“Intervista” Epifani: «Il banco di prova sarà la Finanziaria»

23/07/2002

Martedì 23 Luglio 2002


INTERVISTA CON IL PROSSIMO NUMERO UNO DELLA CGIL, GUGLIELMO EPIFANI
«Il banco di prova sarà la Finanziaria»

ANTONIO TROISE
Il banco di prova sarà la Finanziaria. Quando il governo scoprirà le carte in materia di sviluppo e tagli alla spesa. Per ora, Guglielmo Epifani, che da settembre guiderà la Cgil al posto di Cofferati, preferisce non sbilanciarsi. E, al termine dell’intervista, spiega che «non esiste un’alternativa fra rompere su tutti i fronti e andare d’accordo su ogni cosa. Allo stato c’è una rottura molto grave. Ci possono essere punti di convergenza su questo o quell’argomento. Come ci potranno essere ulteriori punti di contrasto sul sistema contrattuale. Ma, per ora, è meglio fermarsi qui».
Come è andato il vertice con l’Ulivo?
«È stato utile. Abbiamo ribadito le nostre critiche sul Dpef, un Documento sbagliato nell’impostazione, inefficace a dare una spinta allo sviluppo, basato su previsioni di crescita che non stanno nè in cielo nè in terra».
Ma la distanza con Cisl e Uil è rimasta invariata?
«Ognuno ha esposto le rispettive opinioni. Abbiamo confermato la nostra posizione sul patto per l’Italia. Anche se rileviamo critiche molto importanti, da parte di Cisl e Uil, su alcuni capitoli del Dpef».
Critiche sufficienti per ricompattare i sindacati?
«Oggi siamo divisi gravemente da questa firma separata sul patto per l’Italia, una scelta profondamente sbagliata. Certo, se si dovessero sviluppare critiche più forti e coerenti all’impostazione del Dpef e alla politica economica, allora ci troveremmo di fronte a giudizi che possono corrispondere ai nostri».
Si può dire che oggi, i sindacati, sono un po’ meno lontani?
«È un po’ presto per potere dare una valutazione su quali possono essere gli sviluppi, a settembre, di questo giudizio, con luci e ombre, espresso da Cisl e Uil sul Dpef».
È ottimista o pessimista?
«Veniamo da una separazione molto pesante, che ha conseguenze nel tempo. Non è una frattura che si può chiudere in un giorno. Potremmo anche arrivare al paradosso di essere divisi sul patto ma avere giudizi comuni su alcuni contenuti della Finanziaria».
Quindi, su alcuni punti del Dpef sono possibili le convergenze?
«Lo ripeto: ci sono capitoli sui quali il giudizio critico è comune. Ma bisognerà svilupparli bene. La nostra è una bocciatura completa. Quella delle altre organizzazioni è concentrata su punti specifici. Per tutti varrà, poi, quello che, concretamente, sarà deciso nella prossima legge Finanziaria quando, finalmente, si farà un po’ di chiarezza sui conti pubblici, sui tagli alla spesa e sulle politiche di sviluppo».
Sulla Finanziaria ci sarà battaglia?
«Abbiamo già proclamato uno sciopero generale. La data la decideremo nel mese di settembre per ottobre. Ma saremo molto attenti, naturalmente, ai giudizi che sulla Finanziaria arriveranno da Cisl e Uil».