“Intervista” Cittadini: «Gli ipermercati ci soffocano»

15/02/2002





�Gli ipermercati ci soffocano�
MILANO – �La distribuzione moderna sta mettendo troppo sotto pressione l’industria di marca. Essere presenti nella distribuzione moderna � sempre pi� costoso per le imprese, oggi siamo arrivati a livelli insostenibili e, in troppi casi, irragionevoli�. A lanciare il grido d’allarme sulle tensioni tra industria e distribuzione � Paolo , presidente e amministratore delegato di Sanpellegrino (gruppo Nestl�). Un marchio storico nelle bevande, con una quota di mercato del 30% in Italia, un’importante presenza all’estero, a fronte di un giro d’affari intorno agli 850 milioni di euro.
Dottor Cittadini, cosa sta accadendo?
Il livello dei costi che l’impresa di marca deve sopportare per essere presente nella distribuzione moderna � esorbitante, a fronte di prestazioni modeste da parte delle catene commerciali. Andando avanti cos� rischiamo una situazione ingovernabile.
Pu� farmi degli esempi?
Gli investimenti in pubblicit� e quelli verso le catene distributive oggi sono in un rapporto che oscilla tra uno a due oppure tra uno a tre. Ogni anno che passa dalle catene distributive arrivano richieste di ulteriori incrementi degli sconti sui prodotti. La concentrazione che c’� oggi nella distribuzione italiana induce peraltro i gruppi commerciali a mostrare i muscoli. Invece in molti casi sono solo richieste a fronte di nulla, perch� non ci sono iniziative concrete per far crescere realmente il mercato.
Avete preso delle contromisure?
Abbiamo fatto innanzitutto chiarezza al nostro interno, evidenziando nella struttura dei costi del gruppo un complesso di voci che abbiamo denominato come trade spend, per capire quanto ci costa la distribuzione moderna in rapporto a quanto spendiamo a sostegno della nostra marca. Senza un controllo attento le aziende rischiano molto.
Quali sono i nodi da sciogliere?
Innanzitutto le trattative commerciali in Italia iniziano tardi e sono troppo lunghe. In secondo luogo le esperienze di politiche di marketing condivise tra industria e distribuzione sono ancora molto limitate. La recente introduzione del regolamento sulle vendite sottocosto rischia di creare ulteriori complicazioni perch� ha cambiato qualche regola del gioco. Spero proprio che non si arrivi alla situazione francese, dove il costo della distribuzione � arrivato anche al 50% del fatturato delle imprese. Oggi in Italia, a seconda dei comparti, siamo tra il 25% e il 30 per cento. � ora di riflettere.
V.Ch.

Venerd� 15 Febbraio 2002