“Intervista” C.Damiano: «Rivalutare le pensioni e aiuto ai giovani»

02/05/2007

    martedì 1 maggio 2007

    Pagina 10 – Interni

    L’Intervista
    Cesare Damiano – Il ministro anticipa gli obiettivi del tavolo sulla previdenza del 9 maggio

      «Rivalutare le pensioni e aiuto ai giovani»

      di Laura Matteucci / Milano

      «Il 9 maggio al tavolo di concertazione sugli ammortizzatori sociali affronteremo il tema della previdenza. Per allora, il governo sarà in grado di fornire un quadro esauriente circa gli obiettivi di riforma. Per noi le priorità sono le rivalutazioni delle pensioni, a partire da quelle più basse, e le iniziative a vantaggio dei giovani». Parla il ministro del Lavoro Cesare Damiano, che chiarisce: «Tutti i problemi legati alla previdenza verranno affrontati entro giugno, prima del Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria, ndr)».

      Quali iniziative per i giovani?

        «Vogliamo puntare alla piena totalizzazione di tutti i contributi versati e alla facilitazione del riscatto della laurea. Parlando di ammortizzatori sociali, intendiamo adottare un sistema di protezioni capaci di tutelare anche il lavoro discontinuo».

        E la riforma dello scalone?

          «L’affronteremo. Come anche la questione dei coefficienti. Ferma restando la necessità di mantenere per i lavori usuranti la possibilità di accedere alla pensione anticipatamente».

          Cambiare le regole ha un costo economico non indifferente. L’extragettito basterà?

            «Stiamo parlando, al netto del risanamento del debito, di circa 2,5 miliardi strutturali, da utilizzare per il sistema pensionistico, gli ammortizzatori sociali e infine per la produttività. In quest’ordine. Intanto, l’extragettito potrebbe anche aumentare, nel caso per esempio che l’economia proseguisse su questo trend di ripresa. Altre risorse potrebbero arrivare da risparmi interni, dovuti alla razionalizzazione degli enti previdenziali».

            L’emergenza morti bianche. Il suo ministero è molto impegnato nella lotta al lavoro nero: adesso quali iniziative avete in cantiere?

              «Combattere il lavoro nero è il punto d’attacco fondamentale. I dati ci dimostrano che le nostre nuove norme, a partire dalla sospensione delle aziende edilizie che utilizzano più del 20% di lavoro nero, ci hanno portato sulla strada giusta. In soli sette mesi di applicazione, sono 999 le aziende sospese, e secondo l’Inail 94mila le persone emerse dal nero. Il che significa anche che l’Inps incassa parecchi milioni di euro in più di contributi previdenziali. Abbiamo provveduto all’assunzione di nuovi ispettori: altri 250, più 60 carabinieri, arriveranno entro il 2 luglio. L’organico complessivo degli ispettori è aumentato del 40%. E abbiamo ottenuto 3 milioni di euro, proprio per finanziarne le attività. Poi, c’è tutta la partita degli appalti pubblici. Tra l’altro, l’obiettivo è che sia il ministero a definire le tabelle salariali, in modo da sconfiggere il sistema del massimo ribasso, del dumping sociale».

              Lei ha detto che contro le morti bianche si deve imporre una diversa cultura del lavoro: come può accadere?

                «Si devono impegnare tutti, governo, imprese, sindacato. Per questo mi auguro che sulla legge delega in tema di salute e sicurezza varata dal Consiglio dei ministri ci sia la massima convergenza tra maggioranza e opposizione. A partire dall’introduzione di questa materia nei programmi delle scuole superiori».

                Che rilevanza avranno i temi del lavoro all’interno del Partito democratico?

                  «Forte. Con Tiziano Treu abbiamo già ottenuto un risultato importante: far approvare nei congressi Ds e Margherita il manifesto del lavoro. E l’intenzione è quella di dar vita ad una sorta di corrente laburista all’interno del nuovo partito. Anche perchè, lo dimostrano i fatti, il tema del lavoro non è appannaggio della sinistra radicale».