“Intervista” De Berardinis: Conad lancia la sfida a Auchan

22/09/2003




domenica 21 settembre 2003

economia e lavoro

L’intesa con la francese Leclerc rafforza la competitività dei due gruppi. Nel 2003 vendite in aumento del 14,2%
Conad lancia la sfida a Auchan
L’amministratore delegato De Berardinis: la politica dei prezzi arma vincente

Laura Matteucci

MILANO Il gruppo Conad inizia a riscuotere la scommessa fatta sull’Europa. Nel 2001, Conad (Consorzio nazionale dettaglianti) ha stretto un accordo strategico con il gruppo Leclerc, leader in
Francia della moderna distribuzione (quota di mercato del 16,9%),
in un progetto di integrazione tra i due gruppi cooperativi che, insieme,
possano essere in grado di competere con le maggiori strutture presenti sul mercato, a partire dalla catena Auchan.
Come spiega l’amministratore delegato di Conad, Camillo De Berardinis: «Siamo partiti da un anno, tra altri due al massimo saremo a regime, e potremo beneficiare di tutte le sinergie che un accordo di questo tipo comporta».
Alla fine di ottobre Leclerc inizierà a distribuire prodotti Conad sul mercato francese (e al gruppo italiano richieste stanno arrivando anche
da parte di altri Paesi europei), ma l’accordo prevede anche lo sviluppo degli ipermercati in Italia, oltre ad un progetto di integrazione logistica al
fine di migliorare la competitività e abbattere i costi. E, in ultima istanza,
l’obiettivo è la realizzazione di una centrale europea di acquisti e di
marketing che preveda accordi con più distributori europei.
Buoni, intanto, i conti dei primi sette mesi del 2003, con un incremento
delle vendite sul 2002 del 14,2% (mentre il mercato della distribuzione registra un tasso medio di crescita intorno al 7,3%). I 2.720 punti vendita
associati – suddivisi tra supermercati, negozi di prossimità, ipermercati e
superstore, per un totale di oltre un milione di metri quadrati di aree vendita, una presenza capillare sul territorio nazionale – hanno raggiunto un giro d’affari di oltre 6mila milioni di euro e una quota di mercato vicina al 10%. E per il 2003 è previsto un incremento dei risultati del 10%.
De Berardinis, Conad continua ad aumentare le vendite, il che fa
pensare ad una convenienza che i clienti giudicano positivamente: a fronte delle proteste dei consumatori per gli eccessivi rialzi dei prezzi, e delle polemiche in merito che investono anche la grande distribuzione, qual è la vostra politica commerciale?
«Il problema dei prezzi dipende da molti fattori. Anche climatici. Ci sono
state delle gelate, per esempio, anche se è vero che in genere questi sono inconvenienti che vengono riassorbiti. La questione non può venire addebitata all’introduzione dell’euro in sè, piuttosto a fenomeni collegati, arrotondamenti, comportamenti speculativi, aumenti delle tariffe. Tra l’altro, uno dei settori più stabili è proprio quello alimentare, quello che ha tenuto di più. E questo, anche perchè la competizione tra distributori funziona da calmiere per i prezzi».
Ma la vostra linea rispetto agli aumenti qual è?
«È sempre stata quella di cercare di riassorbire i rincari alla produzione, e di non scaricarli automaticamente sul consumatore. Gli aumenti di listini dai fornitori arrivano, questo è fuori di dubbio. Noi cerchiamo di negoziarli, di riassorbirli per quanto è possibile, di trasferirli al consumatore ridimensionati e distribuiti anche nel tempo. Abbiamo anche stretto degli accordi con Coldiretti e associazioni di produttori proprio per governare meglio il fenomeno. Comunque, va considerato un altro fattore, un aspetto di cultura dei consumi: se si seguisse la stagionalità dei prodotti, i prezzi sarebbero senza dubbio differenti. Non critico l’apertura dei mercati, un fenomeno di per sè positivo, però è evidente che il consumo fuori stagione determina una lievitazione dei prezzi».
Il gruppo è in continua espansione.Quali sono le linee guida nel
breve e medio periodo?
«Gli interventi sulla rete, di ristrutturazione e di ampliamento, sono costanti. In particolare, stiamo sviluppando il canale degli ipermercati: a metà novembre ne apriremo uno nuovo in provincia di Napoli, l’anno prossimo sono previste sei inaugurazioni. E questo va di pari passo con il consolidamento e lo sviluppo dell’area della marca commerciale, che per noi resta fondamentale. Penso innanzitutto alla linea Sapori & Dintorni, lanciata nel 2001, che caratterizza la nostra offerta di specialità della tradizione regionale italiana: in un solo anno di vita si è arricchita fino a 90 referenze, raggiungendo un fatturato di oltre 35 milioni di euro. Decisamente, un successo superiore alle nostre aspettative, una linea
sulla quale puntiamo molto e che intendiamo sviluppare ulteriormente».
E per quanto riguarda le politiche internazionali?
«Stiamo già approfondendo la possibilità di accordi con due distributori
extraeuropei, uno giapponese ed uno americano, e con un distributore inglese. Spero che per la prossima primavera saremo già in una fase avanzata di realizzazione degli accordi. La partnership stretta con Leclerc contiamo possa andare a regime al massimo tra due anni, e il nostro obiettivo finale è quello di realizzare una centrale europea, che per conto di più distributori di vari Paesi possa operare attraverso importazioni
comuni e competere con i maggiori gruppi presenti sul mercato».