“Intervista” C.Jannotti Pecci: « Serve un piano straordinario »

15/02/2005

    domenica 13 febbraio 2005

    sezione: TURISMO – pagina 17

    Jannotti Pecci ( Federturismo): subito finanziamenti all’Enit per la promozione
    « Serve un piano straordinario »
    V. CH.

      MILANO • « Bisogna che il Governo conceda subito uno stanziamento straordinario all’Enit per investire rapidamente sui mercati di lingua tedesca, il nostro tradizionale bacino turistico di riferimento; al tempo stesso gli operatori del settore dovrebbero riequilibrare i prezzi » .
      Secondo Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo Confindustria, occorre dunque mettere in campo un’iniziativa a breve che possa dare una scossa al sistema Italia.

      Il Governo nei giorni scorsi ha rimesso in moto il confronto sul rilancio del turismo italiano. Vuol dire quindi che occorre fare di più?

      Certamente. Anzitutto non si sa nulla di quello che conterrà il provvedimento per la competitività e lo sviluppo. Quello è un banco di prova importante, ma non basta.
      Anche perchè i tempi non saranno brevi. Inoltre ritengo positivo l’accenno al varo del tavolo di confronto e coordinamento sul turismo, ma anche qui i tempi non saranno brevi.

      Perchè auspica iniziative rapide?

        L’estate è alle porte. I contratti si fanno ora. Le decisioni sulle vacanze, almeno a livello di tour operator, si prendono con anticipo. Oggi abbiamo dei grossi problemi sui mercati di lingua tedesca: per questo è lì che dobbiamo investire.

        Quanto servirebbe?

          Credo che uno stanziamento straordinario di 25 milioni di euro almeno per l’Enit possa essere sufficiente a ridare slancio alla promozione in generale, consentendo uno sforzo straordinario su quei mercati che sono molto importanti per l’Italia e dai quali arrivano segnali preoccupanti.

          Che cosa mette timore?

            La scarsa competitività dell’offerta italiana, giudicata troppo cara rispetto ad altre destinazioni. Il giudizio dei tedeschi, che si riflette nel calo costante delle presenze negli ultimi anni e in particolare nel 2004, è inequivocabile. Si tratta di capire che i tedeschi stanno riprendendo a viaggiare, ma occorre che dall’Italia arrivino messaggi chiari. Non possiamo permetterci di costare il 25% in più di altre aree del Mediterraneo che offrono sole e mare come noi.

            Gli americani però sono tornati in massa, è un fatto positivo.

              I numeri del mercato americano sono limitati. Il grosso degli stranieri arriva sempre dall’Europa e dall’area tedesca in particolare. È lì che dobbiamo recuperare quota.
              Il ritorno in grande stile degli americani c’è stato, nonostante il dollaro debole, e ha evitato che la debacle del 2004 fosse alla fine molto più grave.

              Come valutare i mercati emergenti?

                Tutti guardano alla Cina, ci sono già degli investimenti in corso per incrementare gli arrivi.
                Ma ci vorranno anni per avere dei vantaggi concreti. I numeri sono talmente bassi che non incidono più di tanto.

                Tutto quindi si gioca ora sul provvedimento sulla competitività e lo sviluppo.

                  Occorrerebbe incidere a fondo sull’offerta italiana. Abbiamo un livello di costo del lavoro troppo alto in un settore labour intensive come il turismo. Il regime Iva vede le aliquote italiane posizionate intorno a valori doppi rispetto ad altri Paesi nostri concorrenti. Bisogna sciogliere il nodo dei canoni demaniali che sconteranno aumenti anche del 300% ma soprattutto ci vogliono decisioni rapide, altrimenti anche il 2005 sarà un anno perso.