“Intervista” Diliberto contro i confederali

17/10/2007
    mercoledì 17 ottobre 2007

    Pagina 6 – Economia

    L’Intervista

      Il segretario del Pdci: sembra che giochino al ribasso, ci batteremo in Parlamento

        Diliberto contro i confederali "Incomprensibili sui precari"

          SILVIO BUZZANCA

          ROMA – Onorevole Diliberto, sul Welfare la confusione regna sovrana. Adesso dicono no alle modifiche anche i sindacati…

            «Non capisco la posizione dei sindacati. Se c´è qualcosa da aggiustare rispetto all´accordo, per esempio la questione del 60 per cento di pensione rispetto all´ultimo salario, ovviamente sono d´accordo. Ma se ci fossero dei passi indietro sul tema del precariato, mentre noi chiediamo un ulteriore restringimento del lavoro precario, sarebbe francamente incomprensibile che fossero i sindacati a chiederlo. Mi auguro che non sia così e vedremo che cosa deciderà di fare il governo. Mi permetto di segnalare però una cosa che è stata totalmente ignorata dai media italiani, clamorosa, una notizia…».

            Se la prende anche lei con i giornalisti?

              «No, ma lamento il fatto che nessuno si è accorto che l´Ilo, un´agenzia delle Nazioni unite, ha chiesto al ministro Damiano un´audizione speciale a Ginevra per spiegare al governo italiano che la legge 30 vìola lo Statuto del lavoro dell´Onu. Scrivono che "con il pretesto della flessibilità la legge 30 ha creato una situazione di precarietà preoccupante". Lo dicono le Nazioni unite. In Italia queste cose, che diciamo noi comunisti insieme ad altri della sinistra, sembrano un reato di lesa maestà. E ricordo che la Commissione europea ha stabilito che il lavoro precario può durare al massimo due anni. Noi siamo a tre più la deroga. È una cosa intollerabile e in Parlamento cercheremo di migliorare questo accordo togliendo almeno la deroga. E trattandosi di una legge il Parlamento è sovrano».

              Ma i sindacati potrebbero avere di più e si accontentano di meno?

                «Non so cosa il sindacato abbia chiesto a Prodi nel merito. Se giocassero al ribasso sarebbe un´assurdità e non voglio crederci. In ogni caso ognuno fa il suo mestiere. E noi siamo quelli eletti in Parlamento per legiferare e l´accordo sul Welfare deve diventare una legge. Vorrei che fosse chiaro che migliorare il protocollo aiuta il governo. Se si tolgono iniquità non lo si mette in difficoltà».

                La vicenda del protocollo sul Welfare finirà per dare un "taglio" più antigovernativo alla manifestazione del 20 ottobre?

                  «La manifestazione del 20 vuole rappresentare uno stimolo per il governo affinché tenga conto di un disagio sociale che esiste. Un disagio che nascondere sotto il tappeto come la polvere è sbagliato».

                  Sul protocollo e sulla manifestazione la Cosa rossa si è divisa. Il progetto finisce qui?

                    «Credo che il 21 ottobre dobbiamo incontrarci per insistere invece sul progetto unitario. Dobbiamo trovare una piattaforma comune sui contenuti Adesso si sta discutendo la Finanziaria, ma vorrei capire come farà il governo da gennaio per i futuri 12 mesi. Mi sono stancato di giocare solo di rimessa, con i moderati fanno una proposta e noi cerchiamo di migliorarla. Credo che la sinistra debba chiedere al governo, anche perché siamo parte rilevante della maggioranza, di mettere in agenda alcuni punti caratterizzanti per dare risposte alle domande che arrivano dal nostro elettorato. Nostro, del centrosinistra, non della sinistra. Bisogna mettere la questione della quantità del salario e delle pensioni al centro dell´iniziativa del governo».