“Intervista” Carra: «Parla così perché ormai è sceso in politica»

06/06/2002




          Del 6/6/2002 Sezione: Interni Pag. 4)
          «Parla così perché ormai è sceso in politica»
          Carra: il ticket con Prodi? Berlusconi andrebbe a piedi alla Madonna di Pompei...

          ROMA E´ sbalorditiva la vis polemica di Cofferati, forse provocata da altre ragioni poco comprensibili». Sono le nove della sera di una giornata durissima per l´Ulivo e per Rutelli in particolare, quando l´agenzia Ansa batte la dichiarazione sopra citata. A insinuare il dubbio che le mosse di Cofferati siano dettate non dalla difesa dell´articolo 18 ma, appunto, da «altre ragioni» è Enzo Carra, deputato della Margherita e tra i più fidati «consiglieri» di Rutelli. Già noto come portavoce di Forlani ed espertissimo navigatore nel mare della politica (e delle sue trappole), Carra rivela quel che anche nell´Ulivo, ormai, molti pensano ma non dicono: e cioè che la guerra di Cofferati sarebbe una guerra tutta politica. Con in palio non l´articolo 18 ma la leadership del centrosinistra.

          Onorevole Carra, quali sarebbero le «altre ragioni» alla base del comportamento di Cofferati?

          «Motivi che non riguardano né la Cgil, né il sindacato e neppure l´articolo 18. C´entrano, piuttosto, i rapporti a sinistra, il dopo-Pesaro e certi assestamenti nei Ds e nell´Ulivo. Fino ad ora non siamo entrati in questa discussione per rispetto verso i nostri alleati. Ma forse è venuto il momento di vederci più chiaro».

          Anche la Margherita, dunque, pensa – come Berlusconi – che la partita che Cofferati sta giocando sia ormai tutta politica?

          «Berlusconi è in difficoltà e dunque può avere interesse a scaricare tutto su Cofferati e il suo futuro politico. E´ certo, però, che in questo qualcuno lo aiuta: e penso a chi ha l´ardire di proporre per le prossime elezioni nientemeno che il ticket Prodi-Cofferati».

          L´accoppiata non la convince?

          «Credo che Berlusconi andrebbe a piedi a Pompei a ringraziare la Madonna, se si realizzasse quell´ipotesi. Immagino che lui speri che vada così. Dopo aver rifiutato per tutta l´ultima campagna elettorale un faccia a faccia con Rutelli, sarebbe felice di poter ritirare fuori la bandiera dell´anticomunismo e di polemizzare con posizioni come quelle di Cofferati. Ecco, noi dobbiamo togliergli questa speranza».

          E´ in questa chiave, dunque, che lei legge gli attacchi di Cofferati a Rutelli?

          «Io dico questo: che a me pare che l´articolo 18 stia diventando l´alibi per la realizzazione di un piano pronto sin dal giorno dopo la sconfitta del 13 maggio. Quante volte è stato aggredito, Rutelli? E con quali argomenti? Si è arrivati alla farsa di ridurlo a coordinatore di una cosa, l´Ulivo, che di fatto non c´è più. Per questo, credo sia giunto il momento di un chiarimento finale».

          Sull´Ulivo?

          «Sull´Ulivo e sul resto. Rutelli è un ottimista, si sforza di vedere sempre il lato positivo delle cose, anche di cose pessime come questa fase. Per quanto mi riguarda, credo che a Francesco non convenga più stare sulla graticola sulla quale lo stanno sistemando. E anche sull´Ulivo bisogna cominciare a dire le cose come stanno».

          E come stanno?

          «L´Ulivo era una via per unire il centrosinistra, ma ce ne sono altre. Per quanto mi riguarda, visto che è rimasto, di fatto, un cartello elettorale senza spinta propulsiva, si può anche tornare al centrosinistra. Anzi: al centro trattino sinistra».

          E crede che i Ds sarebbero d´accordo?

          «I Ds devono chiarirsi. Io non capisco più che linea hanno. Ormai polemizzano con Rutelli su tutto, pur di finire sui giornali. Ha visto come lo hanno attaccato sulla sicurezza e l´immigrazione? Francesco ha provato a fare dei passi per avvicinarsi alla linea-Blair e loro giù a far polemiche. Ma forse è proprio perché incontrerà sabato e domenica Blair e Clinton che i Ds, non invitati, in questi giorni hanno preso a scalciare con più forza…».

          fe. ge.