“Intervista” Emma Marcegaglia: «Al Sud con logiche industriali»

24/12/2004

    venerdì 24 dicembre 2004

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 15

    Emma Marcegaglia: il Mezzogiorno è la vera frontiera ma serve un approccio innovativo
    «Al Sud con logiche industriali»

      VINCENZO CHIERCHIA

      MILANO • «Il turismo in Italia offre importanti prospettive per gli investitori, e il Sud in particolare rappresenta una vera miniera, a patto che si investa con le modalità appropriate e nella giusta direzione. È decisivo che si affermi ormai un approccio di tipo industriale». Emma Marcegaglia, al vertice dell’omonimo gruppo industriale di famiglia, commenta con soddisfazione l’operazione appena siglata con Ifil, Banca Intesa e Sviluppo Italia.

      Che significato ha questo accordo?

        È un’iniziativa nuova nel panorama italiano. Abbiamo costituito una società che si chiama Turismo immobiliare, di cui sono soci paritetici Ifil, Intesa e appunto il gruppo Marcegaglia. Questa società, dopo alcuni mesi di studio, ha definito un percorso con Sviluppo Italia che ha portato all’ingresso con il 49% nel capitale di Sviluppo Italia turismo, con un investimento nell’ordine di 80 milioni di euro. Abbiamo anche un’opzione per salire al 65% che potrà essere esercitata tra il 2007 e il 2009. L’operazione è nel settore turistico ma ha un forte contenuto di carattere immobiliare.

        L’operazione è aperta ad altri partner?

          Il gruppo Ligresti, che è presente nel business immobiliare e del turismo, ha manifestato interesse. La società non è chiusa, valuteremo in seguito. In questo momento ci siamo concentrati sulla stipula dell’accordo con Sviluppo Italia. Poi valuteremo l’allargamento dell’alleanza, non ci sono preclusioni.

          Come mai un gruppo come Marcegaglia punta sul turismo, un settore lontano dalla siderurgia?

            Siamo già presenti nel comparto da qualche anno, anche se il business turistico pesa ancora poco rispetto al complesso delle nostre attività. Nel 1988 abbiamo rilevato l’isola veneta di Albarella dal Credit Suisse e nel 2001 il complesso di Pugnochiuso dall’Eni. In totale si tratta di un giro d’affari di 30 milioni di euro. Con l’operazione Turismo immobiliare proseguiamo un percorso già avviato.

            Quali i prossimi passi?

              Il programma della società con Sviluppo Italia è molto impegnativo. C’è un pacchetto di investimenti per 206 milioni di euro da realizzare nel Mezzogiorno, in particolare in Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.
              Una volta realizzato il programma, sarà costituito un polo turistico e immobiliare con 14 insediamenti di fascia media e alta, con un patrimonio di 5mila stanze e un giro d’affari a regime di un centinaio di milioni di euro. Sono previste integrazioni tra varie attività per arricchire l’offerta turistica. In cantiere ci sono, ad esempio, tre grandi campi da golf. È importante ricordare che ci muoveremo con un approccio da master developer, per cui saremo aperti ad accordi con partner nazionali e internazionali per la gestione delle strutture nell’ambito del business turistico.

              Tutti i progetti si concentrano al Sud?

                Il Mezzogiorno è la nuova frontiera del turismo italiano. L’area è vasta, e sfrutta ancora pochissimo le grandi potenzialità. Il vero nodo è il modello operativo. Con questa iniziativa per la prima volta operatori privati e pubblici si sono messi insieme in una logica di sistema. Dobbiamo rimboccarci le maniche perchè il modello italiano è debole.

                Come valutare i risultati della recente stagione?

                  Il 2004 offre per il turismo un bilancio pesantemente negativo. È ora di voltare pagina. Ci vuole una grande iniezione di logica industriale. La Spagna ha saputo fare molto meglio dell’Italia perchè ha investito in maniera sistematica sul turismo, mobilitando tutte le risorse e i soggetti rilevanti.

                  Non crede che la carenza di infrastrutture al Sud sia un ostacolo impegnativo?

                    È un grande rischio. Ma siamo anche di fronte a una grande sfida. Mi attendo una grande sensibilità intorno ai progetti che puntano a migliorare nettamente le potenzialità del turismo al Sud. Mi auguro che ci sia una convergenza di iniziative. Le potenzialità sono straordinarie e dobbiamo controbattere la concorrenza di tutte le aree emergenti del Mediterraneo. Dobbiamo poi investire sull’incoming, ossia migliorare la capacità di attrarre flussi turistici. C’è la grande sfida del mercato cinese, ma dobbiamo anche recuperare quanto perso in Italia e in Europa. Per questo motivo ci siamo messi insieme e per otto mesi abbiamo studiato i progetti con Sviluppo Italia. Crediamo fermamente nelle potenzialità di crescita del mercato delle vacanze nel Mezzogiorno e nella necessità di una nuova logica di investimento, un modello che si rifà alla logica industriale.