“Intervista” Campaini(Unicoop): «La ripresa dei consumi è lenta»

28/11/2003


      Venerdí 28 Novembre 2003

      Intervista a Turiddo Campaini (Unicoop)


      «La ripresa dei consumi è lenta»

      Parla Campaini (Unicoop): fiducia incerta – Intesa con Mps sui servizi finanziari

      CESARE PERUZZI


      FIRENZE – «I consumi? Non vedo una ripresa e non me l’aspetto neppure per il 2004, almeno per l’alimentare». L’analisi poco ottimistica, a dispetto degli ultimi dati congiunturali (si veda «Il Sole-24 Ore» del 26 novembre), è di Turiddo Campaini, presidente di Unicoop Firenze, la più grande cooperativa di consumo d’Italia e uno dei primi cinque operatori nazionali, con 1.800 milioni di fatturato previsto 2003, 141mila metri quadrati di superficie di vendita (+10,4%), 7.590 dipendenti e 920mila soci. «Manca la fiducia nei consumatori», spiega Campaini, che anticipa i piani di espansione Unicoop e lascia intravedere un prossimo accordo operativo con il gruppo Monte dei Paschi per la distribuzione di prodotti finanziari.
      L’Istat ha registrato in settembre un aumento degli acquisti alimentari superiore al 6%: da cosa deriva il suo pessimismo?
      Avremo un Natale in linea con il resto dell’anno, senza colpi di reni. Questo non toglie che ci siano comparti o aziende che vadano meglio. Unicoop Firenze è in ottima salute e chiuderà l’esercizio con oltre 1.800 milioni di ricavi e circa 30 di utile netto. Il fatturato 2003 cresce di quasi il 9 per cento.
      Da cosa dipende e quando arriverà la svolta? C’è poco denaro da spendere, ma soprattutto manca la fiducia, l’elemento determinante per fare decollare il mercato. L’inversione di tendenza non ci sarà prima di fine 2004.
      Unicoop ha continuato a investire forte, aumentando superficie di vendita e ricavi, ma la redditività è scesa dai 62,9 milioni del 2001 ai 26,5 del 2002: come mai?
      La differenza è imputabile alla gestione finanziaria, penalizzata dagli andamenti di Borsa. Quest’anno resteremo sugli stessi livelli, con un leggero miglioramento. Ma la redditività non è il nostro obiettivo principale, come invece il rapporto con i clienti-soci e con il territorio.
      Unicoop è concentrata in Toscana, dove detiene il 25% del mercato alimentare: pensate di svilupparvi in altre regioni?
      Attraverso Bbc, la joint con i tedeschi di Obi che controlliamo al 70% e che quest’anno chiuderà il suo primo esercizio pieno con 190 milioni di fatturato, 25 punti vendita, e un risultato positivo, siamo già presenti fuori dalla Toscana nel bricolage. Bbc punta a crescere, soprattutto al Centro-Nord. Unicoop sta poi valutando l’opportunità di realizzare qualche alleanza operativa all’interno del distretto tirrenico di Coop consumo.
      Sono previste aggregazioni?
      Non è un’ipotesi all’ordine del giorno, ma possono asserci forme d’integrazione ugualmente efficaci, nel marketing come nei sistemi informatici. Studieremo una formula. Le regioni interessate dovrebbero essere Lazio e Campania. In ogni caso, si tratta di decisioni che saranno prese collegialmente. Preparate uno spin-off immobiliare?
      No. Non abbiamo bisogno di far cassa o di realizzare plusvalenze.
      Avete acquistato l’1,9% di Banca Monte dei Paschi e siete entrati nel consiglio d’amministrazione. È un’alleanza che porterà anche sviluppi operativi?
      È probabile. Vogliamo allargare i servizi ai soci e, come nel caso di Obi, abbiamo bisogno di partnership qualificate: Bmps è il nostro alleato ideale nel campo dei prodotti finanziari e nel corso del 2004 vedremo come concretizzare l’intesa.