“Intervista” Cofferati: «Il riformismo di Napolitano ci spinge al partito democratico»

15/05/2006
    sabato 13 maggio 2006

    Pagina 9 – Politica

    Cofferati
    �Il riformismo di Napolitano
    ci spinge al partito democratico�

      Giovanni Cerruti
      inviato a BOLOGNA

        �Siamo in buone mani…�. Sergio Cofferati ne parla con una certa cautela, quasi a voler nascondere una soddisfazione che dev’esser stata notevole. Giorgio Napolitano al Quirinale, ma questo Cofferati non lo dice, � una piacevole vendetta per chi dai tempi del Pci era nell’area riformista, o �migliorista�.

          �La mia collocazione era in quell’area l� – racconta nel suo ufficio all’ora di pranzo, un gambo di sedano, qualche pomodorino e un caff� – Bufalini, Di Giulio, Chiaromonte, Lama, Napolitano. Inevitabile che, per un giovanotto com’ero, fossero il mio punto di riferimento�. E’ rimasto solo Napolitano, ed � Presidente della Repubblica. Il sindaco di Bologna l’ha chiamato subito: �Spero di averti a Bologna nella tua nuova funzione�. Ma sono stati mesi, e questo Cofferati lo dice, che nei Ds e nel centrosinistra hanno lasciato �graffi e dolorosi ematomi�. La cura? �Il Partito democratico, subito�.

            Sindaco Cofferati, che Presidente sar� Napolitano?

              �Per la sua storia, per come � fatto, per il suo modo di agire, di lavorare e di comportarsi, sar� un Presidente di garanzia. Sapr� assicurare al meglio la continuit� dopo i 7 anni di Carlo Azeglio Ciampi�.

                Personaggi simili?

                  �Fanno parte di una generazione di persone che, al di l� della collocazione partitica, hanno sempre avuto grande senso dello Stato, rispetto delle Istituzioni, delle differenze e della dialettica. Rispetto a Ciampi quello di Napolitano � stato un percorso tutto politico, ma singolarmente hanno un punto di consonanza che � l’Europa. E Napolitano fin dai tempi in cui era responsabile della politica estera del Pci era un convinto europeista�.

                    Con il suo ingresso al Quirinale, hanno osservato in molti, finisce una storia, quella dell’esclusione della tradizione comunista dal vertice delle istituzioni.

                      �Su questo non sono d’accordo, quella storia era gi� finita e penso a Nilde Iotti, Pietro Ingrao e lo stesso Napolitano Presidenti della Camera. Penso a Massimo D’Alema a Palazzo Chigi. E aggiungo che era finita anche nei rapporti pi� delicati, interni allo Stato, con lo stesso Napolitano che diventa ministro dell’Interno. Pu� essere una storia che non finir� mai solo per persone che hanno commentato la sua elezione come Calderoli, o in parte Berlusconi�.

                        Si ricorda quando l’ha conosciuto?

                          �All’inizio degli Anni 70 quando lui era gi� una figura di spicco nel gruppo dirigente del Pci e io cominciavo la mia esperienza sindacale. Lavoravo ancora in Pirelli e feci il mio primo intervento pubblico alla Conferenza Operaia del Pci a Genova, nel ‘74. La relazione introduttiva era stata di Di Giulio, le conclusioni di Napolitano, perch� allora per una buffa ripartizione il Pci affidava economia e lavoro ai dirigenti pi� moderati�.

                            Segretario della Cgil era gi� Lama.

                              �Era una delle grandi figure dei Riformisti. Nella storia del sindacato italiano il profilo riformista � stato sempre e assolutamente prevalente rispetto a quello radicale�.

                                Quello alla Fausto Bertinotti?

                                  �Al congresso di Rimini, il congresso della Svolta dopo la Bolognina, ricordo che le due anime dei dirigenti della Cgil iscritti al partito erano state rappresentate da un intervento di Bertinotti per Ingrao e per i riformisti-miglioristi tocc� a me. Intervenimmo per ultimi, la sera, dopo che i dirigenti del partito avevano gi� concluso la giornata�.

                                    E i suoi rapporti in questi anni, con Napolitano?

                                      �Sono rimasti di grande rispetto, anche se il Presidente non ha per nulla condiviso una parte delle mie posizioni degli ultimi anni�.

                                        Quando ha lasciato la segreteria della Cgil e ha riempito le strade di Roma?

                                          �Me l’ha sempre detto, posizioni “eccentriche e discontinue rispetto al tuo passato pi� recente”. Io invece ero e resto dell’idea che un’efficace politica riformista abbia bisogno di scelte radicali quando si tratta di diritti�.

                                            E come sindaco di Bologna?

                                              �Ha espresso apprezzamento di recente, anche pubblicamente, sulla questione della legalit�.

                                                Il compito pi� difficile, per il nuovo Presidente?

                                                  �Il primo. Contribuire al ritorno della normalit�. Il centrodestra ha commesso un grande errore nel non trasferire il rispetto per Napolitano nel voto. Normalit� � il rapporto dialettico tra diversi che non mette mai in discussione la rappresentanza e la legittimazione. Dal Colle dovr� dipanare i lunghi fili delle Riforme�.

                                                    Il no del centrodestra a Napolitano potrebbe avere conseguenze?

                                                      �Quel che pi� mi preoccupa � il clima che hanno instaurato nella politica italiana. Sono modelli imitativi, le tensioni scendono per li rami e quel che � difficile a Roma lo � anche a Palermo o a Bologna. E il Paese non ne ha assolutamente bisogno�.

                                                        Rimedi?

                                                          �Dovremo lavorare per ricostruire questa normalit�. Chi ha il compito di governare fissi le azioni coerenti, e poi conto molto sul cambiamento della politica�.

                                                            E nel centrosinistra?

                                                              �Nel campo dove milito il Partito Democratico non solo � un’occasione, � un bisogno. Qui a Bologna si sono gi� riunite le segreterie di Margherita e Ds, hanno gi� cominciato a mettere i mattoni, siamo avanti. Ci sono tutte le condizioni, qui e ovunque, per accompagnare l’azione di Governo con il cambiamento della politica�.

                                                                Anche nel centrodestra?

                                                                  �Me lo auguro. Le elezioni politiche e quelle dei livelli istituzionali li hanno dilaniati, e ancora di pi� lo saranno con le conseguenze della bocciatura della pessima Riforma Costituzionale�.

                                                                    Per� sono rimaste parecchie scorie.

                                                                      �L’impegno nella costruzione del nuovo Partito Democratico aiuter� a sedimentare quelle scorie dopo gli appuntamenti sofferti delle ultime settimane. Le tensioni nei gruppi dirigenti, i nervosismi che si intravvedono, possono essere pi� facilmente superati se c’� un processo nuovo. Se ci si ferma � inevitabile stare a guardare graffi ed ematomi�.

                                                                        Lei non fa nomi, ma le responsabilit� restano.

                                                                          �E’ evidente che il discorso degli assetti istituzionali ha lasciato tracce, segni forse inevitabili. Non � che si possa decidere tutto prima, ma forse ci voleva qualche orientamento pi� affinato�.

                                                                            Partito Democratico subito, dunque.

                                                                              �Se ci sar� questa novit� anche il governo ne trarr� vantaggio�.

                                                                                Altrimenti?

                                                                                  �Avranno pi� spazio gli elementi di distinzione. E si sentir� di pi� il dolore…�.