“Intervista” E.Letta: «Al bando le ideologie»

20/07/2004




martedì 20 luglio 2004


sezione: IN PRIMO PIANO
«Vanno affrontati i problemi concreti, trovando una soluzione unitaria»
Letta: «Al bando le ideologie»
BARBARA FIAMMERI
ROMA • «Per il Centro sinistra l’apertura del confronto tra Cgil, Cisl e Uil rappresenta uno stimolo a fare i conti con i problemi concreti e non con le ideologie».
Enrico Letta, responsabile economico della Margherita e uomo di punta dell’opposizione, crede che per i sindacati sia fondamentale cercare una posizione unitaria sulla riforma della contrattazione ma allo stesso tempo chiede alle tre Confederazioni uno scatto propositivo per il rilancio del Paese.
Qual è la posizione del Centro sinistra sulla riforma della contrattazione?
Anche tra noi, come tra i sindacati, ci sono opinioni diverse. Ma la rivisitazione dell’attuale sistema è il punto di approdo di un confronto che però ci vede tutti coesi verso un unico obiettivo: il rilancio, lo sviluppo, la competitività del nostro sistema produttivo e quindi del Paese.
La scorsa settimana in Confindustria non si è fatto neppure in tempo a parlare di sviluppo.
Partiamo dall’ultimo dato, la volontà di trovare una soluzione unitaria. La macchina uscita di strada alla prima curva è stata rimessa rapidamente in carreggiata. Il percorso non è facile anche perchè era una macchina non più abituata a camminare.
Si riferisce agli accordi separati, all’assenza di unità tra i sindacati?
In questi ultimi anni tensioni e conflittualità sono state molto forti. La scelta di tornare rapidamente al tavolo del confronto è un chiaro segnale di maturità, esprime l’assenza di tatticismi e la consapevolezza che l’obiettivo in gioco è più grande del destino delle singole confederazioni.
Qual è l’obiettivo?
Lo ripeto: in gioco è il rilancio o il declino del Paese; gli investimenti da realizzare, gli incentivi alle imprese, la riforma degli ammortizzatori sociali prevista dal patto per l’Italia e rimasta lettera morta, il sostegno alla ricerca e all’innovazione, la tutela delle fasce più deboli. Sono questi i temi centrali del confronto.
E la contrattazione?
È una parte rilevante ma su cui occorre trovare l’intesa. Pezzotta lo ha ribadito sabato scorso proprio su questo giornale. Sono pienamente d’accordo con lui. È ovvio che perché vi sia un’intesa ci deve essere disponibilità da più parti. Ma il sindacato ancora una volta è chiamato ad assumere un ruolo decisivo, soprattutto a fronte della forte disponibilità al confronto manifestata dalla Confindustria.
Da dove partire?
Il Governo ha varato una manovra che avrà pesanti conseguenze e ha già annunciato di voler puntare in Finanziaria sul taglio dell’Irpef. Partiamo da qui, da una proposta unitaria dei sindacati sul fronte fiscale, che dica chiaramente che la riduzione dell’Irpef è la strada sbagliata perché sfascia ulteriormente i conti pubblici e non serve a rilanciare l’economia.
E che si fa allora?
Bisogna puntare su un alleggerimento significativo delle tasse sul lavoro.
L’Irap?
Sì, l’Irap ma non solo. L’obiettivo deve essere il sostegno alla competitività del nostro sistema produttivo e per realizzarlo bisogna agire contemporaneamente su più fronti.
Lei sostiene che l’unità sindacale è fondamentale. E nel Centro sinistra?
L’unità sindacale obbliga anche noi a confrontarci sui problemi reali. La federazione del centro sinistra guidata da Romano Prodi si costruisce partendo dalle cose da fare, dai programmi. non certo dai sondaggi. E questo da settembre faremo.