“Intervista” C.De Berardinis: Conad lancia il polo cooperativo per l’Europa

27/05/2005
    venerdì 27 maggio 2005

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    Conad lancia il polo cooperativo per l’Europa
    De Berardinis: una grande operazione
    per i consumatori dal patto con Leclerc

      di Laura Matteucci / Milano

        PROGETTO «Sarà il primo polo cooperativo europeo, la prima realtà cooperativa a livello sovranazionale. Una realtà vincente, e anche un obiettivo ambizioso: per essere davvero sano, il mercato non può essere dominato solo dai grandi gruppi multinazionali, altri-
        menti finisce per essere troppo condizionato dalla finanza e dagli andamenti della Borsa». L’amministratore delegato di Conad, Camillo De Berardinis, parla del nuovo progetto realizzato in seno all’alleanza con il gruppo francese Leclerc, partner di Conad dal 2001. Ma non è l’unica novità firmata per quest’anno dall’associazione cooperativa, leader nella grande distribuzione, con circa il 12% di quota di mercato in Italia (compresa la quota dell’associata Rewe Italia, che distribuisce Standa).

          De Berardinis, partiamo dal polo cooperativo europeo. Di che si tratta, quando sarà operativo?

            «Entro un mese gli atti formali di costituzione verranno firmati a Bruxelles. Sarà la risposta associativa alle grandi catene, messa in campo dalla partnership Conad-Leclerc, che con trenta soci opererà in sei Paesi europei: oltre a Italia e Francia, Spagna, Portogallo, Polonia e Slovenia. L’obiettivo è quello di creare delle strutture sempre più competitive, in grado di tenere testa ai grandi gruppi, Carrefour, Auchan solo per fare due esempi, che però mantengano anche un forte radicamento territoriale».

              In sostanza, un network di piccole e medie imprese. Primi obiettivi?

                «Cominciare a negoziare le prestazioni con i maggiori fornitori internazionali. Creare sinergie funzionali sulle importazioni, la logistica, il know-how, i prezzi. Per arrivare ad essere uno dei gruppi leader a livello europeo. Partendo dalla valorizzazione delle diversità nazionali. È lo sviluppo su scala continentale dell’alleanza con Leclerc, che ci ha già portato a realizzare progetti analoghi in Italia e Francia. E che ci aprirà anche altre possibilità».

                  Altre possibilità: di che genere?

                    «Entro settembre apriremo in provincia di Lucca il primo distributore di carburante a insegna Leclerc-Conad. Cui ne seguiranno molti altri, mi auguro».

                      Un progetto ambizioso anche questo.

                        «Il nostro è un sistema molto ingessato. E in alcuni mercati soprattutto, come quello dei carburanti o dei parafarmaceutici, la liberalizzazione consentirebbe di tutelare il potere d’acquisto. Queste sono le politiche da attuare per rilanciare davvero consumi e sistema produttivo».

                          I consumi sono sempre piatti, l’Italia è in recessione, ma Conad riesce comunque ad aumentare il volume d’affari. Che cosa paga di più, la politica dei prezzi bassi?

                            «Questo ormai è un imperativo, per chiunque operi nella distribuzione commerciale. Noi andiamo bene, è vero, ma in un mercato in cui la domanda non cresce significa solo che ci rubiamo quote di mercato tra distributori. Non è un bel segnale, neanche per chi ne esce comunque vincente. Nel 2004 abbiamo chiuso con un fatturato a +4,7%, e 114 milioni di euro di utili, come aggregato delle cooperative associate Conad».

                              Stime per il 2005?

                                «Per il momento il trend positivo continua, anzi siamo già a +7% di fatturato. L’obiettivo è di una ulteriore crescita di quote di mercato, e di un rafforzamento complessivo della struttura. Anche attraverso l’abbattimento dei costi: nel triennio 2005-2007 comprimeremo del 10% il costo di gestione della filiera. Non è poco».