“Intervista” Cofferati: non siamo isolati e la battaglia sarà lunga

25/02/2002






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(Del 23/2/2002 Sezione: Economia Pag. 6)
A GRANDI PASSI VERSO LO SCIOPERO GENERALE DEL 5 APRILE: �IL GOVERNO CONDUCE UNA TRATTATIVA CON CARTE TRUCCATE�
Cofferati: non siamo isolati e la battaglia sar� lunga
Il segretario della Cgil sottolinea il buon esito degli scioperi spontanei E ammette: potremmo perdere, ma quel che conta � la coerenza

TORINO C�E� l��interpretazione autentica� di Forza Italia, ma per Sergio Cofferati le dichiarazioni di ieri di Silvio Berlusconi, che propone 24 mensilit� di risarcimento economico ai licenziati, a seguito della modifica dell�articolo 18, chiariscono ogni dubbio sulle intenzioni del governo. �Avevamo detto che era una trattativa a carte truccate – scandisce – riflettano quelli che hanno accettato di negoziare�. Il leader della Cgil ieri pomeriggio era a Torino, a discutere (con grande passione) il libro del sociologo Luciano Gallino, che punta il dito sul pesante �costo umano della flessibilit�. Poi, una visita alla redazione della Stampa.

La Cgil ha proclamato uno sciopero generale e una manifestazione, ma � isolata. Come si sente, solo tra trentadue leader delle forze sociali a non aver accettato la proposta del governo di avviare un negoziato sul lavoro?

�Sono molto soddisfatto: lo sciopero spontaneo di stamattina alla Fiat � andato benissimo. Se l�azienda ha annunciato percentuali di adesione doppie rispetto a quelle solite, questo vuol dire che la risposta � stata importante. Sono stati scioperi spontanei, e fatti unitariamente. La nostra, certamente, � una scelta difficile. Perch� quando un sindacato decide di scendere in campo da solo – in un quadro di rapporti unitari che sono da molto tempo fisiologici – sa di compiere una scelta difficile. E soprattutto dolorosa. Del resto, io sono abbastanza vecchio per ricordare di aver partecipato a un altro sciopero generale proclamato dalla sola Cgil, quello sulle pensioni del 1969…�

Il solito Cofferati che sa pronunciare solo dei no, direbbe qualcuno.

�Se avessi detto un "s�", si sarebbero stupiti tutti. A parte gli scherzi, penso che la coerenza abbia qualche valore, e che i comportamenti debbano essere conseguenti. E poi, la proposta che il governo ci ha esposto a Palazzo Chigi � davvero singolare: "trattate voi", ci hanno detto. E nel frattempo c�� una delega che pu� rimettersi in moto in qualsiasi momento. Congelamento � un termine del tutto improprio: in realt� sono stati soltanto modificati i termini dell�esame parlamentare della delega, e nel frattempo si avvia un negoziato su materie che – lo abbiamo ripetuto tante volte, unitariamente – non siamo interessati a negoziare. Come i licenziamenti. N� con il governo, n� tantomeno con le imprese. Non eravamo disposti prima, non lo siamo a maggior ragione adesso. Gli altri decidano�.

Non era meglio partecipare comunque al confronto con le imprese, e aspettare? Nessuno vi avrebbe impedito di ricorrere pi� avanti agli scioperi.

�Cosa dovevamo aspettare? Io non partecipo alla trattativa sulla delega lavoro. Anche perch� intanto alla Camera vanno avanti altre deleghe, sul fisco e sulla previdenza, a cui noi siamo contrari. Che i miei "soci" ci riflettano. Abbiamo scelto, invece, di proclamare la manifestazione nazionale del 23 marzo e lo sciopero generale del 5 aprile, con una tempistica studiata per pesare sul dibattito parlamentare. Non vorrei che con l�enfasi giustamente data alla questione dell�articolo 18 passino in secondo piano gli effetti devastanti della delega sulla previdenza, che ridurr� in modo drastico le pensioni dei giovani e metter� a rischio l�equilibrio del sistema e le pensioni dei pi� anziani. Insomma, il nostro sciopero generale contesta le quattro dannose deleghe del governo: scuola, fisco, previdenza, lavoro�.

Eppure, un congelamento dell�iter parlamentare potrebbe essere considerato gi� un primo successo del sindacato.

�Non � un caso se abbiamo usato lo stesso termine – stralcio – che adottammo nel 1994. Cgil-Cisl-Uil chiedono che quei provvedimenti vengano cancellati. La proposta del governo comporta soltanto un rallentamento del percorso parlamentare. E noi dovremmo accettare di negoziare con un fucile puntato addosso, sotto ricatto? Io penso che sia un errore grave. E poi il governo dice: discuti con le imprese di tutti i contenuti della delega. Dunque, anche dell�articolo 18 o dello Statuto dei Lavoratori. Noi non siamo disposti�.

Il presidente di Confindustria Antonio D�Amato si accinge a rilanciare, con una proposta ampia sul sistema contrattuale. Gli industriali puntano a una "semplificazione" dei livelli contrattuali, imponendo una scelta alternativa tra la contrattazione nazionale e quella territoriale o aziendale, e un diverso raccordo tra contrattazione collettiva e individuale. In particolare, si pensa di consentire all�impresa e al singolo lavoratore di scegliere insieme (all�interno di un men� di opzioni) un mix di soluzioni "collettive" e "individuali".

�Osservo solo che l�autore delle proposte � tra gli estensori del "Libro Bianco" del governo; � membro del Comitato scientifico di Confindustria; � il relatore che proporr� le modifiche al sistema contrattuale. Quando parlo di collateralismo tra Esecutivo e Confindustria, non dico cose campate in aria�.

La Cgil, recentemente, ha condotto due battaglie da sola, in nome della coerenza: quella sui contratti a termine, e la vertenza per il contratto dei metalmeccanici. Ci sono stati scioperi, manifestazioni – anche imponenti – ma avete perduto. Non temete l�isolamento, e una nuova sconfitta?

�Non lo avverto, questo tremendo isolamento. Un�organizzazione sindacale, per sua natura, deve cercare un accordo, e utilizza il conflitto per cercare un accordo. Un sindacato media su questioni come l�orario, il salario; non pu� mediare sui diritti delle persone. I diritti – specie quelli fondamentali, che incidono sulla libert� delle persone – o ci sono o non ci sono. La Cgil pu� essere sconfitta? � certo cosa possibile. Ma io sono fiducioso. Ci sar� la nostra grande manifestazione nazionale del 23 marzo; ci sar� lo sciopero generale del 5 aprile. Produrranno effetti, ne sono convinto. Non saranno sufficienti? Ma noi siamo in campo, con il consenso delle persone che rappresentiamo. Anche nel 1994 ci fu un intreccio di trattative e di iniziative di lotta. Alla fine ci fu un accordo�.

E come commenta la scelta di Cisl e Uil di negoziare?

�Non voglio polemizzare con Cisl e Uil. Penso che abbiano fatto una scelta sbagliata, un errore grave, ma hanno il diritto di decidere come meglio credono. Quel che conta, per me, � tenere la barra dritta sulla rotta che abbiamo deciso insieme. Io non condivido l�idea di trattare un tema – l�articolo 18 – di cui avevamo chiesto la cancellazione�.

Siete accusati di avere un altro obiettivo, di tipo politico: voler dare una "spallata" contro il governo Berlusconi.

�Io ho, come avvenne pure nel 1994, obiettivi esclusivamente sindacali. So benissimo di trascinarmi dietro una croce: tutto quel che faccio, si dice, lo farei per una ragione politica. Ma il tempo � galantuomo. Noi non protestiamo contro il governo. Lottiamo contro il governo per ragioni di merito�.

Insomma, vuole proprio tornare alla Pirelli… ma non si sa quanto Tronchetti sia felice di poterla riannoverare tra i suoi dipendenti…

�Torno, torno!�.

(a cura di Roberto Giovannini)




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