“Intervista” Del Vecchio: «Il teatrino sindacale frena la crescita»

12/02/2002







      Del Vecchio (Luxottica): troppi vincoli e veti, � inutile che le imprese innovino se poi al sistema Paese manca la competitivit�
      �Il teatrino sindacale frena la crescita�
      Lo sciopero generale? �Non interessa i lavoratori, ma qualcuno che vuole fare carriera� – Il nuovo articolo 18 non liberalizza i licenziamenti
      MILANO – �Se al sistema Paese manca la competitivit� � inutile avere idee, innovare, essere elastici: cose in cui gli imprenditori italiani sono unici al mondo. L’economia italiana potrebbe avere un futuro tranquillo se lo sviluppo non fosse strozzato da regole, leggi, burocrazia. Insomma, da tutti quei freni politici e sindacali, perch� non c’� troppa differenza tra gli uni e gli altri. La politica in Italia � sempre stata un teatrino. L’ultimo della serie? Lo sciopero generale: non mi sembra a vantaggio del l’operaio,ma soltanto di qualcuno che vuole fare carriera�. Leonardo Del Vecchio � il re degli occhiali. Quotato a New York e Milano, il colosso che ha fondato ad Agordo (in provincia di Belluno) diventato presto leader mondiale del settore, ha realizzato l’anno scorso un fatturato consolidato di oltre 3 miliardi di euro (+27%), con un utile operativo di 511 milioni di euro (+24%), mentre per il 2002 la previsione � di ricavi in crescita di altri 300 milioni di euro. Arriva nel quartier generale milanese in punta di piedi, come sempre, e timidamente si scusa �per i cinque minuti di ritardo�. Ma nelle opinioni non � affatto timido.
      Dottor del Vecchio, ce l’ha con Sergio Cofferati?
      Anche con lui, ma non solo.
      Della sparata di Nanni Moretti contro la sinistra cosa ha pensato?
      Che se un uomo di sinistra decide di rilasciare dichiarazioni simili Silvio Berlusconi �, come al solito, un uomo fortunato: per lui � facile fare meglio del premier precedente.
      E l’opposizione?
      Si � autodistrutta senza essere al Governo: incredibile ma vero.
      Dal punto di vista delle imprese che cosa c’� che non va in questo Paese?
      Il Governo ha aumentato le pensioni ed � l’unico Paese in Europa che non ha ascoltato le direttive di Bruxelles. Da padre di famiglia trovo che sia un bene che chi � al minimo riceva di pi�, ma � incoerente rispetto al resto dell’Unione europea. Per� � anche vero che si sta facendo la guerra contro il Governo Berlusconi mentre contro il Governo di Centro-sinistra non accadeva.
      Come sull’articolo 18?
      Certo, � una guerra politica, un falso problema: se non ci fosse questo, pur di litigare ci si attaccherebbe ad altro. Parliamoci chiaro: la norma non liberalizza affatto i licenziamenti, come qualcuno sostiene.
      Dalla riduzione della pressione fiscale al costo del lavoro, dallo sviluppo delle infrastrutture allariforma previdenziale, qualisonole urgenze?
      La competitivit� di un Paese raggruppa tutti questi aspetti. Se ad esempio il sindacato chiede il 6% di aumento salariale quando l’inflazione � al 2%, le imprese vengono penalizzate con un 4% secco di minore concorrenzialit�. Guardi la Germania…
      Dica.
      Ha perso competitivit� perch� sono aumentati i costi e ora sono costretti a fare i conti pure con la disoccupazione.
      Quindi?
      Quindi bisogna che l’Italia migliori, o non peggiori, almeno rispetto ai Paesi dell’area euro. All’estero Luxottica ha impianti produttivi solo in Cina. Come mai?
      � una scelta legata ai costi, senza la quale sul mercato statunitense saremmo deboli. Insomma, la Cina � un polmone per diluire i rischi di perdita di concorrenzialit�.
      Come mai non avete mai costruito stabilimenti nel Mezzogiorno?
      La nostra ottica � pi� internazionale e poi nel Sud bisogna cambiare la struttura sociale e la cultura delle persone. Inutile realizzare aeroporti dove atterrano solo tre aerei al giorno. Oltretutto, la politica degli incentivi va subordinata alle norme comunitarie e dunque non � possibile largheggiare. Di fatto, una volta scaduti gli ammortizzatori e quant’altro, si trasferirebbero negli stabilimenti al Sud i problemi che gi� viviamo al Nord.
      Ma questo si tradurr� in un progressivo abbandono dell’Italia dal punto di vista produttivo? Abbiamo 5mila dipendenti, cresciuti di mille unit� negli ultimi tre anni. Non intendiamo scappare: al contrario, continueremo a svilupparci.
      � ottimista o pessimista sul futuro dell’Italia?
      Ottimista: per carattere e per convinzione. Ho aziende in 29 Paesi e ho capito che noi italiani sappiamo difenderci meglio degli altri da tutti i problemi. Ad esempio, da altre parti c’� un turnover pazzesco dei dipendenti, mentre qui c’� attaccamento, valore fondamentale per lo sviluppo: chi fa l’azienda � il dipendente, a tutti i livelli, non il padrone.
      In Italia il tessuto imprenditoriale � formato da una miriade di piccole imprese. Che cosa serve per farle diventare grandi?
      Bisogna cercare di velocizzare questo processo di crescita attraverso un colloquio diverso con il mondo politico e sindacale.
      � importante risolvere il conflitto d’interessi del presidente del Consiglio?
      � un non problema, perch� in questo momento chi potrebbe comprarsi le attivit� di Berlusconi? Forse Kirch, che � in difficolt�?
      L’ipotesi del blind trust?
      Se fossi Berlusconi farei una bella offerta pubblica di vendita contro cash: chiuderebbe la bocca a tutti, non ci sarebbe pi� nessuno a discuterne.
      Le difficolt� congiunturali sul mercato americano potrebbero aprirvi le porte per nuove acquisizioni?
      Siamo attenti alle opportunit� ma soltanto negli Usa. La nostra struttura � l� e non intendo crearne un’altra in Europa: nel retail � un piccolo gioiello, con profitti operativi del 15,2% nel 2001 rispetto al 14% nel 2000. � la pi� efficiente al mondo, ma questo non lo scriva: dica che lo sostengono gli analisti finanziari, che � poi la verit�: non voglio sembrare immodesto. Sembra che voi siate stati immuni dalla crisi statunitense post 11 settembre…
      Noi vendiamo occhiali con un prezzo medio al pubblico di 215 dollari al paio: chi � andato in sofferenza � il consumatore che ha fatto soldi a palate con la new economy, la cui moglie ha abbandonato lo shopping nei grandi magazzini per rifarsi il guardaroba nella boutique Chanel. Il nostro cliente non � cambiato perch� non facciamo parte dei beni di lusso.
      � una fortuna o una sfortuna?
      Fortuna: sul nostro fatturato gli occhiali di lusso pesano per il 10-12%. Ma non dimentichiamo che � proprio grazie a stilisti e designer made in Italy se sull’italiano � stata definitivamente archiviata l’immagine dell’emigrante tutto mandolino e pizza.
      Paola Bottelli

      Marted� 12 Febbraio 2002