“Intervista” Epifani: ministro incompetente quella legge è troppo confusa

04/03/2002


 
SABATO, 02 MARZO 2002
 
Pagina 38 – Economia
 
L´INTERVISTA
 
Secondo il numero due della Cgil, non ha voluto ascoltare i sindacati, "e questo è il risultato"
 
Epifani: ministro incompetente quella legge è troppo confusa
 
 
"Maroni ricordato solo per le modifiche all´art.18"
 
"C´è nel governo una cultura del sospetto che si è manifestata anche in questo caso"
"Se l´obiettivo è commissariare l´Inps noi siamo totalmente contrari"
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – «Maroni poi non si stupisca se lo si ricorderà soltanto come il ministro dei licenziamenti: per quanto riguarda la previdenza, non si rende esattamente conto dei problemi, quanto all´assistenza dimostra un disinteresse totale». Il vicesegretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, commenta l´iniziativa del ministro del Welfare, che ha aperto un´inchiesta sui ritardi degli aumenti a 516,5 euro delle pensioni minime, sospettando una sorta di «boicottaggio» nei confronti del provvedimento del governo.

Epifani, la legge che aumenta le pensioni minime è nata male e rischia di finire peggio. Di chi è la responsabilità?
«L´intervento di Maroni è la più classica conferma di una scelta che fin dall´inizio era sbagliata, non negli obiettivi, ma nelle modalità. Per quanto riguarda la sua attuazione, poi, il governo non ha previsto alcun confronto con le organizzazioni dei pensionati. Ora, con questa denuncia nei confronti di coloro che non hanno alcuna responsabilità per quanto sta accadendo, come Inps, Poste, Caaf e patronati, siamo arrivati alla cultura del sospetto, che è propria di questo governo».


Perché quella scelta era sbagliata?
«Il provvedimento del governo è complesso e farraginoso, confonde assistenza e previdenza e determina sperequazioni tra pensionati poveri. Il governo, procedendo con arroganza, non si è reso conto che la complessità degli adempimenti da parte dei pensionati avrebbe chiesto tempi lunghi: non solo ci sono le difficoltà di accertamenti mai fatti prima, ma per quel milione e 200mila pensionati che non ha ancora risposto c´è anche un problema di valutazione costi-benefici».


I sindacati dei pensionati dicono che avevano previsto con largo anticipo i ritardi. Maroni non vi ha mai ascoltato?
«Lo ha fatto il sottosegretario Brambilla, che poi è stato sfiduciato».


Lei non crede che l´iniziativa di Maroni sia un nuovo attacco al presidente dell´Inps, Paci, per poi arrivare a un commissariamento dell´istituto e gestire direttamente il sistema previdenziale pubblico?
«Quando Paci espresse dubbi per il taglio di 3-5 punti di contributi sui nuovi assunti previsto dalla delega previdenziale, Maroni sollevò una polemica inopportuna e violenta: questo nuovo attacco può essere un tentativo di delegittimare il presidente Paci e arrivare a un commissariamento dell´Inps, un´ipotesi sulla quale la Cgil è assolutamente contraria».