“Intervista” Epifani: «Ora siamo da soli, ma i lavoratori ci capiranno»

22/02/2002





Epifani: �Ora siamo da soli, ma i lavoratori ci capiranno�
ROMA – La rottura nel sindacato � profonda, ma non irreversibile. Gugliemo Epifani, vicesegretario generale della Cgil, prossimo leader della confederazione, non teme l’isolamento, almeno tra i lavoratori, perch� quella della Cgil, dice, �� la scelta pi� comprensibile�. Ma non si allontana lo spettro di un sindacato bipolare, met� da una parte politica, met� dall’altra. Importante, ribadisce, �� l’autonomia e la Cgil non � mai stata tanto autonoma�.
Epifani da quali negoziati la Cgil sar� assente?
Da quelli sui temi legati alla delega sulla riforma del mercato del lavoro. Cisl e Uil invece trattano. Una decisione che non condividiamo. Contrasta con quanto avevamo deciso.
E invece a quali negoziati sarete presenti?
A quelli per i rinnovi contrattuali in corso. A quelli sui temi connessi allo sviluppo, gli investimenti e il Mezzogiorno. A quelli sugli avvisi comuni, a cominciare dai Comitati aziendali europei.
Avete messo in programma una manifestazione nazionale e poi uno sciopero. Cisl e Uil vi prenderanno parte? E voi parteciperete alle manifestazioni indette da Cisl e Uil?
Luned� abbiamo una riunione unitaria, vedremo, decideremo. Certo, la situazione � difficile.
La Cgil corre il rischio di un isolamento?
La nostra posizione � coerente, ma solitaria. Paghiamo la coerenza e la trasparenza delle nostre scelte. Continuiamo per� a credere che la nostra posizione sia la pi� comprensibile per i lavoratori. Se alla fine si riuscir� a evitare la manomissione dell’articolo 18, sar� una vittoria per tutti i lavoratori.
Ma � rottura vera tra i sindacati?
C’� una divisione profonda, che nasce dalle scelte che ciascuno di noi compie. Una rottura ben diversa, per�, come ha rilevato anche Pierre Carniti, da quella degli anni ottanta.
C’� una deriva che porta il sindacato verso forme di bipolarismo?
C’� una fase di travaglio che lega le trasformazioni del sistema istituzionale ai problemi inerenti la rappresentanza sociale. Certo, un sistema politico bipolare, fondato su coalizioni che si fronteggiano, apre per il sindacato problemi di rappresentanza diversi dal passato, tanto pi� rispetto alla sua autonomia di rappresentanza. Se una coalizione si presenta con un programma che il sindacato condivide, questo d� un giudizio conseguente. E se invece quel programma a suo avviso � sbagliato, allo stesso modo ne d� una valutazione esplicita. Tutto ci� � molto diverso da quanto accadeva in passato.
Si appanna la divisione netta tra rappresentanza politica e sociale, che portava molti iscritti anche alla Cgil a votare per il Centro-destra?
Si pu� credere che quel rapporto tra rappresentanza politica e sociale si stia erodendo, proprio perch� il sindacato tende a esprimersi sui programmi degli schieramenti. Ma questo per noi non significa, non pu� significare la fine dell’autonomia, che deve restare intatta in ogni caso.
Ma si � verificato un appannamento dell’autonomia del sindacato?
No. Se penso alla storia della Cgil non posso non notare che non abbiamo mai avuto tanta autonomia. Oggi siamo totalmente autonomi, le scelte della Cgil ricadono assolutamente nella sfera della responsabilit� della sola Cgil. Anche perch� non ci sono pi� i partiti politici di una volta. Beh, certo, anche per le ragioni della politica. Ma certo oggi la nettezza della divisione di responsabilit� � forte.
Tra le cose che tratterete, c’� anche un nuovo impianto contrattuale?
Non mi sembra sia il caso di trattare adesso questo argomento, almeno fino a quando avremo aperte delle trattative per rinnovi contrattuali. Vale sempre per noi comunque il principio dell’assoluta rilevanza di due livelli contrattuali distinti. Un principio che non pu� essere messo in discussione, perch� ciascun livello risponde a funzioni e segmenti diversi, nell’interesse dei lavoratori e di un sistema corretto di competizione tra imprese.
Massimo Mascini

Venerd� 22 Febbraio 2002