“Intervista” Epifani: «Le modifiche? Inutili o dannose»

31/10/2002




          intervista
          Roberto Giovannini

          (Del 31/10/2002 Sezione: Economia Pag. 3)
          IL SEGRETARIO GENERALE DELLA CGIL CRITICA GLI INCONTRI SEPARATI: E´ UNA VERGOGNA
          «Le modifiche? Inutili o dannose»
          Epifani: governo scorretto, pronti a tornare in piazza

          ROMA GUGLIELMO Epifani sembra come al solito tranquillo e sereno, ma dietro la maschera di tranquillità è arrabbiatissimo. Col governo, ma anche e soprattutto con i suoi colleghi Pezzotta e Angeletti, che hanno concordato con l´esecutivo i contenuti del maxiemendamento alla Finanziaria nel corso di un incontro riservato martedì sera.

          Lei ha parlato di "fatto gravissimo". Perché?

          «Martedì pomeriggio si doveva tenere l´incontro che il governo aveva annunciato con tutte le parti sociali. Non c´è stato, e al suo posto c´è stata una riunione al ministero dell´Economia con Cisl, Uil e Confindustria. E non è stato, come ha detto Angeletti, un incontro bilaterale: è stato un incontro in comune. Angeletti dice il falso».

          Il governo non è parso impressionato dalle vostre proteste, e sembra disinteressato a trattare con la Cgil.

          «Il problema non è questo. Se si fosse discusso dell´applicazione del Patto per l´Italia, poteva accontentarsi di confrontarsi con chi ha firmato quell´accordo. Ma siccome parliamo di Legge Finanziaria, come sancisce l´accordo di luglio `93, il governo ha il dovere di ascoltare tutti. L´esecutivo continua a cercare di dividere le parti sociali, scegliendo come interlocutore solo chi gli fa comodo. Un modo molto poco corretto. Vergogna: non c´è una cultura istituzionale, non c´è rispetto per le parti sociali. Ci sarà un motivo per cui in cinquant´anni una cosa simile non è mai successa. Il rispetto per l´altro implica che si ascoltino le idee di tutti, nei modi convenuti. È una lacerazione pesante, l´ennesima».

          Lei dice che Angeletti afferma cose non vere.

          «Io so che è erano presenti intorno allo stesso tavolo il governo, Confindustria, Cisl e Uil. Se qualcuno dice che non è stato così non dice il vero. Io penso che da parte di Cisl e Uil sia stato un comportamento molto scorretto. La mattina ci siamo visti per discutere con l´Ulivo, la sera fanno riunioni per isolare la Cgil. Una mancanza di rispetto che davvero mi sconcerta, e che peserà nei rapporti».

          Successivamente ha avuto contatti con Pezzotta o Angeletti?

          «No. Ora non ho nessun motivo per parlare con loro. Peserà, peserà quanto è avvenuto».

          Ma sul merito delle modifiche alla Finanziaria?

          «Inutili, se non dannose. Il governo ha messo in discussione gli strumenti per il Mezzogiorno che c’erano, ha fatto mancare le risorse a quelli che avevano funzionato. Un guasto profondo già è stato prodotto, col congelamento degli investimenti per molti mesi».

          Lei aveva tentato una campagna di avvicinamento verso Cisl e Uil. Si direbbe fallita, e ora siete irrimediabilmente isolati. Come farete a rientrare in gioco?

          «Non ci interessa rientrare in gioco in senso compromissorio o tattico. Abbiamo il problema di tenere vive le nostre proposte, le nostre idee, che riteniamo valide per fronteggiare la crisi ed evitare il declino del paese. Se gli altri non assumono le nostre proposte, se non vogliono nemmeno confrontarsi con noi e discuterle, aggravano le loro responsabilità. Quando si vedrà tra poco dove stanno portando il paese, tutto sarà ancora più chiaro».

          In vista nuove proteste targate Cgil?

          «Stiamo decidendo un pacchetto di iniziative. Tra novembre e gennaio faremo una grande manifestazione a Napoli su Finanziaria e Mezzogiorno, un´altra a Milano su diritti e qualità dello sviluppo, e poi un grande assemblea programmatica dei delegati in cui lanceremo le nostre proposte».

          Cosa dice a chi, nel centrosinistra, invitava la Cgil a cercare l´unità sindacale?

          «Rispondo che sono Cisl e Uil a non essere disponibili a un percorso unitario. Questo mi pare evidente. Si è ripetuta una rottura. Noi speravamo non di ricomporla – perché quando si fanno accordi separati le conseguenze sono destinate a restare nel tempo – però si poteva immaginare un´unità d´azione su alcuni temi».

          All´assemblea dei metalmeccanici Fiom lei ha annunciato l´avvio di una fase di profondo scontro sociale.

          «Sì. Una fase in cui ogni organizzazione sta in campo per difendere le sue idee».

          Ma un sindacato deve portare a casa risultati, non solo testimoniare…

          «Certo. Questi risultati possono essere raggiunti in tempi brevi o con tempi più lunghi».

          È stata approvata alla Camera la delega del governo che riforma il mercato del lavoro.

          «Confermiamo il giudizio negativo su quella delega, che sta dentro una logica di ricerca della competitività basata sul taglio dei diritti. Una linea che produrrà problemi al paese, perché non è la strada per uscire dalle difficoltà e aggrava lo scontro sociale. È una linea precisa seguita dal governo, che noi contrastiamo».

          Il Social Forum di Firenze: il governo teme rischi di ordine pubblico, la Cgil ha annunciato una presenza massiccia.

          «Non ho capito questo clima di paura che il governo sta alimentando. Se il governo sa qualcosa lo dica, ma non deve aumentare la tensione, che semmai va stemperata: sarà un incontro in cui si discuterà di globalizzazione, diritti, Europa, pace, guerra. Non vedo perché temere un incontro di giovani che ha queste caratteristiche. Certo, se si continua su questa strada, può succedere di tutto. Ma questa è la grave responsabilità che il governo si sta assumendo».

          Torniamo allo «strappo» con Cisl e Uil. Se lo aspettava un nuovo incontro «segreto»?

          «Comprendo le differenze politiche, i punti di vista diversi. Ma onestamente non mi aspettavo una cosa simile. Non è un problema morale, ma di sostanza».

          Ma Pezzotta insiste: il problema è che la Cgil fa politica.

          «Noi stiamo sollevando obiezioni di merito. Potrei tranquillamente – mi pare – rovesciare il discorso: si può ben dire che la Cisl e la Uil fanno da sostegno a un governo che fa del male al paese. Sono una ruota di scorta per le politiche di un governo che le sta sbagliando tutte».