditori seri che non intendano fare operazioni di compra-vendita, e capitali pubblici»
    Il sindacato cosa mette sul piatto per garantire il risanamento?
    «La disponibilità ad un piano di risparmi di circa 200 milioni di euro, al quale si potranno aggiungere altre voci man mano che si procederà nel confronto».
    Ora che avete firmato l´accordo sarete in grado di controllare la situazione e di garantire la ripresa regolare dei voli? Gli autonomi del Cub hanno già confermato lo sciopero in calendario per il 17 maggio
    «L´accordo sull´Alitalia è stato siglato da nove sigle che hanno dato grande prova di compattezza. Non era scontata e dovrà diventare un punto di forza anche per il futuro. Ora la fase che si apre è molto delicata, dare continuità al volo è essenziale. I passeggeri si conquistano con le tariffe basse, ma anche con l´affidabilità e la puntualità. Negli ultimi giorni si era capito che continuare con gli scioperi, pur in un conflitto che resta legittimo, avrebbe penalizzato la ricerca di una soluzione di rilancio. Chi deciderà di bloccare gli aerei dovrà assumersi la responsabilità di chiudere la porta aperta dall´accordo, respingendo il buon risultato ottenuto».
    Cosa ne pensa della nomina di Cimoli a presidente e amministratore delegato?
    «Penso ce la scelta vada nella giusta direzione. Cimoli è un interlocutore attento, capisce l´importanza delle relazioni sindacali e , nella esperienza alle Ferrovie, ha dimostrato efficacia».
    E ad accordo firmato come giudica il ruolo giocato dal governo in questa vertenza?
    «In tutti questi mesi il governo ha dato prova di voler fuggire dalle responsabilità e di inabissarsi di fronte alla difficoltà. La disponibilità del sindacato ad impegnarsi nel rilancio e nel risanamento dell´Alitalia ha impedito che si arrivasse alla peggiore delle soluzioni, quella del commissariamento. Ciò dimostra che anche in situazioni così difficili e di fronte ad un governo che sceglie politiche non utili al paese siamo in grado di conquistare risultati. Questa, per quanto ci riguarda, è la lezione più importante che arriva da questa vertenza ed è anche la migliore delle risposte che si potesse dare alle parole improvvisate e offensive pronunciate nei giorni scorsi da Maroni».