“Intervista” C.Damiano: Sul «lavoro che cambia» i Ds sfidano il governo

07/02/2003

            venerdì 7 febbraio 2003

            l’intervista
            Cesare Damiano
            responsabile Lavoro Ds

            Domani Fassino presenta con Cgil, Cisl e Uil l’inchiesta della Quercia sugli orientamenti dei lavoratori
            Sul «lavoro che cambia» i Ds sfidano il governo
            Laura Matteucci

            MILANO. I Ds raccolgono la sfida del
            lavoro che cambia. Mentre il Senato
            ha appena licenziato la «deregulation»
            del mercato del lavoro, in attesa
            che si riaccenda la discussione sull’articolo
            18, la Quercia presenta i
            primi risultati dell’«Inchiesta sul lavoro
            che cambia» lanciata nel settembre
            scorso, in collaborazione
            con la Sinistra giovanile, l’istituto di
            ricerca Swg, Aris Accornero, i ricercatori
            Mimmo Carrieri, Vittorio Rieser,
            Mario Giaccone, Giuseppe Fiorani,
            Igor Piotto e l’Unità. Sono
            23mila i questionari raccolti in tutta
            Italia ed elaborati statisticamente
            dalla Swg di Trieste: i dati verranno
            presentati domani a Bologna alla
            presenza del segretario nazionale
            Ds, Piero Fassino, e dei segretari sindacali
            Guglielmo Epifani, Savino
            Pezzotta e Luigi Angeletti.
            Perchè l’inchiesta, così come
            l’appuntamento di domani, servirà
            anche per far ripartire un confronto
            tra il centrosinistra e il sindacato tutto.
            Come dice Cesare Damiano, responsabile
            Lavoro per i Ds: «Il confronto
            tra Ds e Cgil, Cisl e Uil è
            acquisito e costante. Così come il
            fatto che il tema del lavoro è centrale
            per la nostra politica».
            L’inchiesta si basa su un questionario
            composto da 44 domande. I
            moduli sono stati distribuiti nelle
            feste dell’Unità, davanti alle grandi
            fabbriche come nei cantieri, nei
            fast-food, nei call-center, in tutti i
            luoghi rappresentativi delle diverse
            anime del lavoro. La maggior parte
            dei questionari è stata compilata in
            Emilia-Romagna (7.400 moduli), in
            Toscana e in Umbria, ma migliaia
            di risposte sono arrivate da tutto il
            Paese. Ai 23mila cartacei, vanno aggiunti
            anche i 3mila moduli raccolti
            via Internet. «Il più grande risultato
            mai raggiunto in questo genere di
            inchieste», commenta Damiano. Da
            Bologna sono giunti 2.500 questionari:
            il 95% di chi ha risposto ha
            meno di 50 anni e di questi il 25%
            ne ha meno di 35. Per il 78% degli
            intervistati bolognesi il valore primario
            da difendere è quello dell’unità
            sindacale. E, a settembre, l’elaborazione
            definitiva dei risultati verrà diffusa
            in un libro, che verrà presentato
            alla festa nazionale dell’Unità.

              Damiano, il lavoro è tornato
              un tema centrale per i Ds: lo
              testimonia l’inchiesta, lo confermano
              le tre leggi già elaborate sui temi della
              riforma del lavoro e dello stato sociale.
              Adesso che succede?

            «Le tre proposte di legge, che sono
            il frutto di un lavoro congiunto
            di tutto l’Ulivo, quella sulla Carta
            dei diritti, quella sui diritti di sicurezza
            sociale, quella sulla riforma del
            processo di lavoro, rappresentano
            l’embrione del nostro programma
            sui temi del lavoro e del welfare, cui
            va aggiunto quest’ultimo tassello importante
            dei risultati dell’inchiesta.
            La nostra intenzione è quella di proseguire
            nella nostra azione, che è soprattutto
            fondata sulla capacità di
            ascolto dei lavoratori, sul contatto
            diretto con le realtà territoriali ed
            aziendali. E rafforzare sempre di più
            l’impianto di proposte su questi temi
            da contrapporre agli attacchi del
            governo».

              L’ultimo attacco è la legge delega
              approvata dal Senato, e
              non è ancora certo che succederà
              per l’articolo 18.

            «È chiaro che la prospettiva è
            quella del protrarsi del conflitto già
            avviato nel 2002. Siamo oltretutto in
            una difficile fase di rinnovi contrattuali,
            che certo non possono basarsi
            sul dato di inflazione programmata
            del governo. Le nostre sono proposte
            assolutamente alternative a quelle
            del centrodestra: e sono tanto più
            importanti oggi, di fronte al fatto
            che questo governo insiste con la precarizzazione
            dei rapporti di lavoro e
            lo smantellamento dei diritti. È possibile
            seguire un’altra strada: non
            mettere in discussione i diritti acquisiti
            dai padri, e costruire una rete di
            diritti universali, modulati per tutte
            le figure esistenti nel mercato del lavoro».

              Domani presentate i risultati,
              alla presenza del sindacato.
              Qual è il giudizio sulla proposta
              di estensione dei diritti formulata
              dalla Cgil?

            «La Cgil ha elaborato delle proposte
            che vanno nella stessa direzione
            di quelle indicate dall’Ulivo. La
            discussione su questi temi è comune,
            la battaglia per la difesa dei diritti
            è una battaglia comune».