“Intervista” Cremaschi: occorre un’alta conflittualità

22/04/2003




              Martedí 22 Aprile 2003
              ITALIA-POLITICA
              Cremaschi: occorre un’alta conflittualità


              ROMA – L’unico forse a criticare la linea della Cgil è Giorgio Cremaschi, segretario nazionale dei metalmeccanici, esponente della sinistra della confederazione. A suo avviso servirebbe più conflitto ed è impensabile tornare all’unità con Cisl e Uil.
              Cremaschi, è giusto affermare, come ha fatto Guglielmo Epifani, che occorre fare più sindacato?
              Certo che è giusto, è un’ottima proposta, che vale sempre. Il problema è capire cosa significa, in quale condizione si cala.
              Cosa legge lei nell’attuale situazione?
              Che non ci sono le condizioni per un accordo strategico con Cisl e Uil. Almeno non ci sono oggi. Molti accordi già si stanno facendo.
              Sì, ma c’è una divaricazione di fondo non superabile. Io credo che il Patto per l’Italia sia costituente, contenga un’idea di rapporti con l’impresa e gli imprenditori antitetica a quella della Cgil.
              Non si pone al contrario l’esigenza di avere più unità?
              No, io penso che esiste il problema di fare più sindacato, ma da soli. Quando gli altri non sono disponibili al conflitto noi dobbiamo saper costruire una nostra iniziativa.
              Anche nella vertenza contrattuale dei metalmeccanici?
              Ai metalmeccanici non si può mentire.
              Lei parla di Cisl e Uil. Lo stesso vale per la Confindustria?
              Sì, gli industriali hanno un’idea neoziendalista, antistorica del sindacato, negano il concetto di sindacato nazionale. Va per la maggiore il pensiero inglese di avere tanti sindacatini.
              E la Cgil lotta contro questa visione dei rapporti sindacali?
              Dovrebbe lottare di più. Il problema del nostro sindacato è quello di non essere riusciti ad articolare la lotta generale.