“Intervista” Casadio: si è preferito il tatticismo alla coerenza

17/06/2003




martedì 17 giugno 2003

IL SEGRETARIO «COFFERATIANO»
Casadio il «ribelle»: si è preferito il tatticismo alla coerenza

      ROMA – «Adesso la Cgil deve riflettere bene sul perché ha fatto una scelta di tatticismo anziché di coerenza». Giuseppe Casadio ( nella foto ) è il segretario confederale che insieme con altri 4 segretari «cofferatiani» si è opposto alla decisione del leader, Guglielmo Epifani, di schierare la Cgil per il sì. Lui era perché si lasciasse libertà di voto.
      Se Epifani avesse seguito la sua proposta, oggi non sarebbe tra gli sconfitti.
      «Il risultato del referendum conferma che sarebbe stato utile evitare di collocare la Cgil a sostegno del sì. Mi ricordo che un anno fa, quando incontrammo i promotori, sottolineammo proprio il rischio che il quorum non fosse raggiunto e i danni che questo avrebbe provocato allo stesso istituto referendario. Cosa che è puntualmente avvenuta».

      La Cgil non solo ha scelto il sì, ma ha fatto anche campagna per questo. Ma viene il dubbio che neppure i vostri vi abbiano seguito compatti.

      «I nostri è facile mobilitarli quando indichi loro un obiettivo chiaro e il modo in cui raggiungerlo in termini sindacali, cioè attraverso, piattaforme, trattative, accordi. Questa è la nostra logica e chi sta nella Cgil lo sa».

      Che cosa non ha funzionato?

      «Non ha funzionato il "sì, ma". Se c’è un insegnamento per il futuro, è che la Cgil deve sempre scegliere la coerenza, anche quando è difficile da gestire. Le scelte devono essere nitide, riconoscibili, anche per l’ultimo degli iscritti. E nell’organizzazione bisogna recuperare un di più di unità».

      E adesso?

      «Adesso bisogna respingere le conseguenze negative di questo referendum e in particolare l’uso strumentale che vogliono farne governo e Confindustria, quando dicono che il risultato avalla le politiche seguite finora. Cominceremo mercoledì, spiegando al sottosegretario Maurizio Sacconi che il decretone sulla controriforma del lavoro non va bene».
Enr. Ma.


Politica