“Intervista” De Rita: «Vedremo se è folata o ciclone»

10/09/2007
    lunedì 10 settembre 2007

    Pagina 6 – Interni

      IL SOCIOLOGO

      De Rita, fondatore del Censis: ha trionfato il blog, da qui a diventare movimento ce ne corre

        "Vedremo se è folata o ciclone
        comunque c´è da aver paura"

          fattore-vaffa - Bisogna confrontarsi con il ‘vaffa´, l´antipolitica, roba che vince col profilo basso

            GOFFREDO DE MARCHIS

            ROMA – La prima analisi sul fenomeno Beppe Grillo, esploso sabato nel Vaffa-day a Bologna e in molte altre città, gli è venuta in mente guardando in tv il funerale di Luciano Pavarotti. «Pavarotti fu molto criticato perché negli ultimi anni si era convertito al pop. Gli diedero del traditore della musica classica, della musica tradizionale. Come appassionato, sono d´accordo con chi ha storto il naso. Non capisco perché i giovani ascoltino certi generi musicali, perché non dedichino almeno un quarto d´ora della loro giornata a un suono diverso da quel rumore infernale. Ma come ricercatore sociale devo fare i conti con la realtà – dice Giuseppe De Rita, il fondatore del Censis – . E Pavarotti non avrebbe mai riempito le piazze se non si fosse contaminato con il pop».

            Oddio professore, che c´entra tutto questo con Grillo, il suo blog, le 300 mila firme raccolte a sostegno della sua legge d´iniziativa popolare?

              «Voglio dire che la realtà non ha nulla a che fare con l´estetica musicale. Il problema con cui bisogna confrontarsi è l´esistente, il vaffa, l´antipolitica, le parole più banali possibili. Ma l´esistente lo puoi solo descrivere. Come fanno i cronisti. E´ l´esistente che vince e per forza ha un profilo basso perché chi va in piazza vuole sentire Pavarotti con Bono, Zucchero e Jovanotti, bene che vada accetta un "Vincerò", ma un´opera intera mai. La vittoria dell´esistente a me fa un po´ paura perché non è riconducibile a nessuna categoria. A Bologna non abbiamo assistito alla nascita di un movimento politico, a una lotta di classe. Non possiamo usare lo schema della razione sociale o politica o culturale».

              E´ proprio il contrario di ciò che ha detto Grillo: a Bologna c´era la vera politica, fatta dai cittadini, con una proposta di legge sostenuta in massa, un blog cliccatissimo.

                «Io penso che ci vorrà qualche tempo per esaminare il fenomeno. Voglio leggere di più, capire. Vedere se è stata una folata di vento oppure è una brezza costante. Possiamo dire questo con certezza: ha funzionato il blog. Non è tanto questione di ciò che Grillo ha urlato in piazza, ma che la piazza era strapiena. Questo gli va riconosciuto. Un po´ di anni fa vennero da me due ragazzi per propormi di aprire un sito. Risposi: ma che dite, io scrivo un articolo ogni tanto, non funzionerebbe. Mi ero sbagliato, la rete è davvero potente».

                A prima vista le sembra una folata o un ciclone?

                  «Non lo so. L´esistente di oggi è forte e debole allo stesso tempo. Che sia forte lo abbiamo visto a Bologna. La sua debolezza è che alla fine si condensa nel semplice esistere. Lei condenserebbe l´aria? L´esistente è vaporoso, chi lo cavalca può avere grandi successi iniziali ma poi deve dirci: lo condenso in un movimento, in una lotta, in una sinistra, in qualcosa. Fenomeni del genere ne abbiamo avuti, anche recentemente. Dai girotondi di Nanni Moretti al settimanale Diario di Deaglio. Dove sono finiti? Alla fine rappresentano l´esistente e il momento, fanno battaglie riconoscibili. L´antiberlusconismo, per esempio. Che poi magari non si condensa in nulla. Se va bene in un circolo per Prodi».

                  Il destino di Grillo è segnato perciò?

                    «Per carità, può darsi che sia destinato a durare. Resta però quella che io chiamo la società-coriandoli: tante realtà difficili da ricondurre a un´unica formula. Come si governa questa società? Io ne ho discusso pubblicamente con Prodi. Secondo lui, è sufficiente avere un disegno preciso, politico, unitario. Per me si governa condensandola altrimenti i coriandoli sfuggono da tutte le parti. Ma tutt´e due le culture fanno fatica, questa è la verità».

                    E l´esistente vince.

                    «Stravince. E a me fa paura».