“Intervista” C.Sangalli: «L’evasione va combattuta»

22/06/2006
    gioved� 22 giugno 2006

      Pagina 41 – Economia

        I COMMERCIANTI

          Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, risponde alle critiche di Montezemolo e ai piani del governo

            �L’evasione va combattuta
            ma non siamo noi lo scandalo�

              Vista anche l�entit� delle somme, che la colpa sia tutta di questa categoria � una tesi inaccettabile

                LUISA GRION

                  ROMA – Non pensate solo al nostro �nero�, ma guardate anche al �rosso� degli altri. Chiamati in causa a proposito di evasione fiscale sulla quale – a detta del leader di Confindustria, Montezemolo – avrebbero pi� di qualche responsabilit�, i commercianti invitano a non cercare soluzione semplicistiche. �Non fate della categoria un capro espiatorio� dice Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio.

                  Presidente, i commercianti non evadono?

                  �Faccio una premessa: l�evasione fiscale � un grande problema e va contrastato anche per rispettare il principio del "pagare tutti per pagare meno". Detto questo pensare, vista anche l�entit� delle somme, che la colpa sia tutta di questa categoria � inaccettabile�

                  Confindustria punta il dito sugli autonomi

                    �Mi auguro che le battute sentite si possano considerare una scivolata. E invito, comunque, a non concentrare tutta l�attenzione sul "nero" degli autonomi, ma a guardare piuttosto anche al "rosso" dichiarato da molte societ� di capitali. Faccio notare che l�80 per cento della categoria � in linea con gli studi di settore. Poi certo le somme evase o eluse vanno recuperate anche per evitare manovre da lacrime e sangue e ritocchi all�Iva. �.

                    Senza toccare l�Iva, allora, lei come finanzierebbe un intervento come quello della riduzione del cuneo fiscale, del quale anche Confcommercio vorrebbe beneficiare?

                      �Gli spazi d�azione ci sono. Bisogna incidere sulla spesa pubblica per esempio: impegna 700 miliardi di euro, la met� del Pil, di cui solo 230 in stipendi e consumi intermedi. L� qualcosa si pu� di sicuro tagliare. Aumentare l�Iva, invece, non si pu�: l�aliquota � gi� fra le pi� alte dell�Unione europea, alzarla ulteriormente deprimerebbe i consumi e metterebbe a rischio il controllo dell�inflazione�.

                      Incidere sulla spesa pubblica basterebbe, secondo, lei a coprire i costi del taglio al cuneo fiscale?

                        �Si pu� anche decidere di avviare l�intervento in modo graduale e realistico�.

                        Voi per�, qui come Confindustria, chiedete di evitare approcci selettivi
                        �Sarebbe l�ideale, ma siamo disposti a discutere. Bisogna intendersi sui criteri: condividiamo, per esempio, l�ipotesi del ministro Damiano di utilizzare la riduzione del cuneo per incentivare l�occupazione stabile. Anche la selezione in base agli investimenti innovativi potrebbe andare bene, ma a condizione che si considerino tali pure quelli applicati ai servizi�.

                        Siete disponibili a discutere anche sulla tassazione delle rendite?

                          �Se ne pu� parlare, ma con cautela. Bisogna tutelare i piccoli risparmiatori e non allarmare i mercati. Gi� oggi il finanziamento del debito pubblico ci costa due punti di Pil di pi� della media europea. Con il rialzo dei tassi ci coster� ancora di pi�.