“Intervista” Damiano: «subito nuovi coefficienti»

18/06/2007
    domenica 17 giugno 2007

      Pagina 9 – Economia

        L´Intervista

          Il ministro del Lavoro: ora ci vuole un atto di responsabilità di tutte le parti sociali

            Damiano: "Via lo scalone
            ma subito nuovi coefficienti"

              "Sono incomprensibili le critiche di Montezemolo"

              ROBERTO MANIA

              ROMA – Via lo scalone, ma entro giugno dovranno arrivare anche i nuovi coefficienti di trasformazione delle pensioni. Cesare Damiano, ministro del Lavoro, fissa l´obiettivo del governo, per ridisegnare il welfare state italiano. Precisa che le risorse per sostituire lo scalone con un percorso graduale di innalzamento dell´età pensionabile, saranno recuperata da un mix di misure. Poi attacca Montezemolo: «Le sue critiche mi lasciano perplesso. Il governo non è confuso». Ma Damiano non nasconde che il futuro dell´esecutivo dipende anche dall´accordo con le parti sociali. «Per questo – dice – ci vuole un atto di responsabilità da parte di tutti».

              Il confronto sulla previdenza sembra partito bene. Tuttavia restano da individuare le risorse per sostituire lo scalone che dal prossimo anno porterà l´età per la pensione di anzianità da 57 a 60 anni. Come le troverete?

                «Sicuramente è stata una buona partenza, frutto di un lungo lavoro di concertazione. Il governo ha dimostrato di avere una linea organica che incide in profondità sullo stato sociale. C´è una forte spinta riformatrice che porta a destinare il 75 per cento dell´extragettito ai pensionati a basso reddito e ai giovani del lavoro precario. Il negoziato sarà stringente per chiudere entro il 28 giugno. Per quanto riguarda la sostituzione dello scalone con un percorso più graduale, confermo che serviranno ulteriori risorse».

                Dove saranno reperite?

                  «Attraverso una razionalizzazione della spesa. Abbiamo già fatto l´esempio dell´accorpamento degli enti previdenziali, che non coinvolge l´Inail».

                  Arriveranno due miliardi come aveva stimato il presidente Prodi?

                    «Stiamo facendo i conti. Verificheremo con le parti sociali. Ma questo è solo un esempio. Penso che si debba intervenire ancora dove resistono privilegi e differenze nel sistema previdenziale. Ci sono fondi speciali, ad esempio, che hanno rendimenti più alti degli altri».

                    Quali sono?

                      «Lo verificheremo. Del resto sono stato io, al tavolo della concertazione, a sollevare il problema dell´armonizzazione dei trattamenti pensionistici dei parlamentari pur non essendo questo un terreno di competenza del governo».

                      Esclude che si possa ricorrere ancora all´aumento dei contributi ?

                        «Gradualmente pensiamo di aumentare i contributi dei parasubordinati, che con l´ultima Finanziaria sono già passati dal 18 al 23 per cento».

                        In alternativa agli "scalini" si potrebbero adottare le cosiddette "quote", cioè tenere conto dell´età e dei contributi?

                          «Non escludo alcuna soluzione tecnica che dia il medesimo risultato in termini finanziari».

                          Con la nascita del SuperInps, la Cisl sostiene che si rischia di "far fuori il sindacato dagli enti previdenziali". È questo l´obiettivo del governo?

                            «Francamente non confonderei i piani. Una cosa è la razionalizzazione della spesa, un´altra è la funzione di indirizzo e vigilanza dei sindacati che non sarà intaccata. D´altra parte se si parla di tagliare i costi della politica, questo deve valere per tutti».

                            Sembra profilarsi un rinvio per l´aggiornamento dei coefficienti. Una vittoria dei sindacati e dell´ala più massimalista della coalizione?

                              «Il nostro obiettivo è quello di chiudere tutto entro il 28 giugno, quando sarà presentato il Dpef. Compresi dunque i coefficienti. Sui quali il presidente Prodi è stato fin dall´inizio molto chiaro: la revisione periodica dei coefficienti è un elemento che garantisce la sostenibilità finanziaria del sistema, visto che, per fortuna, si è allungata la vita media. Siamo disponibili ad aprire un confronto sui parametri che definiscono i coefficienti perché in questi anni molte cose sono cambiate, a cominciare dalla flessibilità del lavoro che incide non poco sui futuri assegni pensionistici dei giovani. Per costoro si possono trovare misure di salvaguardia».

                              Non crede che la battaglia contro lo scalone confermi un certo strabismo della sinistra: iperattenzione a non più di 130 mila persone, che secondo le stime dell´Inps verrebbero coinvolte, e poca attenzione su altre categorie?

                                «Detto che le stime dell´Inps mi sembrano realistiche, vorrei aggiungere che la nostra proposta interesserà almeno due milioni di pensionati a basso reddito e 300 mila giovani flessibili. Aggiungo che il governo intende escludere dall´aumento dell´età chi svolge lavori particolarmente pesanti e faticosi. Le sembra strabismo?».