“Intervista” Cobolli Gigli: Gli ipermercati pronti a competere

22/07/2005
    venerdì 22 luglio 2005

    NORME E TRIBUTI – pagina 28

      Intervista / Cobolli Gigli ( Federdistribuzione)

        Gli ipermercati pronti a competere

          S. TOD.

            ROMA • Porte aperte agli Otc, ma il farmacista resti a casa. Questa la linea della grande distribuzione nel giorno della conversione in legge del decreto sui listini di classe «C» .

            «Siamo pronti a vendere i farmaci Otc in modo etico, escludendo il ricorso a forme promozionali diverse, rispettando gli eventuali tetti di sconto previsti dalla Salute e offrendo una rete di circa 20mila punti vendita. Ma la figura del farmacista non è assolutamente indispensabile», spiega Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione, che riunisce i nomi più prestigiosi della distribuzione italiana (60 miliardi di fatturato, su un totale di 90).

            Cogliete al volo l’occasione.

            Quando il ministro della Salute ha iniziato ad affrontare il problema del prezzo dei farmaci, assieme alle Coop e alla Conad abbiamo scritto a Storace che saremmo stati pronti a incontrarlo per affrontare il problema. La prima lettera è di qualche mese fa, l’ultima è stata inviata da pochi giorni. Ancora non ci ha risposto. Ma se ne può parlare a settembre.

            Nell’interesse del cittadino?

              Nel nostro interesse, è ovvio. Fatto sta che questo, in più d’un caso, collima con l’interesse del consumatore.

              Ovvero?

                Il cittadino troverebbe i farmaci da banco in circa 300 ipermercati, oltre 7mila supermercati e altri punti vendita, come i discount, a un prezzo inferiore e soprattutto in orari e in giornate in cui l’approvvigionamento è più difficile. L’orario continuato e le aperture festive di molti magazzini sono un punto a nostro vantaggio.

                Ventimila punti vendita in più non sono sono un’enormità?

                  Ci allineeremmo a quanto già accade in altri Paesi Ue, come Inghilterra, Germania, Spagna, dando un’offerta e un servizio migliore al consumatore.

                  Avete già ragionato sui fatturati?

                    Oggi per l’Otc si spendono circa 30 euro l’anno a testa: con più punti vendita potrebbe esserci una parziale crescita delle vendite, ma con lo sconto il peso resterebbe più o meno lo stesso.

                    E se la presenza del farmacista rimanesse vincolante?

                      In quel caso servirebbe un investimento e a decidere sarebbero i singoli proprietari delle catene. Credo però che buona parte dei nostri punti vendita, ipermercati, supermercati e grandi magazzini, si muoverebbe su questa strada. Ma io resto convinto che del farmacista si può fare a meno. «Si può fare a meno del farmacista all’interno del punto vendita»