“Intervista” Epifani: «Hanno sbagliato ma sono esasperati»

02/12/2003


MARTEDÌ 2 DICEMBRE 2003

 
 
Pagina 7 – Economia
 
 
L´INTERVISTA
Il leader della Cgil condanna l´anticipo dello sciopero degli autoferrotranvieri: le regole vanno rispettate sempre e comunque

"Hanno sbagliato ma sono esasperati"

Epifani: ragioni giuste, prevaricazione inaccettabile nei metodi
          Così si colpiscono non le aziende ma altri lavoratori, a cominciare dai pendolari
          La nostra richiesta di nuove risorse per il contratto è sempre stata ignorata e la situazione precipita

          RICCARDO DE GENNARO


          ROMA – Hanno ragione, ma hanno sbagliato: le regole vanno rispettate anche quando l´esasperazione è grande. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, questa volta è costretto a navigare tra Scilla e Cariddi. Non può non difendere gli autoferrotranvieri in sciopero che da due anni attendono inutilmente il rinnovo del contratto, ma nemmeno lasciare correre, pena la caduta del ruolo e dell´autorevolezza del sindacato: il rischio che la situazione sfugga di mano e che il caso milanese diventi un pericoloso precedente di "disubbidienza sindacale" non è un rischio da poco.
          Epifani, a Milano lo sciopero degli autisti di tram e autobus è stato un mezzo finimondo. Come vede lei quello che è successo?
          «In me ci sono due stati d´animo, che si tengono insieme. Il primo è dato dalla rabbia accumalatasi nel vedere, per due anni, che la nostra richiesta, fatta a tutti i tavoli utili, di trovare le risorse per poter rinnovare il contratto degli autoferrotranvieri non è mai stata neppure considerata. Il governo in primo luogo, ma anche le aziende del trasporto locale non hanno fatto nulla per evitare che la situazione precipitasse».
          L´altro stato d´animo sarà legato al dramma vissuto dai cittadini…
          «Certo. Se da un lato voglio esprimere la totale solidarietà ai lavoratori in lotta, dall´altro voglio dire con fermezza che le modalità di sciopero non possono contraddire le regole che ci siamo dati. Perché va da sé che altrimenti gli effetti sono devastanti e colpiscono non le aziende ma le altre persone, come ad esempio i lavoratori pendolari. Anticipare lo sciopero rispetto a quanto era stato annunciato è una forma di prevaricazione dei diritti degli altri che non può essere assolutamente accettata. Quando si sciopera bisogna rispettare le regole e i vincoli che ci si è dati e soprattutto dichiarare per tempo quello che si intende fare».
          Epifani, se le regole sono saltate, non vi è sfuggito di mano qualche cosa? Come minimo non siete stati in grado di prevedere che sarebbe potuto succedere qualcosa di clamoroso e dannoso per tutti.
          «Noi sapevamo benissimo che l´esasperazione era alle stelle. Questi lavoratori hanno fatto sette scioperi nazionali, senza ottenere risposte. In questi casi il rischio che l´ultima protesta sia più dura c´è. I sindacati di categoria non immaginavano, però, che sarebbe stata anticipata senza preavviso l´ora del blocco».
          Però è difficile pensare che una protesta così compatta sia frutto esclusivo dell´autorganizzazione dei lavoratori e non risponda a una parola d´ordine del sindacato, non crede?
          «La decisione è maturata tra i lavoratori e, forse, nella rappresentanza sindacale dell´Atm. Hanno pensato, sbagliando, che questa era l´unica strada da seguire. Non vedo, tuttavia, responsabilità da parte del sindacato territoriale di categoria e nazionale».
          I sindacati hanno chiesto ai lavoratori che avevano deciso di proseguire lo sciopero a oltranza di fermarsi. Ma l´appello è stato disatteso. Non avete più presa sui lavoratori?
          «In tutta Italia lo sciopero si è svolto secondo le regole stabilite. Soltanto a Milano i lavoratori hanno scioperato in un modo difforme da quello previsto. Io invito solo questi lavoratori a non mettersi nell´angolo e isolarsi. Certo, il loro atteggiamento è frutto dell´esasperazione, suscitata dal non essere ascoltati. Io mi chiedo: chi vuole questo? C´è dietro un disegno politico? Se metto insieme questa vicenda e la rivolta di Scanzano Jonico, mi chiedo davvero se non ci sia una volontà, dietro, di suscitare proteste così esasperate».
          Secondo lei qualcuno prenderà lo spunto dal caso degli autoferrotranvieri per portare un attacco al diritto di sciopero?
          «Sì, anche questo. Ma penso anche al tentativo di dividere lavoratori e utenti, di dividere il mondo del lavoro e rendere più debole il movimento dei lavoratori proprio alla vigilia della grande manifestazione di sabato contro la Finanziaria e la riforma delle pensioni. In quella protesta c´è anche questa contro la mancanza di risorse per il trasporto locale. È per questo che chiedo fermamente al governo di trovare le risorse in Finanziaria: temo in caso contrario, se si dovesse andare a qualche accordo solo aziendale, magari proprio a Milano, che possa scoppiare una protesta incontrollabile nel resto d´Italia».
          Il prefetto di Milano ha deciso di precettare i lavoratori dell´Atm per domani. Che cosa comporta secondo lei questa decisione?
          «È una decisione del prefetto, di cui prendiamo atto. Ma voglio ribadire che se si vuole risolvere il problema bisogna dare una risposta ai lavoratori. Altrimenti diventa tutto più difficile».
          Il presidente dell´Assolombarda, Perini, e il Codacons minacciano azioni legali...
          «Mentre comprendo le associazioni degli utenti, devo stigmatizzare il comportamento di coloro che hanno responsabilità pubbliche o imprenditoriali, i quali non possono solo denunciare, ma devono anche contribuire a risolvere i problemi. Non si possono invertire le cause con gli effetti. Avrei voluto parole più chiare. Tutti, invece, come il sindaco di Milano, hanno condannato quello che è successo, senza indicare una soluzione».