“Intervista” E.Morando: «è il momento di un piano del centrosinistra»

20/01/2004


 Intervista a: Enrico Morando
       
 



Intervista
a cura di

fe.m.
 

martedì 19 gennaio 2004
Morando: è il momento
di un piano del centrosinistra
Il senatore liberal Ds: sistema contributivo pro-rata per tutti

ROMA Enrico Morando, senatore Ds. L’area liberal del partito, a cui appartiene, ha presentato una proposta sul sistema previdenziale…
«La proposta è di LibertàEguale, associazione composta da diessini e non. E più che una proposta è un ragionamento che parte dall’idea che il progetto del governo contenuto nella delega previdenziale e nell’emendamento Tremonti
debba essere contrastato con il massimo impegno di
opposizione. La decontribuzione, per citare uno degli elementi su cui si fonda, è un aspetto gravissimamente sottovalutato, è una bomba a orologeria sotto il sistema previdenziale pubblico».
E il ritocco all’età pensionabile? è ugualmente grave?
«Lo scalone di 5 anni tra il 31 dicembre del 2007 e il primo gennaio 2008 è una proposta vergognosamente iniqua per il rapporto all’interno della stessa generazione di lavoratori perché sarà il caso a determinare chi sta in paradiso e chi all’inferno. Inoltre indurrà nei prossimi 4 anni a una fuga dal sistema. È proposta iniqua e pericolosa anche questa. Poi c’è il trasferimento obbligatorio del Tfr…».
Giudizio negativo dunque. È una premessa per dire cosa?
«Ho riassunto perché a mio giudizio si sottovaluta troppo, non sono d’accordo con chi dice che non è questo il momento di una iniziativa di proposta del
centrosinistra. È in campo una proposta del governo devastante, credo che si possa contrastarla meglio non difendendo lo status quo ma avanzando una proposta di completamento della riforma che noi
abbiamo realizzato e che è una delle migliori del mondo».
Può sintetizzare la proposta di LibertàEguale?
«Proponiamo il contributivo pro-rata temporis per tutti, anche per i lavoratori che nel ‘96 avevano più di 18 anni di contributi. È una proposta che ho avanzato già a metà degli anni Novanta e lo fece
anche Sergio Cofferati…»
Si obietta che non porta a grossi risparmi.
«Si, ne prendo atto però risponde al principio di equità tra generazioni. Se si realizza per il calcolo della pensione si introdurrà per tutti l’effetto dell’aumento dell’attesa di vita come componente della definizione della prestazione. Poi c’è anche
una proposta di progressiva omogeneizzazione
delle aliquote contributive tra lavoro dipendente e lavoro autonomo…».
Che cosa pensa della proposta di Rutelli?
«Così come è stata formulata la modificherei, la arricchirei e non so se quella è sia la soluzione più giusta. So che il tema eventuale delle quote deve essere discusso ed è molto ragionevolmente discuterne.
Quindi che cos’è che non la convince?
«Non mi convince l’idea che non ci sia il pro-rata temporis senza il quale anche andare alla verifica del 2005 anticipandola con un intervento sulle quote mi sembra meno convincente. In ogni caso considero la proposta della Margherita un contributo molto serio alla discussione che si deve fare per una proposta del centrosinistra. Per quanto ci riguarda rielaboreremo il nostro documento per inviarlo come contributo all’assemblea di febbraio per la lista unitaria e cercheremo di interloquire anche con il documento dalla Margherita e con le altre proposte che verranno fuori. Se vogliamo vincere la nostra battaglia dobbiamo avere una
proposta positiva».
Anche a rischio di dividere il centrosinistra
e i sindacati?
«Non credo che qualsiasi proposta avanzata da un’associazione politico-culturale come la nostra possa ottenere l’effetto di dividere i sindacati o il centrosinistra. Entrambi hanno il problema di far
emergere una loro proposta e non credo che possa essere identica perché abbiamo ruoli diversi nella società e anche una rappresentanza diversa».
E sul metodo usato da Rutelli, cosa pensa della sua fuga in avanti senza consultare le altre forze dell’Ulivo?
«Sono stato oggetto tante volte di polemiche per il fatto di aver cercato di avanzare proposte su questo punto che non intendo rivolgermi ad altri con gli stessi argomenti».