“Intervista” Epifani: «Patto per Forza Italia Cisl e Uil , che errore»

08/07/2002







(Del 6/7/2002 Sezione: Economia Pag. 2)
CONFEDERALI IN PIENA COLLISIONE DOPO LA FIRMA DELL´ACCORDO «PER IL LAVORO E LO SVILUPPO»
«Patto per Forza Italia Cisl e Uil , che errore»
Quest´autunno faremo un nuovo sciopero generale

intervista


Patto per l´Italia? A me pare un patto per Forza Italia…» Guglielmo Epifani, prossimo segretario generale della Cgil, ha gestito nella Sala Verde di Palazzo Chigi la maratona negoziale («surreale», precisa) che ha portato «come da copione» alla firma di tutte le parti sociali in calce all´intesa. Cgil esclusa, naturalmente.

Insomma, non ci state. Siete fuori dall´accordo.

«E procediamo come abbiamo deciso, con la mobilitazione e la lotta. Adesso continuiamo con gli scioperi nelle regioni, che nonostante un preoccupante silenzio dei media stanno avendo risultati di adesione e di partecipazione straordinari. Poi raccoglieremo cinque milioni di firme sulle nostre proposte su diritti e ammortizzatori sociali, e sui referendum contro le deleghe sul lavoro. E a settembre-ottobre sarà sciopero generale».

Ma perché parlate di "patto per Forza Italia"?

«È evidente. È un patto che porta vantaggi politici solo al governo. Questo è un accordo di basso profilo che non contiene qualità, non aiuta lo sviluppo e che riduce i diritti dei lavoratori. Non darà alcun contributo alla crescita o all´aumento dell´occupazione, sul fisco rappresenta una pura operazione propagandistica, e sull´articolo 18 rappresenta la rottura di un principio che finirà per valere per tutte le imprese e per tutti i lavoratori».

Cisl e Uil affermano che si tratta di una modifica sperimentale, a termine e limitatissima…

«È una grave distorsione della realtà. Se non riusciremo – ma sono convinto del contrario – a fermare questo provvedimento, tra tre anni sarà impossibile tornare indietro. Si dice che vale solo per le imprese che vogliono crescere? Basterà che una nuova impresa parta con un organico di 14 dipendenti, che nel giro di due giorni diventeranno 100, e senza la protezione dell´articolo 18. Vedrete, alla fine della "sperimentazione" si dirà che "è logico" eliminare l´art.18 per tutti i lavoratori dipendenti. È questo uno dei motivi fondamentali per cui la Cgil non ha firmato l’accordo».

Ma non vi sono, intanto, primi segnali per l´estensione dei diritti a chi non ne ha?

«Macché. Se fosse stato un vero patto per il lavoro, si sarebbe pensato ai giovani, ai collaboratori coordinati e continuativi. Non c´è nemmeno una parola per loro. Anche i 700 milioni annui di e per gli ammortizzatori sociali riguardano solo chi un lavoro ce l´aveva, e neanche per tutti. E ho qualche dubbio che si tratti di risorse aggiuntive. C´è poi questo discorso degli enti bilaterali, strutture private cui verranno affidate una vera e propria marea di funzioni tipicamente pubbliche. Un modello neocorporativo, che altera il ruolo e la funzione di rappresentanza sociale del sindacato».

Sul fisco, riconoscerete che lo sgravio riguarda i redditi più bassi.

«È una presa in giro. Abbiamo chiesto al ministro Tremonti come venissero fuori gli esempi presentati sulla riduzione dell’Irpef per il 2003, in base a quali criteri, e lui non ci ha saputo rispondere. Sono proiezioni che per noi sono inattendibili, inventate, false. Questa non è affatto una vera riduzione, aggiuntiva, delle tasse. Il governo utilizza semplicemente le riduzioni già concordate dal sindacato col governo precedente, sulle aliquote Irpef e la restituzione del fiscal drag. Stesso discorso vale per il Sud, dove intorno a un impianto, per certi versi interessante, non si capisce dove verranno prese le risorse necessarie. All´emersione dal "nero" – un tema apparentemente fondamentale per governo e Confindustria – è dedicata in tutto una riga e mezza. E c´è stato anche il tentativo – sventato da noi – di inserire una norma antidemocratica e liberticida per escludere la Cgil dal tavolo di discussione della riforma fiscale».

Cisl e Uil hanno firmato. Siete isolati.

«Cisl e Uil hanno compiuto una scelta sbagliata, un atto grave nei rapporti tra le tre confederazioni. Non ci sentiamo isolati, come dimostrano le lotte di questi giorni. Cisl e Uil sono realmente tanto convinte delle loro ragioni? Chiediamolo insieme ai lavoratori, se l’intesa va bene o è da respingere».

r. gi.