“Intervista” Damiano: «È un trend positivo»

22/03/2007
    giovedì 22 marzo 2007

    Pagina 9 – Economia

    Intervista
    Cesare Damiano

      «Incide l’emersione dal lavoro nero»

        «È un trend positivo
        Si vedono i primi effetti
        delle misure del governo»

          di Giampiero Rossi/ Milano

          Ministro Damiano allora anche l’occupazione si è rimessa in moto?

            «Siamo di fronte a dati positivi, di cui dobbiamo ovviamente rallegrarci. Come sempre, tuttavia, è bene leggere attentamente quei numeri».

            Perché? Forse non rappresentano un’evoluzione reale della situazione in Italia?

              «No, al contrario. Perché è importante sottolineare che aumenta il tasso di occupazione di quasi un punto percentuale e contestualmente diminuisce il tasso di disoccupazione. Però questi dati vanno letti anche alla luce di alcuni fenomeni che si registrano già da qualche anno a questa parte e che possono condurre a una leggera sopravvalutazione».

                Per esempio?

                  «Da una parte la regolarizzazione dei lavoratori immigrati e dall’altra la diversa contabilizzazione degli occupati discontinui. Infatti lo svolgimento di lavori, per esempio, trimestrali da parte di una stessa persona può essere considerato alla stregua di un unico posto di lavoro. Al di là di queste cautele, comunque, non c’è dubbio che siamo di fronte a un trend positivo, che comincia a registrare alcuni effetti delle scelte contenute nella legge finanziaria in materia di lavoro».

                    Quali misure, secondo lei, hanno iniziato a incidere sull’occupazione?

                      «Per esempio accanto alla regolarizzazione degli immigrati c’è il fenomeno dell’emersione del lavoro nero, soprattutto in edilizia e in agricoltura. E questo è il risultato delle normative contenute nel “pacchetto sicurezza” varato nell’agosto scorso. Infatti in sei mesi le nuove norme hanno consentito di sospendere circa 600 imprese edili presso le quali è stata individuata manodopera in nero oltre la soglia del 20%. E secondo i dati dell’Inail tutto ciò ha significato l’emersione di quasi 50.000 posti di lavoro».

                      Ma dal centrodestra c’è chi indica la legge 30 come la principale origine di questa crescita dell’occupazione. Lei che ne dice?

                        «Come abbiamo più volte sottolineato, le nuove modalità di applicazione della legge 30 sono state sostanzialmente recepite dalle imprese, specialmente nei settori industriali. Ma a questo proposito, piuttosto, direi che non si può non sottolineare che anche da questi ultimi dati risulta crescere maggiormente l’occupazione a termine, sia pure accanto all’aumento del lavoro stabile. Ma anche in quest’ultimo caso, possiamo rilevare che una quota rilevante riguarda rapporti di lavoro a tempo parziale».

                        Quindi la questione della precarietà resta aperta?

                          «Sì perché, pur nella loro positività complessiva, anche questi dati confermano l’esistenza del problema della precarietà nel nostro paese, un problema che dovrebbe essere in parte superato attraverso l’applicazione delle norme contenute nella finanziaria e con le altre iniziative che il governo intende intraprendere in questo campo».

                          Ministro, siamo arrivati al giorno dell’apertura degli attesi tavoli di confronto con le parti sociali su temi delicati e decisivi, sia per il governo che per milioni di italiani. Da cosa partirete?

                            «Credo che dopo un minimo di discussione sull’impostazione generale del confronto si procederà alla suddivisione in diversi tavoli a seconda delle diverse tematiche da esaminare: uno per lo sviluppo e la competitività del paese, un altro per le tutele del mercato del lavoro e delle pensioni, un altro ancora per i rinnovi dei contratti del pubblico impiego e per l’applicazione del memorandum».

                            Lei è ottimista sull’esito di questi confronti?

                              «Sono anch’io consapevole che si tratta di un percorso molto complesso, ma resto convinto che la concertazione sia l’unica strada percorribile per affrontare in modo efficace questi nodi delicati».