“Intervista” Damiano: «L’obiettivo? Che il lavoro sia stabile»

28/05/2007

    luned� 28 maggio 2007

    Pagina 5 – Economia

    Damiano: �L’obiettivo?
    Che il lavoro sia stabile�

      IL MANIFESTO del nuovo Pd: lo spiega ai lettori dell’Unit� il ministro. Il cardine: la lotta per dare certezze, cancellare il “nero”, per una nuova cultura della salute e della sicurezza. E la legge 30? Una riforma contro le forme pi� precarizzanti, dalla chiamata all’affitto ai contratti di inserimento…

      Lo sciopero generale? Sta nelle prerogative del sindacato, ma ci sono proposte su cui discutere

      di Laura Matteucci / Milano

        Il Manifesto � il contenuto, il Forum – iniziative in tutta Italia, una grande assemblea nazionale a Roma entro l’estate – il contenitore. L’Unit� pubblica oggi il Manifesto del lavoro del Partito Democratico, approvato contestualmente dai congressi Ds e Margherita, frutto di �una lunga ricerca comune� tra l’attuale ministro del Lavoro Cesare Damiano e il suo ex omologo Tiziano Treu iniziata gi� dal congresso di Pesaro del 2001, poi continuata dall’attuale responsabile Lavoro dei Ds, Pietro Gasperoni. Il documento, insomma, parte da lontano per diventare uno dei punti cardine del partito che verr�. La �dimostrazione�, spiega Damiano, che �esperienze diverse come la mia e quella di Treu – l’uno ex sindacalista iscritto al Pci, laico, l’altro docente universitario di orientamento socialista, cattolico – possono trovare una sintesi costruttiva�. Obiettivo: ribadire la centralit� dei temi del lavoro anche all’interno del nuovo partito. Uno strumento in pi� per �la definizione del profilo del futuro Pd�, come dice Damiano, base della discussione che il Forum del lavoro, che verr� lanciato il 4 giugno, intende promuovere.

          Dai temi generali a quelli di queste ore: Damiano parla anche dell’incontro di stasera per cercare di chiudere l’accordo con gli statali, passando per la conferma della modifica della legge 30, e tornando alla questione pi� spinosa: la riforma delle pensioni.

          Ministro, partiamo dalle linee guida del Manifesto, le stesse che il governo ha gi� tracciato.

            �Il cardine � la continuazione della lotta per la stabilizzazione del lavoro, contro il lavoro nero, la precariet�, per una nuova cultura della salute e della sicurezza. L’intenzione � di offrire nuovi strumenti di tutela di fronte alla disoccupazione e rivedere il sistema previdenziale in modo che venga mantenuto in equilibrio, senza peraltro disconoscere le esigenze soprattutto delle nuove generazioni�.

            Il prossimo passo, dopo l’approvazione del Manifesto?

              �Adesso possiamo lanciare il Forum, che va costruito in ogni citt� con iniziative cui concorrano rappresentanti delle istituzioni, del mondo del lavoro, delle imprese, della cultura. Bisogna dare vita a luoghi di dibattito decentrati, che possano confluire in una grande assemblea nazionale, alla presenza di Prodi, Fassino, Rutelli�.

              Il lavoro tra i temi centrali del Pd, lei dice. Per� n� lei, n� Treu figurate nel Comitato dei 45, promotore del futuro partito. Non sembra un bel segnale…

                �Cerco di dare una lettura positiva a scelte che mi rendo conto essere difficili. Del resto, sono confortato dalla presenza di Donata Gottardi, che ha costruito con noi gran parte dell’elaborazione del Manifesto, e sono anche convinto che attraverso il Forum saremo comunque in grado di consolidare i nostri obiettivi�.

                Uno dei punti chiave � la stabilizzazione del lavoro: quindi la lettura delle ultime dichiarazioni di Prodi contro la legge 30 � confortante.

                  �Pi� che confortante. Trovo molto positivo che Prodi abbia confermato la linea tenuta al tavolo di concertazione per modificare la legge 30 attraverso la cancellazione delle forme pi� precarizzanti: il lavoro a chiamata, lo staff leasing, il contratto di inserimento. Cos� come � importante aver ribadito che il governo intende impedire la ripetizione all’infinito dei contratti di lavoro a termine. Un conto � un periodo di prova, che passa attraverso forme di flessibilit�, un altro conto � rimanere intrappolati in una condizione che da flessibile diventa stabilmente precaria. Il governo ha gi� avanzato le sue proposte, dalla limitazione dell’uso dei contratti a termine al miglioramento delle condizioni del part-time. Ad esempio, consentendo la reversibilit� nella scelta degli orari, la flessibilit� compatibile con situazioni di disagio familiare, o per esigenze di formazione del lavoratore�.

                  Tutte modifiche che portano inevitabilmente allo scontro con le imprese.

                    �Le imprese, Montezemolo l’ha gi� dichiarato, vorrebbero mantenere la legislazione esistente. Noi, invece, abbiamo gi� avanzato proposte di cambiamento al tavolo della concertazione, per cancellare le figure pi� precarizzanti e, creare nuovi ammortizzatori sociali di carattere universale, capaci di tutelare sia i lavoratori stabili sia quelli flessibili. � chiaro che i cambiamenti possono incontrare delle resistenze, ma noi la nostra strada l’abbiamo gi� imboccata�.

                    I call-center insegnano?

                      �Quello � un esempio. Dopo la circolare del giugno scorso si sono levate molte voci contrarie. Abbiamo resistito, e il risultato � che 22mila giovani sono passati da un contratto �a progetto� a uno a tempo indeterminato. Il che ha anche spinto le imprese del settore a cambiare rotta rispetto alla logica da far-west che lo aveva dominato fino a quel momento�.

                      Oggi, in serata, � previsto l’incontro governo-sindacati per la vertenza statali, si spera senza ulteriori rinvii. Si pu� sperare anche che arriverete all’accordo?

                        �Il governo sar� sicuramente in grado di fare proposte per chiudere positivamente. Come sempre, si tratta di fare uno sforzo reciproco�.

                        C’� la questione economica, ma c’� anche la proposta di passare dal contratto biennale a quello triennale, che non sembra essere stata accolta con entusiasmo dal sindacato. Lei come la vede?

                          �� un argomento antico. Personalmente, ritengo che tornare alla cadenza triennale, cos� com’era in passato per i metalmeccanici, sarebbe auspicabile: semplifica il modello, elimina le sovrapposizioni, e consente nell’arco del triennio di svolgere meglio la contrattazione decentrata, aziendale o territoriale�.

                          Insomma, � una proposta che porterebbe al tavolo?

                            �Si pu� aprire un confronto che prefiguri la possibilit� di andare in quella direzione. Naturalmente, � necessario il consenso delle parti sociali�.

                            Dopo gli statali, la riforma delle pensioni, per la quale sta montando la protesta: solo qualche giorno fa la Fiom-Cgil si � espressa a favore dello sciopero generale. Lei intanto vorrebbe chiudere entro giugno, anche per evitare sovrapposizioni con la presentazione del Dpef: pensa sia possibile?

                              �La chiusura entro giugno � l’obiettivo del governo, lo confermo. Sarebbe conveniente per tutti. Quanto allo sciopero, non ho mai messo in discussione l’autonomia del sindacato, e delle sue decisioni. I tavoli di concertazione sono aperti, il governo ha avanzato proposte organiche su tutti i temi. Prodi ha indicato le priorit� – aumentare le pensioni in essere, quelle pi� basse innanzitutto, e migliorare le condizioni dei giovani. Da l� si parte, tenendo conto delle risorse dell’extragettito da destinare allo stato sociale�.