“Intervista” Cremaschi: è solo l´inizio i precari devono sparire

30/05/2002






intervista
(Del 30/5/2002 Sezione: Interni Pag. 2)
IL DIRIGENTE NAZIONALE DEL SINDACATO DEI METALMECCANICI: «RACCOGLIEREMO MIGLIAIA DI FIRME»
Cremaschi: è solo l´inizio i precari devono sparire
«Gli impieghi atipici sono una truffa colossale ai danni dei più deboli: come mai questi contratti non si applicano prima di tutto ai manager?»

ROMA
IL referendum di Rifondazione? No: è il referendum della Fiom, che ne ha formalmente approvato il varo al suo congresso». Giorgio Cremaschi, nella segreteria nazionale della Fiom, esponente di spicco della minoranza Cgil di «LavoroSocietà», politicamente vicino al Prc, ribadisce che i metalmeccanici della Cgil intendono utilizzare la raccolta di firme a sostegno del referendum che vuole estendere la tutela reale contro i licenziamenti senza giusta causa anche ai dipendenti delle imprese con meno di 15 addetti. «E se il governo insiste – attacca – nessuna trattativa e sciopero generale. Anche della sola Cgil».

Insomma, rivendicate l’iniziativa…

«Noi raccoglieremo le firme, e contiamo di raccoglierne decine di migliaia. Siamo un sindacato, naturalmente, e dunque non solo parteciperemo alla campagna referendaria con una posizione autonoma da quella dei partiti che la sostengono, ma non aderiremo nemmeno a "pacchetti" di referendum. Si tratta di una decisione presa al nostro congresso: tutti i lavoratori devono avere la tutela reale contro il licenziamento. La stessa offensiva di Berlusconi contro l´articolo 18 dimostra che questo è il "diritto dei diritti". Credo, comunque, che la nostra decisione congressuale abbia positivamente influenzato i comportamenti dei partiti».

Chi critica il referendum, in primo luogo, spiega che il quesito interverrebbe ancora una volta solo sul mondo del lavoro dipendente, tagliando fuori atipici, precari, collaboratori…

«Il lavoro atipico è la più colossale truffa ideata ai danni del mondo del lavoro. I "co.co.co" non sono quasi mai manager o consulenti aziendali: sono lavoratori deboli, mal pagati, presi come collaboratori per fare un lavoro dipendente soltanto perché costano molto di meno ai datori di lavoro. Bisogna farli diventare lavoratori dipendenti, e per questo il referendum è solo l´inizio di una grande campagna che intendiamo avviare contro l´uso selvaggio del lavoro atipico e precario, contro la precarizzazione. È un fenomeno che vogliamo ridimensionare, per allargare l´area del lavoro dipendente e stabile».

C´è chi dice anche che il referendum è solo il tentativo di Rifondazione di "mettere il cappello" sul movimento di massa scatenato dalla Cgil e da Cofferati sui diritti.

«Mah, mi sembrano teorizzazioni poco produttive. Rifondazione fa le sue battaglie. Io dico che vi sia una grande questione sociale, quella dei diritti e della lotta alla precarietà, e che va affrontata con decisione».

Ma questo quesito potrebbe danneggiare l´eventuale referendum contro la riforma dell´articolo 18 voluta dal governo…

«Intanto governo e maggioranza devono approvare la loro legge. E poi noi pensiamo che i diritti non si possono "dividere": voteremo sì a tutti e due. A pari lavoro, pari diritti».

Cofferati, si sa, non vede di buon occhio questa iniziativa. Ci sono polemiche in vista nella Cgil?

«Non credo. Se la maggioranza Cgil non sarà d´accordo, sarà un punto di dissenso, non certo di rottura. Del resto, se si arriva al voto sul nostro referendum, qualcuno pensa davvero che la Cgil non darà indicazione di votare "sì"? Sono convinto che lo stesso faranno tanti dirigenti e militanti di Cisl e Uil, ma persino dell´Ugl. La questione dei licenziamenti e dei diritti non è come la scala mobile. È una questione fortissima, sentita da tutti i lavoratori. Colpa, o merito, dell´attacco scatenato da governo e Confindustria».

r. gi.